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“Cose mai viste 2015”, per riscoprire la bellezza dei siti archeologici locali

L’interessante iniziativa, che si terrà il prossimo 20 giugno, è promossa dall’Archeoclub d’Italia Aricino-Nemorense e dal Parco Regionale dei Castelli Romani.



I resti del Tempio di Diana, a NemiUn nuovo evento, il prossimo sabato, conta di riportare all’attenzione degli appassionati due luoghi che sono il vanto del territorio prospiciente il centro di Nemi, ossia l’antico Tempio di Diana e il Museo nazionale delle Navi romane, due poli di notevolissima importanza che aspettano ancora di essere degnamente rilanciati nei principali circuiti culturali nazionali. 

I protagonisti dell'appuntamento. Il Tempio di Diana è un’interessantissima area archeologica ancora da disseppellire, esteso su una superficie di oltre 5000 metri quadrati, molto frequentato fino alla tarda età imperiale, in quanto santuario, e poi abbandonato con l'avvento del cristianesimo, fino ad essere spogliato di marmi e decorazioni; i lavori di scavo, iniziati a partire XVII secolo da studiosi provenienti dall’estero, fanno ora la fortuna dei musei di mezza Europa. Il Museo delle Navi romane invece fu realizzato per contenere due imbarcazioni fino agli anni venti inabissate in fondo al lago di Nemi e per circa cinque secoli fatte oggetto di numerosi tentativi di recupero, cosa che avvenne con il regime fascista, il quale predispose un impianto di abbassamento delle acque fino a ottenere la riemersione delle Navi. Esse tuttavia andarono distrutte nel 1944 a causa di un incendio, ma ciò non ha inficiato l’attenzione per il polo museale, che ancora oggi continua a custodire numerosi reperti e due modelli delle navi in scala 1:5. 

Informazioni sull'evento. “Cose mai viste 2015”, promossa dall’Archeoclub d’Italia Aricino-Nemorense e Parco Regionale dei Castelli Romani, è un’iniziativa che andrà in scena il prossimo 20 giugno a partire dalle ore 16,30 con appuntamento dinanzi all’ingresso del Museo, con una visita guidata all’area archeologica del Tempio di Diana, nonché alla nuova collezione di antichità di cui fa parte la statua colossale dell’Imperatore Caligola: il tutto curato dell’archeologa Maria Cristina Vincenti. La prenotazione, che contempla un numero massimo di trenta persone è rigorosamente obbligatoria e va fatta rivolgendosi direttamente all’Archeoclub d’Italia Aricino-Nemorense ([email protected], telefono 3883636502).