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Categorie: Dilettanti - Giovanili

Daniele Peluso: "Gli integratori? Meglio una cena di pesce"

Nella seconda parte dell'intervista al biologo, nutrizionista e preparatore atletico scopriamo quali sono i cibi che non devono mai mancare nella dieta di un calciatore e quale differenza c'è tra l'alimentazione di un professionista e quella di un dilettante. