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Dal 21 aprile in piedi le colonne del Tempio della Pace

Nel giorno del Natale di Roma torneranno in piedi le prime due delle sette colonne ritrovate nel Foro della Pace: presto anche il tetto verrà interamente ricostruito



Fonte eperinelli.comE’ un ritorno alla ribalta più che meritato, quello di cui da qualche tempo è protagonista il Tempio della Pace, il millenario monumento le cui rovine sono ancora oggi uno dei dei fulcri strategici dei monumentali Fori imperiali che si stendono nel cuore del centro storico della Capitale. E siamo quasi alla prima delle vigilie che accompagneranno il recupero di questo tempio: il prossimo 21 aprile, Natale di Roma, verranno rimontate due delle colonne recentemente recuperate, mentre il resto dell'area verrà magistralmente illuminata dall'artista contemporaneo, Vittorio Storaro. Un recupero che sa già di avveniristico, così come lunga, avventurosa e controversa è stata la storia che nel corso dei secoli ha avvolto questo tempio.


Dalla storia.. alla “anastilosi”. Eretto nel 75 a.C. per celebrare la pace raggiunta dopo la vittoria dei romani nella prima guerra giudaica, il Tempio della Pace fu definito dai contemporanei come una delle meraviglie del mondo antico: completamente rivestito e rifinito in marmi preziosi era al centro di un foro vero e proprio, il Foro della Pace appunto, che lo rendeva un autentico monumento pubblico, con giardini, fontane, statue, biblioteche ed area museale a tema greco voluta da Vespasiano. Il complesso, gravemente danneggiato dall’incendio dell’anno 192, fu successivamente restaurato da Settimio severo, per poi perdere la sua funzione e trasformarsi in area per attività produttive. In seguito, i resti vennero parzialmente inglobati nella Basilica dei Santi Cosma e Damiano. Dopo la presentazione dei lavori, lo scorso marzo, ora fervono i lavori veri e propri, che stanno prevedendo una parziale ricomposizione del monumento tramite il procedimento di restauro per “anastilosi”, grossomodo traducibile come riedificazione a partire dai materiali originali: le colonne oggetto della prossima riedificazione affiorarono in seguito alle campagne di scavo degli anni 1998-2000, realizzate dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Esse sono in numero di sette: sono di granito rosa di Assuan ed hanno un’altezza variabile di otto-dieci metri. Entro l’estate inoltre partiranno nuovi lavori di scavo, grazie al mecenatismo dell'Azerbaigian, nell’area di via Alessandrina. Successivamente toccherà anche alla ricostruzione del portico, iniziando dal tratto di tetto di circa cinque metri quadrati del quale sono stati ritrovati tegole e coppi incredibilmente rimasti integri lungo i secoli.


I costi. Non lascia indifferente l’importo delle operazioni: l’intero appalto ammonta a 665.900,84 euro mentre la durata è prevista in ottantacinque giorni dal loro inizio. L’impresa Blasi, aggiudicataria dell’appalto, usufruirà della direzione tecnico-scientifica della Soprintendenza. Lavori di grande impatto dunque, anche sul piano visivo: queste operazioni di ricostruzione andranno infatti a rendersi più che evidenti su un panorama archeologico rimasto pressoché invariato dal 1930-36, epoca in cui iniziarono le massicce demolizioni-ritrovamenti nell’area del vecchio Rione Monti che culminarono con la creazione di Via dell’Impero, attuale Via dei Fori imperiali.