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Commemorati i giocatori caduti nella Grande Guerra

Allo stadio Olimpico una stele di fronte l'ingresso della Tribuna Autorità ricorderà i calciatori morti durante la Prima Guerra Mondiale



Image titleUna stele in ricordo dei calciatori caduti in guerra, posizionata davanti all’ingresso della Tribuna Autorità dello Stadio Olimpico, è stata presentata dal Presidente del CONI Giovanni Malagò e dal presidente della FIGC Carlo Tavecchio. Senza memoria non c’è futuro, è il messaggio alla base della commemorazione che la Federcalcio ha organizzato, in collaborazione con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, a 100 anni dall’ingresso dell’Italia nel primo conflitto mondiale. Sabato 31 gennaio ricorreva, infatti, il centenario di Italia-Svizzera, ultima partita della Nazionale prima della sospensione dell’attività agonistica internazionale per l’entrata in guerra del nostro Paese. E’ un’occasione non solo per ricordare il sacrificio dei tanti calciatori caduti in battaglia, ma anche per raccontare le storie di ‘calcio e guerra’ che hanno contribuito in quegli anni a fare del football un fenomeno di massa tutto italiano. Il calcio, come tutto il mondo dello sport tricolore, ha offerto un sacrificio enorme al conflitto e uomini come Caimi, Gaggiotti, Corelli, Fossati, Canfari, Ferraris e Cevenini, solo per citarne alcuni, sono veri e propri pionieri della grande favola calcistica italiana. Insieme, vestendo la maglia azzurra e quella dei rispettivi club, hanno contribuito ad unificare il Paese e a far maturare l’identità nazionale. Una grande comunità sportiva come quella del calcio, pur proiettandosi verso il futuro attraverso un piano di riforme radicali sul piano normativo-regolamentare, non può non celebrare il contributo offerto al Paese in un momento storico così difficile ed il suo radicamento nella società civile. D’altronde, il calcio e la Nazionale azzurra sono tra i simboli sportivi più riconosciuti del Paese e connotano il made in Italy nel resto del mondo.