Notizie

Criminalitá, burocrazia, followship. Cosa e chi sta bloccando l’Italia nel libro “Cambia Italia” di Sanvito

Diversi gli interventi nella presentazione in Campidoglio. Fini: “Serve maggiore sovranitá comunitaria condivisa e minore seguito agli umori”



Un momento della presentazione foto©GazzettaRegionaleCampidoglio. “Chi resiste al Cambiamento? Chi difende lo Status quo? Chi impedisce lo Sviluppo? Chi detiene Potere e Risorse? Chi determina lo statodi Incertezza del nostro Paese? Chi trae vantaggio dalla Crisi in atto?” Sonoqueste le domande alle quali tenta – e in buona parte riesce – a rispondere il libro “Cambia Italia” di Andrea Sanvito, una lunga intervista con esponenti della politica e del mondo economico che l’autore – senza mai nascondere il proprio punto di vista – regala al lettore tramite una informazione chiara e mai banale. E le stesse domande raccolte nel libro hanno animato la presentazione di ieri avvenuta nella sala della Piccola Protomoteca del Campidoglio, tramite il punto di vista da outsider dello scrittore, accompagnato nella analisi economico-sociale da Gianfranco Fini, Marcello Ravveduto e Eric Jozsef. 


La criminalitá e il Pil. Nella serata condotta da Alessandra Mieli, primo intervento per Marcello Ravveduto storico e studioso che ha aperto la serata con il nuovo tema della influenza del mercato dell’illegale sul Pil italiano. “Non é un caso che con il fenomeno della globalizzazione alcune delle economie che si considerano non legali, main qualche modo legittime, possano contribuire al rilancio dell’economia italiana aiutandola nella corsa europea. Queste economie premono tuttavia sulla economia reale, in modo significativo ed impressionante e pertanto servono regole comuni in merito alla competizione dei mercati. In questo libro –prosegue Ravveduto – l’analisi di questo fenomeno parte dall’immagine di un Paese in declino che ha perso 20 anni di seconda Repubblica per cambiare. Questo anche per un vincolo ben raccontato da Sanvito, fra politica e societá attraverso il tema della spesa pubblica che se prima era inteso come “dare piú a tutti” ora con l’avvento dell’austerity é divenuto “togliere qualcosa atutti”. Si é formata – chiude ancora Ravveduto – una retorica del declino e crisi che se da un lato é deleteria per l’economia, dall’altra facilita la politica del “Salvatore dell’Italia”.


Followship, non leadership. “Quando si parla di legalizzare attivitá contra legem – esordisce Gianfranco Fini, politico e giá Presidente della Camera – lo si fa per ragioni di carattere fiscale. E’ chiaro infatti che come per le accise sul tabacco la stessa tassazione si puó applicare sulle droghe leggere. E tuttavia l’esigenza di fare cassa non si puó dire se sia giusta, ma soprattutto etica. E’ peró in questo spazio che si inserisce la malavita, creando una organizzazione capace di produrre consenso tramite un illecito prodotto economico. Ma la situazione economica di oggi é figlia di una politica che ha assecondato la societá: si parla di leadership, ma sarebbe piú appropriato usare il termine followship, per la continua attenzione ai risvolti delle elezioni piuttosto che alle politiche economiche. Ci si interroga se si possa tradurre una analisi politica cosí complessa con un twit (il riferimento se purnegato dallo stesso Fini, é per Renzi, ndr). Peraltro – chiude Fini – non si puó mettere la Commissione Europea sul banco degli imputati scaricandole le colpe di una economia che invece necessita di maggiore sovranitá comunitaria condivisa e minore seguito agli umori”.


Non possiamo essere trattati da bambini. “Questo libro si é postodue obiettivi – conclude Andrea Sanvito, autore del libro – parlare chiaramente dello stato del Paese ed identificare il percorso che ha condotto l’economia in questo stato. Proprio per questo motivo, il libro non deve avere un’ultima pagina, ma resta in continua evoluzione. Resta infatti una attualitá poltico-econimica che spesso ci vede trattati come bambini. Quando Renzi parla di una riforma al mese ci tratta da bambini, cosí come quando aveva detto di non voler salire al Governo senza un voto popolare. Ma quando un adulto viene trattato da bambino risponde come tale e questo non produce effetti positivi. Bisogna restare sui fatti analizzando i dati e riflettendo su quello che siamo disposti a perdere per cambiare in meglio il futuro.