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Città universitaria e San Lorenzo: degrado senza fine

Negli ultimi giorni numerosi fatti ed episodi che denunciano un tasso di invivibilità non più tollerabile dai residenti



Image titleMovida selvaggia, distributori presi d’assalto, sostanze pericolose ed inciviltà all’ordine del giorno.. e così il recinto della Città universitaria ed uno tra i quartieri popolari più noti di tutta Roma si trasformano in luoghi-simbolo del degrado, ridotti ormai allo stato di terre di nessuno, dove chiunque può agire indisturbato, secondo le proprie voglie. Sono degli ultimi giorni una serie di episodi che hanno fortemente indignato i romani ed hanno nuovamente acceso i riflettori dei media su questa porzione di territorio urbano: è recentissimo – appena due giorni – l'arresto di un ragazzo che si dilettava a prendere di mira i distributori automatici di bevande ed alimenti presso la Città universitaria. Attraverso l'uso di un piede di porco, il giovanissimo ladro forzava di volta in volta il lucchetto e riusciva a sottrarre il denaro contenutovi all'interno.. ma non aveva fatto i conti con le forze dell'Ordine che, grazie all'utilizzo delle telecamere di videosorveglianza, erano già sulle sue tracce e dopo una breve indagine hanno identificato il ragazzo e lo hanno fermato, sottoponendolo all'Obbligo di firma presso gli uffici del Commissariato Università. Poco oltre, nel movimentatissimo Quartiere di San Lorenzo – che già da tempo è nell'occhio del ciclone per i periodici raduni della movida selvaggia che rende impossibile una convivenza già precaria tra i residenti e la numerosa comunità universitaria che gravita da quelle parti - quattro pusher sono stati tratti in arresto. Si tratta di due cittadini italiani, un trentacinquenne ed un trentasettenne e due donne, di cui una di nazionalità filippina: l'accusa è detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e vanno a rimpinguare la lista degli altri sei fermati negli scorsi mesi per i medesimi reati. Ma non è tutto: a confermare l'infelice trend a cui il Quartiere sembra ormai condannato da qualche tempo è il rinvenimento, a partire dal novembre dello scorso anno, di kit completi per fumare crack: barattolo di bicarbonato, cocaina, cucchiaio e tanto di bottiglia che serve per fumare i cristalli ottenuti mediante il processo di cottura. Una situazione a dir poco disgustosa che esaspera ancora di più gli animi dei residenti e richiede interventi concreti e definitivi da parte delle Istituzioni.