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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Daniele Barile: "Anzio scelta di vita. A Serpentara due anni splendidi"

L'attaccante ha subito segnato nella prima vittoria dei portodanzesi. Su Fabio Lucidi: "Da lui ho imparato tanto, mi ha fatto crescere come calciatore e come uomo"



Daniele Barile34 anni, una lunga carriera passata tra professionisti e dilettanti, tanti campionati vinti alle spalle e la capacità di fare la differenza. I numeri di Daniele Barile, passato giovedì all'Anzio 1924 dopo due stagioni fantastiche al Serpentara Bellegra Olevano, parlano da soli: più di 20 presenze tra i professionisti, quasi 400 tra i dilettanti e poco meno di 150 reti segnate... Le parole più belle le ha spese il suo ex allenatore, Fabio Lucidi, uno che ha giocato nel calcio che conta: “Nei gesti tecnici... Nella visione di gioco... Nelle linee di passaggio... Nelle cazzate... Nelle battute.... Nello spogliatoio... Nel rapido movimento dell'avambraccio per mandare a quel paese il mister...In questi 2 anni mi sono rivisto in Te, sarà per questo che t'ho dato questo numero... Daniele ''Barone'', grazie per avermi fatto vincere”. Subito in campo contro il Lariano, subito in gol con la sua nuova squadra e prima vittoria per la formazione di Flavio Catanzani, con cui ha giocato e che lo ha voluto ad Anzio per risollevare la squadra che attraversa un momento difficile. Non è stato facile lasciare Bellegra, dove aveva lasciato il segno e che gli resterà nel cuore. Adesso c'è un'altra piazza da conquistare, un'altra storia da scrivere in un club importante e ambizioso.

Hai scelto Anzio e hai subito lasciato il segno. Come mai hai deciso di lasciare il Serpentara? 

“Per me giovedì è stata una giornata frenetica, passata al cellulare: è stata una decisione molto sofferta, a Bellegra ho passato due anni splendidi. E' stata una scelta di vita, non dovuta alle tre sconfitte della squadra: la mattina lavoro e per me era diventato difficile.Venerdì mi sono presentato senza allenamenti sulle gambe, ho conosciuto i compagni e il mister mi aveva chiesto se fossi disponibile per domenica. Non mi aspettavo di giocare subito ed è andata bene. La squadra veniva da due ko immeritati, ma abbiamo rialzato la testa e ottenuto una larga vittoria. Penso che potremo levarci delle belle soddisfazioni”.

Perché hai scelto il club portodanzese? 

“Conoscevo il direttore sportivo e il tecnico, con cui ho giocato alla Cisco. Catanzani mi aveva impressionato nella scorsa stagione, il suo Nettuno aveva il gioco migliore in assoluto nel girone B e ci aveva messo in difficoltà. E' giovane, ha militato in categorie superiori ed è estremamente preparato”.

Vieni da due stagioni fantastiche e una doppia promozione con la maglia del Serpentara, costruendo un rapporto speciale con i tifosi. 

“E' vero, il legame con tutta la piazza e i presidenti è rimasto forte. Sono andato via in maniera cordiale. Avrei voluto chiudere il ciclo dando il mio contributo per salvare la squadra in D, purtroppo essere inseriti nel girone H è stato deleterio e ingiusto: è una Lega Pro camuffata. Se riusciranno a salvarsi avranno compiuto un altro miracolo sportivo. La squadra ora è stata rinforzata con giocatori di categoria, purtroppo il salto dall'Eccellenza alla D non è facile. Sento spesso tutti e tifo per loro: domenica con il Bisceglie sono stati sfortunati, speriamo che la ruota giri”.

E'stata splendida la dedica di Fabio Lucidi. Che peso ha avuto nella tua carriera? 

“Ho avuto la fortuna di giocarci insieme nella Cisco a diciotto anni e incontrarlo di nuovo a ventitre in Serie D. Ho cercato di imparare tanto da lui, imitandolo nei movimenti, è stato fonte di ispirazione. Da allenatore mi ha dato tanti consigli e aiutato negli atteggiamenti da tenere in campo. Con Fabio sono migliorato come giocatore e come uomo e per questo lo ringrazio”.

A tua volta hai cercato di aiutare i tuoi compagni più giovani a crescere. 

“Mi piace stare a contatto con i ragazzi, cerco di essere utile allo spogliatoio. E' giusto rimproverare nella giusta maniera i meno esperti per fargli capire gli errori”.

Avevi legato particolarmente con Maione. 

“E' un ragazzo molto promettente, che può fare strada, spero metta in pratica i consigli che gli ho dato”.

Quando smetterai di giocare rimarrai nel mondo del calcio? 

“Mi piacerebbe fare il direttore sportivo, potrebbe essere la mia strada. Voglio comunque prendere il patentino da allenatore, non si sa mai...”.

Quali sono stati i giocatori più forti con cui hai giocato? 

“Trai dilettanti sono tantissimi quelli che avrebbero meritato una sorte migliore e non voglio fare un torto a nessuno. Tra i professionisti, invece, faccio i nomi di Toni e Sgrigna”.

Il ricordo più bello della tua carriera? 

“Ne dico due: il gol in amichevole al Flaminio con la Cisco nella partita con la Roma finita 1-1, con Montella in rete per i giallorossi. Poi il gol segnato domenica 24 novembre con il Futbolclub: il giorno prima era nata mia figlia e non pensavo che sarei sceso in campo. Dopo la rete ho potuto mostrare una maglia con dedica. La uso ancora come portafortuna, quasi sempre la porto sotto la divisa: è un giorno che non dimenticherò mai...”.