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Consegnato il Premio "Wangari Maathai"

Nella sala del Caroccio per "parlare di ambiente e di donne, prime vittime, ma leader nella difesa della terra"



Image title“La pace nel mondo dipende dalla difesa dell’ambiente”. Parte dalla frase di Wangari Maathai l’assegnazione del premio istituito dalla Associazione A Sud in collaborazione con la Casa Internazionale delle Donne, e intitolato alla stessa biologa africana premio Nobel per la Pace. Un premio consegnato a quattro attiviste italiane - Tiziana Medici, Paola Pilisio, Daniela Patrucco, Lucia Ruffano - impegnate sul territorio nazionale in difesa dell’ambiente e dei diritti. È stato inoltre assegnato il premio speciale “Carla Ravaioli” per il giornalismo ambientale a Giuseppina Giuffreda, giornalista del Manifesto e di CNS Ecologia Politica, una penna che ha raccontato - e continua a farlo - le questioni sociali ed etiche nate intorno alle tematiche ambientali. 

Il premio, giunto alla sua quarta edizione, si inserisce nella "battaglia globale contro i cambiamenti climatici", in un contesto mondiale che vede, a fine anno, il Vertice Onu di Parigi impegnato nella stesura di un accordo per il post Kyoto. "In Italia è stato fatto ancora poco sia per la questione femminile che soprattutto per quella ambientale - racconta Marica Di Pierri giornalista e responsabile di "A Sud" - Anche per questo, quest'anno abbiamo scelto di premiare quattro vertenze che hanno a che vedere con i conflitti ambientali, dal petrolio, alle bonifiche dei poli petrolchimici fino al tema acqua fondamentale per i territori. Da quest'anno - aggiunge Di Pierri - abbiamo anche un premio per l'arte, assegnato a Lavinia Palma, che ha creato le "teste" che rappresentano i premi assegnati".

"Con questo premio si esce dal provincialismo - spiega il Consigliere Regionale Marta Bonafoni - si arriva a Parigi, ma anche a New York, con due appuntamenti planetari che parlano di ambiente e empowerment femminile. Si tratta di democrazia piena. Insieme ad A Sud abbiamo presentato in Regione una "Legge sulla riconversione ecologica e sociale" perché non è più scindibile il tema dell'ambiente con il tema del sociale: bisogna infatti pensare non alle prossime elezioni, ma alle prossime  generazioni. Questo anche all'indomani di una proposta sulla qualità di genere che premierà all'interno di alcuni bandi, quei Comuni che avranno imposto nella loro struttura una politica partitaria. Non sono temi facili in Italia - chiude il Consigliere - ma sono temi fondamentali".

"In Parlamento non si parla né di ambiente né di donne - interviene l'Onorevole Celeste Costantino di SEL - per questo il merito di A Sud è anche il modo di declinare un messaggio sociale in maniera diversa. Il Parlamento è infatti sempre più svuotato nella sua funzione propositiva, siamo sempre alla rincorsa decreti legge e di voti fiduciari. Quello che però resta ed è qui rappresentato, è il legame con il territorio necessario per creare un meccanismo virtuoso di cui per forza il Governo si deve occupare: bisogna cioè dare un peso al lavoro per rafforzare quanto già fatto".