Notizie
Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Città di Fiumicino, Maurizio Alfonsi: "Il migliore acquisto? Sarò io..."

Il fantasista non si nasconde: "Questo campionato possiamo perderlo solo noi. Dicevano fossi finito, invece dovranno ricredersi"



I fantasisti veri, i numeri 10 capaci di illuminare il gioco, in queste categorie sono rari: uno dei pochi ad abituarci a gol, assist, colpi di classe cristallina è proprio lui, “Magic box”, Maurizio Alfonsi. Si è rialzato, dopo un bruttissimo infortunio (frattura del perone) subìto nella scorsa stagione appena approdato all'Unicusano Fondi: ha lottato ed è tornato in campo, con la maglia dello Sporting Città di Fiumicino, che ha puntato forte sul suo recupero. Non è ancora al top, ma da quando è a disposizione è diventato un punto fermo per Raffaele Scudieri e lui lo sta ripagando. Non è uno che si chiude dietro frasi fatte, parla chiaro. Lo accusano di essere uno spacca-spogliatoio, ma lui rispedisce le accuse al mittente: “Sono uno che dice la verità, e questo nel calcio molto spesso non piace...”.

La scorsa stagione hai subìto un infortunio tra i peggiori, di quelli che possono segnare una carriera. Come stai? 

“Il peggio è alle spalle, ho fatto tutte le cure del caso e finalmente ho ritrovato il campo. Sono ancora al 60%, ma piano piano sto crescendo, grazie alla continuità che mi ha dato mister Scudieri. Posso solo migliorare e penso che nelle ultime tre-quattro partite si sia visto”. Maurizio Alfonsi

Anche la squadra sembra in risalita. 

“Il tecnico ha trovato la giusta quadratura. Con l'Almas, il Grifone in coppa e il Fonte Nuova sono arrivate tre vittorie, sono fiducioso”.

C'è qualche avversaria che ti ha impressionato positivamente? 

“Il CreCas ha grandi giocatori e gioca un bel calcio. Dico, però, che questo campionato possiamo perderlo solo noi...”.

A dicembre torneresti sul mercato? 

“E' una decisione che spetta alla società. Il migliore acquisto spero di essere io, visto che hanno fatto grande affidamento sulle mie qualità. Se poi dovesse partire qualcuno, arriveranno sostituti all'altezza, ma questa squadra è già molto forte così com'è”.

Hai qualche sassolino dalle scarpe che vorresti togliere? 

“Dopo l'infortunio tanti dicevano che ero finito, invece ancora una volta dovranno ricredersi. Anche questa per me è un'enorme soddisfazione. Ho promesso che avremmo vinto questo campionato e la gioia più grande sarebbe portare il Città di Fiumicino in Serie D. Questa società è estremamente seria e lo merita”.

A Ostia hai scritto pagine importanti, segui ancora i biancoviola? 

“Con quella maglia ho vissuto cinque anni meravigliosi, in cui ho dato e ricevuto tantissimo. Non la seguò più come prima, anche perché dei compagni storici ormai ne sono rimasti pochi, ma un occhio al risultato lo metto sempre e sono contento quando vince”. Maurizio Alfonsi con la maglia dell'Ostiamare

Vedi qualche tuo possibile erede? 

“A Fondi c'è Stefano D'Agostino, che Pochesci ha designato come mio successore. Ha colpi importantissimi, gioca bene sia con il destro che con il sinistro. Un altro è Leonardo Nanni: ancora è poco continuo, ma ha grandi margini di miglioramento. Non ha mai giocato con una squadra di questo spessore e sta cercando di sacrificarsi e mettersi a disposizione. Passo diverso tempo con lui e cerco di dargli consigli utili alla sua maturazione”.

Hai qualche rammarico? 

“Più di uno, il più grande è quello che racconto sempre: nella stagione 2003/2004 ero vicinissimo al Genoa. Avrei firmato il martedì, ma la domenica precedente, nonostante il presidente Lardone me lo avesse sconsigliato, ho voluto giocare a tutti i costi contro il Pisoniano e mi sono rotto il crociato, facendo sfumare tutto. Un'avventura che avrebbe potuto cambiare la mia carriera...”.

Cosa rispondi a chi dice che sei uno spacca-spogliatoio? 

“E' una targhetta che mi è stata affibiata, ma chi mi conosce bene sa che non è vero...”.

Quando deciderai di attaccare gli scarpini al chiodo ti metterai ad allenare? 

“Sicuramente prenderò il patentino e voglio provare con i giovani, anche se non sono sicuro di avere il carattere giusto. Se non mi troverò bene, l'alternativa potrebbe essere il direttore sportivo. Di certo voglio rimanere nel mondo del calcio”.

Prima però c'è un campionato da vincere...