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Cittadinanza sportiva, Molea:"Mi auguro che la legge venga approvata entro la prossima stagione"

Il Deputato di Scelta Civica e Presidente AICS:“In Senato non dovrebbero esserci problemi, stop ad una discriminazione assurda e inaudita”



Bruno Molea è uomo di sport. Inteso nel senso piùnobile del termine. E non è un caso che sia statoproprio lui, vicecapogruppo alla Camera di SceltaCivica e Presidente dell’AICS, a portare avanti questabattaglia sui diritti sportivi dei minori stranieriresidenti in Italia che finalmente sembra essere arrivataad un punto di svolta atteso da troppo tempo.


L'onorevole Bruno MoleaOnorevole, la prima parola che viene spontaneauna volta letta la proposta è: finalmente.“Sì. Credo che ci fosse bisogno di questa legge pereliminare una discriminazione assurda e inaudita.In Italia consentiano a questi ragazzi di andare ascuola con i nostri figli, ma non di praticare sport,altrettanto importante nella formazione di un giovane.Dobbiamo considerare che già l’arrivo in unnuovo paese è un trauma per questi bambini, con losport si creano le condizioni ideali perché il minoresi inserisca quanto prima nella società”


La Camera ha dato il via libera: a che punto è l’iterparlamentare della proposta?“Da quello che mi risulta anche in Senato non dovrebberoesserci intoppi. E’ un’iniziativa trasversale,che ha avuto un grandissimo consenso. Lastanno incardinando in Settima Commissione peresaminarla, l’ideale sarebbe avere l’ok prima dellapausa estiva, in modo che questi ragazzi abbianola possibilità di praticare la loro disciplina preferitagià dalla prossima stagione sportiva”.


Serviva un uomo di sport per arrivare ad una sensibilizzazionedi una situazione anacronistica einopportuna?“In assenza di un Ministero dello Sport le politichesportive, soprattutto quelle di base con risvoltisociali e non esclusivamente di risultato, dovrebberoessere affidati a persone che vengono daquel mondo, che ne conoscono le dinamiche e lenecessità. Fortunatamente questa legislaturaha al suo interno donne e uomini che vengonodallo sport, come il sottoscritto, e questoalimenta una maggiore sensibilità sul movimento”. 


Anche se in questo caso la palese discriminazionenei confronti dei minori stranierinon era di difficile individuazione.“Passatemi una battuta: una volta inventata,tutti pensano che non ci voleva molto afare la ruota rotonda. Detto questo l’importanteera arrivare a questo punto efinalmente ci siamo”.


Da dove nasce questa sua missione?“Da un convegno a Napoli con il presidente AurelioDe Laurentis e al Sindaco Luigi De Magistris sui problemidella partecipazione degli stranieri all’attivitàsportiva. Dopo l’intervento di un ragazzo extracomunitarioche chiedeva delucidazioni sui perchédi queste norme ho deciso di impegnarmi in primapersona”.


Eppure c’è qualcuno che storce il naso, arrivandoaddirittura ad affermare che questa legge sarebbepenalizzante Image titleper i ragazzi italiani.“Questo è un grande equivoco. Ricordiamoci cheparliamo di ragazzi che al compimento del loro diciottesimoanno di età diventeranno italiani. Poi,chiaramente, non ci deve essere speculazione sullasituazione ma ragionare esclusivamente nell’interessedel minore”.


Anche perché in un mondo dove i concetti di "globalizzazione" e "libera circolazione" sono semprepiù attuali, questo è un passo obbligato.“E’ una continuazione della quotidianità: questi ragazzigià trascorrono una parte della giornata coni coetanei italiani nelle scuole. Nascono amicizie, erapporti che non possono essere coltivati anche aldi fuori degli istituti scolastici. Con la legislazioneattuale si alzava una barriera nei confronti di ragazziniche hanno il diritto sacrosanto di vivere la lorogioventù al meglio, mentre ora si potrà continuareun percorso di crescita che permetterà, anche grazieai valori che lo sport racchiude, di formare cittadiniitaliani in maniera corretta”.


Potrebbe essere un primo passo per dare il via aduna riforma sportiva necessaria viste le tantissimeproblematiche recenti?“Sicuramente è un elemento con tanti caratteripositivi, ma purtroppo i mali dello sport italianosono più complessi: dalla corruzione ai bilanci, dallaviolenza negli stadi al doping. Dobbiamo metterein Image titlecampo le medicine giuste per far sì che lo sporttorni ad essere uno spettacolo per le famiglie e nonla ricerca del successo a tutti i costi. Non è questolo sport che mi piace e che conosco. Speriamo chequesta proposta possa essere un trampolino di lancio,ma serve molto di più per ridare al movimentolustro e credibilità”


Quali sono le sue idee per migliorare in questosenso?“Penso a corsi di formazione per i dirigenti, ma ancheper i genitori. Si devono mettere in testa chequando i ragazzi praticano sport stanno svolgendoun’attività prima di tutto educativa. Se non cambiamonoi adulti, è difficile che possano farlo i nostri ragazzi”.