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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Colleferro, Emanuele Morelli ha le idee chiare: "Fondamentale ricompattare lo spogliatoio"

Il bomber rossonero ha grande voglia di riscatto: "Noi giocatori abbiamo le colpe più grandi per il disastro del finale di stagione: adesso vogliamo riconquistare i tifosi"



Morelli con la maglia del Terracina. A destra NeriRipartire, riscattarsi e riconquistare l’amore dei tifosi: dopo il disastroso finale di stagione, Emanuele Morelli ha deciso di rimanere a Colleferro, per rispetto nei confronti della dirigenza e per cercare di completare un percorso interrotto bruscamente nella scorsa stagione. I rossoneri, nonostante alcune partenze importanti, stanno costruendo una rosa di ottimo livello, impreziosita dall’arrivo di Marco Neri, di certo uno dei colpi più importanti (se non il più importante) della categoria. Bisogna ricompattarsi e ricostruire uno spogliatoio che si era spaccato, tornare a fare risultato e riavvicinare così i propri sostenitori. L’era Baiocco è alle spalle, bisogna andare avanti. L’ex attaccante di Artena e Terracina è pronto a dare il suo contributo, magari riuscendo anche a centrare l’obiettivo dei cento gol in Eccellenza laziale: parla da leader, non è banale nei giudizi rispetto a tanti altri colleghi e si assume le proprie responsabilità, conscio che solo con un'unità d'intenti si possa tornare a sognare…

Avevi alcune richieste importanti, ma hai deciso di restare.

“E’ vero, c’erano occasioni interessanti, ma quando mi sono trovato a chiacchierare con Andrea Angelucci di una riconferma ci ho pensato poco. Colleferro è una grande piazza e una delle società più solide del calcio laziale”.

Cosa è stato sbagliato nella scorsa stagione? Pensi che parte della colpa sia stata dei giocatori? 

 “Sicuramente abbiamo buttato via una stagione ampiamente nelle nostre mani per quanto riguarda il secondo posto. Chiaramente la Lupa Castelli Romani aveva qualcosa in più: qualche problema nel corso della stagione lo ha avuto, ma il club è stato bravissimo a non fare mai uscire niente. Tutto ha funzionato alla perfezione. Noi, invece, ci siamo complicati la vita da soli, a vantaggio dell’Albalonga. I nostri avversari hanno visto una polveriera nel nostro spogliatoio e ne hanno approfittato, riuscendo così a centrare meritatamente la seconda piazza. La società ha commesso senza dubbio degli errori, ma sono i giocatori che vanno in campo, e siamo noi i maggiori colpevoli. Quest’anno ci siamo guardati in faccia e l’imperativo è riprenderci quello che abbiamo buttato via. Per certe incomprensioni, tra l’altro, abbiamo perso un grande imprenditore come Manolo Bucci: gli auguro di fare benissimo a San Benedetto, che è una grande piazza. Con lui nella dirigenza avremmo potuto fare un salto di qualità maggiore”.

Ripartite con un nuovo tecnico, Ermanno Fraioli. Che persona hai conosciuto? 

“E’ un maniaco dei dettagli e delle regole, dentro e fuori dal campo. Credo sia la persona giusta per ricomporre i cocci dello scorso anno. Sono felice di come tutti i miei compagni hanno approcciato questo inizio di preparazione. Tra l’altro abbiamo un preparatore atletico di categoria superiore come Roberto De Filippis, che ci sta facendo lavorare molto bene. Vedo grande concentrazione per quello che sarà un campionato difficile”.

Nell’amichevole contro il Palestrina è arrivata una sconfitta pesante nel risultato (3-0). 

“Il finale è molto severo per quello che si è visto in campo. Per gran parte della partita c'è stato equilibrio e abbiamo tenuto bene il campo. Poi, in seguito ai cambi, la differenza di categoria è venuta fuori. Ben vengano le scoppole adesso: sono importanti questi test con squadre d’Interregionale, almeno gli errori vengono a galla e si può subito correre ai ripari”.

Insieme a Sfanò e Iozzi avete deciso di restare. Alla rosa si sono aggiunti diversi giocatori di qualità, con la ciliegina sulla torta rappresentata dal tuo grande amico Marco Neri. 

“All’inizio non abbiamo avuto molta risonanza da parte dei media perché, pur avendo preso tanti buoni giocatori, non avevamo ancora ingaggiato il calciatore che potesse far drizzare le orecchie degli operatori di mercato. Eppure le conferme di due come Sfanò e Iozzi erano stati segnali importanti. Quello di Neri è un grandissimo regalo del club: penso che nel suo ruolo sia tra i tre giocatori migliori in assoluto di tutti i dilettanti. Con lui ci conosciamo da Terracina, è un fratello minore e il suo arrivo non può che aiutare tutta la squadra”.

