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Categorie: Dilettanti - Serie D

Cristiano Roversi: "Non mi aspettavo di segnare così tanti gol"

Il "Tir" dell'Aprilia si sofferma sul campionato appena concluso, nel quale è andato vicinissimo a raggiungere le 20 marcature



Cristiano Roversi. Foto di Giorgio RicciNon è arrivato a 20 gol per un soffio, ma comunque quella di Cristiano Roversi, meglio noto come “il Tir”, è stata un’annata davvero strepitosa. Conclusa in bellezza in occasione dell’ultima stagionale con il Sora: al termine della gara, con i compagni che tenevano lo striscione con scritto “Mi vuoi sposare?”, l’attaccante bianco-celeste ha chiesto la mano della sua fidanzata davanti a tutto lo stadio: «Si trattava di una formalità, perché avendo già una bambina comunque il matrimonio sarebbe stato il passo successivo. Però era un’occasione unica: festa della mamma e ultima gara di campionato in casa, non potevo perdere una simile opportunità».
L’unica occasione persa da Roversi, quindi, rimane quella dei 20 centri, ma 19 non sono comunque pochi: «Non mi aspettavo una stagione così ricca di gol, anche perché venivo dall’Eccellenza. Mi sono ritrovato ad essere il bomber dell’Aprilia e, grazie al lavoro del mister e all’aiuto dei compagni, sono arrivato ad un risultato che mi fa essere pienamente soddisfatto della mia stagione». Il “Tir” ha fatto coppia in attacco con Antonio Pagliaroli, sigillando un’intesa anche fuori dal campo: «Abbiamo fatto quasi 30 gol in due, a dimostrazione di una grande stagione della squadra. Ma mi sono trovato bene con lui anche al di fuori del terreno di gioco: ci sentiamo molto spesso, ci scambiamo messaggi frequentemente. Poteva essere difficile allacciare buoni rapporti con giocatori provenienti da città diverse, chi da Roma, chi da Latina, chi da Pomezia, chi da Aprilia, però nello spogliatoio si è subito creato un ottimo rapporto con tutti».
Dopo alcuni anni di assenza, Roversi è tornato a calcare i campi della Serie D, dimostrando di poterci stare, eccome: «Appena l’Aprilia mi ha chiamato non ho esitato nemmeno un secondo ad accettare. Sapevo dell’importanza della piazza e che proveniva da tre anni di professionismo, quindi si trattava di una proposta difficile da rifiutare. Sono  rimasto un po’ spiazzato all’inizio, quando mi sono reso conto della giovane età media che avrebbe avuto la squadra. Di giovani ne ho visti nelle squadre in cui ho militato, ma così forti non mi era mai capitato di incontrarne. Va dato merito alla società per aver saputo costruire un settore giovanile così importante, e allo staff tecnico di aver saputo valorizzarli».
Una stagione senza dubbio al di sopra delle aspettative, che però ha vissuto anche momenti di difficoltà: «La vera flessione c’è stata dopo la vittoria con il Cynthia, perché ci siamo resi conto di essere davvero ad un passo dal traguardo. Da li abbiamo continuato ad imporre il nostro gioco ma senza ottenere risultati positivi. Allora è iniziata a subentrare un po’ di paura nei più giovani: il nostro ruolo all’interno dello spogliatoio è stato quello di spronarli a continuare a dare il massimo e a credere nelle qualità della nostra squadra».
Una stagione esaltante, conclusa con una salvezza anticipata rispetto al termine del campionato, che però non è bastata per riavvicinare la gente di Aprilia alla squadra: «Visto che ero nuovo, ad inizio stagione sono andato a leggere qualche blog di tifosi su internet e non ho trovato un buon clima intorno alla nostra squadra. C’era chi diceva che sarebbe andato allo stadio solo per la Lupa Roma, che con una squadra piena di “bambini” non si sarebbe andati da nessuna parte e che era una presa in giro. Io voglio ringraziare i genitori dei ragazzi più giovani che, com’è giusto che sia, sono sempre stati vicini ai propri figli e al resto della squadra. Ma un grazie va anche a quei tifosi che ci sono stati sempre vicini e che si sono sobbarcati anche una trasferta in Sardegna per seguirci. Aprilia è una grande città e merita una grande tifoseria. Credo che con la nostra bella stagione siamo riusciti a far ricredere qualcuno». Una dedica speciale, poi, a dei tifosi speciali: «Vorrei ringraziare anche i tifosi disabili (della comunità “Raggio di Sole” di Aprilia, ndr) che non sono mai mancati e che ci hanno sempre fatto sentire il loro supporto».
La stagione è finita e si deve quindi iniziare a guardare al futuro: «Ho fatto la Serie D quando rientravo nella categoria under a Fidene, ma avevo davanti gente del calibro di Polverino e non trovavo spazio. Allora sono sceso in Eccellenza, ho dimostrato di poterci stare e volevo confrontarmi di nuovo con la Serie D. Credo di aver dimostrato le mie qualità anche in questa categoria. La Lega Pro ora sarebbe il massimo, non nascondo che il salto nei professionisti mi farebbe un enorme piacere. Ma ad Aprilia sto bene, perché la dirigenza ci è sempre stata vicina e non ci ha mai fatto mancare nulla. È difficile trovare società serie come l’Aprilia».