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Categorie: Calcio a 5 - C/5 Regionali

Confermata la nostra anticipazione: Angelo Rossi è il nuovo portiere della Forte Colleferro

L'ex numero uno dell'Artena e del Prato Rinaldo torna alle dipendenze di mister Forte ed è sceso subito in campo nell'amichevole con l'Hamok Sora: "Questa è casa mia"



Angelo Rossi durante l'amichevole con l'Hamok SoraRossi come il Campione pluriiridato di Motociclismo, Rossi come l’Olimpionico di Canoa, Rossi come il “Pablito” mundial e come l’Asso della Fiorentina e della Nazionale Italiana. Ma anche Rossi come Angelo, l’Uomo Ragno del Palaromboli che non ha saputo resistere alla tentazione, anzi al richiamo del “suo” gruppo, di quel gruppo di giocatori , giovani e giovanissimi, che hanno deciso di sposare il progetto “a costo zero” di Paolo Forte, per riportare i colori di Colleferro ai vertici del Futsal Laziale, ma anche, e soprattutto, per crescere in un ambiente sano, professionale e sereno come ce ne sono davvero pochi in circolazione.

Così, accanto a Sinibaldi, Nica, Hamazawa, Forte, Tetti, Tantari e tutti gli altri “Leoni di Colleferro", Angelo è sceso in campo, infilando i guanti da portiere e accarezzando, con un pizzico di emozione, i pali di quella porta che negli ultimi anni ha difeso con tanta bravura nel corso di mille battaglie sportive.

“Devo innanzitutto ringraziare la dirigenza del Città di Cave – esordisce Rossi – che ha compreso la mia voglia di tornare a giocare a Colleferro e non ha posto ostacoli alla rescissione consensuale dell’accordo. A Mister Vacca e a tutti gli amici che lascio a Cave un grande “in bocca al lupo” per il prossimo Campionato, con l’augurio di trovarci il prossimo anno tutti e due nella categoria superiore.


Che hai provato quando il Mister  ti ha mandato in campo a sostituire il giovane Marconi, classe 1993?

Anche se da tanti anni fai questo sport, l’esordio, seppur in amichevole, con la tua squadra del cuore, regala sempre un pizzico di emozione. Poi, la prima palla che ti capita tra le mani ti fa passare tutto e pensi solo a giocare.


Come mai la scelta di tornare a Colleferro?

In estate avevo già parlato di questo progetto con il Mister, di questa sua idea di ricominciare con una prima squadra della Forte Colleferro che partendo dalla base, riuscisse a dare spazio ai tanti ragazzi cresciuti alla “Scuola Forte” che ruotano intorno al palazzetto. Poi però sono stato contattato da un’altra Società, anch’essa con progetti ambiziosi e reduce da una bellissima stagione che li ha portati ad un soffio dalla promozione in c2, e ho pensato che anche li potevo dare una grossa mano.


Poi, però …

Poi quando sabato scorso sono venuto a giocare con il Cave alla Soloradio Cup a Colleferro, mi sono reso conto che questa era casa mia, il mio Mister, il mio Palazzetto, i miei compagni di squadra dello scorso anno e il cuore ha vinto e ho chiesto alla società di lasciarmi libero e di poter così tornare.


Angelo Rossi in Serie D. Chi l’avrebbe mai creduto?

Angelo Rossi è un ragazzo innamorato dello Sport e del Futsal, indipendentemente dalla categoria nella quale gioca. E poi qui Allenatore, Preparatore, ritmi di allenamento, cura dei particolari e organizzazione sono assolutamente di un livello superiore. Con la Forte si respira un’aria difficile da trovare in molte delle società di categorie anche di molto superiori. E poi, quando ti guardi intorno e vedi Nica, Hamazawa, Sinibaldi, Stefano Forte, Lorenzo Tetti e tutti gli altri, fai difficoltà a credere che siamo in Serie D.


Gli obiettivi di Angelo Rossi nella stagione che va ad iniziare?

Sono venuto con tutta l’umiltà del mondo. Suderò come gli altri per conquistarmi il mio spazio in campo e cercherò di aiutare il Mister a far crescere i ragazzi più giovani, mettendo loro a disposizione tutta la mia esperienza. E poi cercheremo, ovviamente, di fare bene in campionato, regalando spettacolo e soddisfazione ai tanti tifosi che ci seguono.


Il tutto rigorosamente a costo zero?

Mi avevano detto che avrei ricevuto uno stipendio pari alla somma di quelli dell’Allenatore, del Direttore Generale e dell’Addetto Stampa messi insieme e … è vero! ( ride ) Giocare e allenarsi con il massimo impegno, senza pensare ai rimborsi, ma solo per godersi questo ambiente e questo sport dà una sensazione bellissima e ci rende ancora più protagonisti di questa avventura.


La partita. Il Sora scende a Colleferro per misurare le sue ambizioni nel Campionato di serie D, confrontandosi con la formazione di Forte che, anche alla luce dei risultati in precampionato e dei nomi che compongono la rosa, viene ormai accreditata dagli addetti ai lavori come sicura protagonista della stagione.Partenza gagliarda dei ragazzi di Sora che imbrigliano i giocatori di Forte che, nella prima metà del Primo tempo, soffrono la fisicità degli avversari e non riescono a prendere le giuste misure. Partita quindi equilibrata nella prima parte, con Sora che per ben due volte rimonta il vantaggio dei padroni di casa che vanno in rete con Stefano forte e con il solito Sinibaldi. Sul due a due, Paolo Forte chiama il primo time out e catechizza i suoi. Da quel momento la Forte dilaga e, dopo essere di nuovo passata in vantaggio con una “bomba” di Capitan Sinibaldi, va ancora a segno con Hamazawa e Lorenzo Tetti. Alla fine i gol segnati dai biancocelesti sono undici, con quattro reti ciascuno di Sinibaldi e Hamazawa, doppietta di Lorenzo Tetti e gol di Stefano Forte, autore di una gagliarda partita tutta fisico e grinta.

Due belle squadre con ottimi giocatori da entrambe le parti, ma con una Forte che ha dalla sua una impostazione e una organizzazione di gioco tipica del calcio  a cinque, mentre gli avversari sfoggiano, a tratti anche con indubbia efficacia, una impostazione ancora troppo legata al calcio a undici. 

Per la Serie D va sicuramente bene e crediamo che possa garantire anche risultati apprezzabili, ma sicuramente non in grado, ad oggi, di impensierire Nica e compagni che, da anni, calcano i campi del Futsal di tutta Italia sotto l’esperta guida di quel maestro che risponde al nome di Paolo Forte e che oggi, se ancora ce ne fosse bisogno, ha dimostrato di essere sicuramente in grado di fare ancora la differenza.