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Colosseo chiuso al pubblico: stamane, scoperta amara per visitatori e turisti

La serrata improvvisa sarebbe dovuta ad un’assemblea sindacale che, nel caos generale, ha finito per impedire l’accesso anche ad una serie di altri siti archeologici all’interno della cerchia urbana capitolina



Image titleEnnesima figuraccia per la Capitale d’Italia. Non si è ancora spenta del tutto l’eco generata dai pittoreschi funerali di Vittorio Casamonica, capo dell’omonimo clan attestato nella zona sud della città che già si può parlare di un ennesimo caso di respiro internazionale: stamane, laconico, un comunicato scarno faceva bella mostra di sé dinanzi ai cancelli – chiusi – del Colosseo: nelle poche battute veniva annunciata la posticipazione dell’apertura del monumento, nonché di una serie di monumenti sempre all’interno della cerchia urbana (Foro Romano,Palatino, Terme di DioclezianoMuseo Nazionale Romano ed Area Archeologica di Roma oltre agli scavi di Ostia antica). Tale decisione, motivata da una non meglio precisata riunione sindacale sebbene regolarmente convocata, ha gettato letteralmente nel caos i numerosissimi turisti stranieri che, malgrado il settembre inoltrato, continuano ad assiepare la capitale, affollandone i principali monumenti. Il tutto è rientrato intorno alle ore 12, quando i cancelli sono stati aperti ai visitatori, ma intanto la miccia ha fatto scoppiare immediatamente la polemica politica: il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini ha parlato di “misura colma” mentre il premier Matteo Renzi ha affermato che la cultura italiana non può essere in ostaggio di sindacalisti. Dall’altra parte della barricata, il garante per gli scioperi, Roberto Alesse, ha motivato la decisione adducendo ad una necessaria misura per ribadire l’urgenza di ricomprendere i beni culturali e la loro fruizione tra i servizi pubblici essenziali in quanto, continuando a mancare tale prospettiva, si continua a divulgare una pessima immagine non solo della Capitale ma anche di molti altri siti sparsi in giro per la penisola. Intanto per l’ennesima volta la Città eterna si è ripresentata all’appuntamento col mondo in una condizione discutibilissima, attraverso le ormai consuete immagini di turisti disorientati ed ovviamente indignati per l’inconveniente, piombato su di loro come un fulmine a ciel sereno: molti di loro, forti della prenotazione attraverso il sito internet, hanno lamentato un mancato preannuncio della riunione. Altri invece si sono trincerati in un laconico “We come back later”. Di certo c’è che il dado è stato tratto in una situazione già a dir poco precaria, il tutto aggravato dal fatto che con il Giubileo straordinario alle porte cresce a dismisura l’apprensione nei confronti di una realtà affatto incapace di gestire e controllare un evento di simile portata.