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Città Metropolitana, si parte. Svolto il primo consiglio del nuovo ente che prende il posto della Provincia

Il sindaco Marino: “Dobbiamo lavorare per tutti i 121 comuni del territorio”. Coratti: "Abbiamo una grande responsabilità"



Mirko CorattiCittà Metropolitana, primo consiglio. “E’ un giorno importante: diamo il via ad un ente che deve costituire non un astratto modello, ma una concreta soluzione per i cittadini che ne sono compresi. La Città Metropolitana deve essere un luogo di attrazione per gli investimenti che miri alla uguaglianza dei cittadini di tutti i comuni e i paesi a prescindere dalla loro grandezza e demograficità. Possediamo una unicità culturale su tutto il territorio passando da Roma alle ville di Tivoli, dalla zona archeologica di Ladispoli ai laghi di Castel Gandolfo e limitrofi. Per questo dobbiamo lavorare alacremente e confido nella forza, nelle energie e nelle idee che sapremo mettere nel nostro lavoro”. Con queste parole il neo eletto Sindaco della Città Metropolitana Ignazio Marino ha aperto la prima seduta del nuovo ente che è andato a sostituire di fatto – ma ancora non pienamente in diritto – la Provincia di Roma. Alla seduta erano presenti i 24 consiglieri neoeletti e lo spirito che si è respirato nella sala “Giorgio Fregosi” di Palazzo Valentini è stato quello propositivo di chi, come ha sottolineato Gemma Azuni di Sel “ha l’occasione di far parte di un ente completamente nuovo, avendo quindi la possibilità di plasmarlo evitando particolarismi romano centrici e di altra natura, mettendosi al servizio del cittadino”. 


Approvazione del regolamento rimandato. Non sono mancate tuttavia le critiche per un regolamento – il primo che l’aula avrà per autoregolamentarsi in vista dell’approvazione dello Statuto - che ha lasciato più di qualche perplessità tra gli scranni dell’aula. “Quello presentato è un documento da ritirare – sottolinea Pomarici di Ncd – Il testo non è stato abbastanza approfondito e per questo bisogna valutare un modus operandi più equo”. Diversa la critica di Enrico Stefàno del Movimento 5 Stelle: “Quello della Città Metropolitana è un ente che per le modalità con cui è nato si presenta con ampi profili di incostituzionalità. Il regolamento del quale discutiamo oggi inoltre è stato inviato in ritardo e con modalità, quelle della posta ordinaria, che non assicuravano la sicura ricezione dello stesso e sul quale restano perplessità”. L’approvazione del regolamento è stata dunque rimandata al 24 ottobre nella nuova seduta consigliare, mentre su prima proposta del consigliere Corsetti, verrà introdotto all’art. 9, un comma 7 per aprire la commissione alle audizioni del mondo civile escluse nella prima versione del testo.


Trasformare l’ente in un punto di riferimento. “Sono contento di essere qui – aggiunge in chiusura Mirko Coratti, già presidente dell’assemblea capitolina – Abbiamo una grande responsabilità e dobbiamo dare il massimo impegno alla nascente Città Metropolitana. Il senso della democrazia è quello di una appartenenza comune ad un futuro migliore insieme ad i nostri concittadini. Ciò che resta fuori da quest’aula è più importante di quello che a volte pensiamo in quest’aula”. Invito raccolto in chiusura dal Sindaco Marino che ha sottolineato come “si senta il bisogno di avere un comune raccordo per 121 realtà che anche se al momento hanno una vaga idea della Città Metropolitana devono farne parte attivamente”. Perché il nuovo ente funzioni serve tuttavia l’approvazione di uno statuto che ne regolamenti l’attività e le eventuali extra competenze – sulle quali bisognerà valutare eventuali deleghe dalla Regione - partendo dall’approvazione del regolamento interno già dalla giornata di venerdì prossimo.