Tridente Tornatore – Morelli – Carlini, duo Neri – Morelli: come cambia l’attacco rossonero? A livello personale hai più responsabilità, ma anche più occasioni per finalizzare l’azione. 

“Fino a quando non sono cominciati i problemi, mi sono divertito molto con Diego e Alessio. Egoisticamente parlando mi sono trovato molto spesso a giocare per loro, essendo tre punte vere, ma era giusto così e non mi sono mai tirato indietro, pur avendo avuto meno occasioni di andare in gol. Con Marco ho giocato poco a Terracina perché ci siamo fatti male entrambi, ma con lui e Marzullo mi sono divertito parecchio. Credo che le giocate e le reti quest’anno verranno da sole, basta ricompattare lo spogliatoio".  

Che obiettivo vi ponete per la prossima stagione? 

“Abbiamo un debito morale nei confronti di tifosi e club. Vogliamo far riavvicinare i nostri sostenitori, che ancora non hanno digerito l’addio di mister Baiocco. L’unico modo per far sì che questo accada è vincere. Con la qualità di questa squadra ce la possiamo fare. Abbiamo bisogno di resettare e ripartire: Enrico Baiocco è stato fondamentale per tutto l’ambiente nei quattro anni in cui è stato qui, e di lui conservo un ottimo ricordo. I cicli finiscono e quello che ha fatto è storia e resterà nella memoria collettiva: ora si deve andare avanti, sia noi che lui abbiamo di fronte altre sfide allettanti. Sono convinto che farà benissimo al Città di Ciampino, così come noi dovremo puntare a grandi traguardi”.

Si fa un gran parlare di rinnovamento del calcio, ma i problemi restano e crescono ogni anno di più. Cosa cambieresti? 

“E’ tutto il sistema ad essere sbagliato. Vedi l’Equipe Lazio e ti rendi conto che ci sono giocatori che hanno vinto tanti campionati ancora disoccupati: faccio un nome su tutti, Marco Paolacci. Vi sembra normale? Essendoci crisi molti accettano accordi ridicoli pur di non rimanere fermi o dover aspettare. In questo sbagliamo anche noi calciatori: accettiamo piazze sapendo che probabilmente gli accordi non verranno rispettati oppure ci svendiamo.  Uno come Neri, che poteva rimanere in Lega Pro, per motivi di lavoro ha dovuto rinunciare ai professionisti. Eppure, una volta andato via, non aveva tutte queste richieste. Sono sempre più deluso, il pallone è sempre più sgonfio: penso sia giustissimo dare la priorità al lavoro e lo devo fare anche io, anche se appena potrò spero di poter frequentare il corso da direttore sportivo. Fa male, poi, vedere alcune piazze splendide in crisi: vi sembra normale che un club come la Pro Cisterna non si sia iscritto, che il Formia sia retrocesso in Promozione o che il Gaeta non sia riuscito ad emergere? Sono felice, che almeno una squadra storica come il Cassino abbia finalmente ritrovato l’Eccellenza”.

Se fossi il ds del Colleferro cosa aggiungeresti alla rosa per renderla ancora più competitiva? 

“Il direttore sta facendo un ottimo lavoro: per vincere i campionati e restare sereni nei momenti più difficili bisogna avere una panchina di valore, quindi penso che un altro big con esperienza in questi campionati possa fare comodo. Ho parlato con Gianluca Bucci e sono convinto che insieme al presidente Talone faranno un altro sforzo economico”.

Albalonga, Cassino e Gaeta sono le squadre del girone B che sembrano essersi rafforzate maggiormente insieme a voi: quali temi di più? 

“L’Albalonga ha mantenuto un’ossatura importante e ha impreziosito la rosa con tre acquisti di rilievo. Il Cassino ha cambiato allenatore e ha ingaggiato giocatori che conosce bene che sono scesi dall’Interregionale. Anche il Gaeta si è mosso nella maniera giusta, ma il calcio di luglio e agosto non sempre rispetta i pronostici. So che anche ad Itri e Artena ci sono bei progetti, non è detto che non ci possano essere sorprese. Sarà un raggruppamento difficile: in pole ai nastri di partenza metto noi, l’Albalonga e il Cassino”.

Che obiettivo personale ti sei posto? 

“Sono al quarto anno in categoria e mi mancano venticinque gol a quota cento. Spero di arrivarci e magari di superarli. Ovviamente non è di primaria importanza, ma vorrei riuscire a raggiungere questo traguardo. Ho fatto tanti sacrifici per levarmi l’etichetta di personaggio televisivo e finalmente penso di esserci riuscito: nel mondo del calcio voglio essere ricordato solo per le mie qualità tecniche ed umane”.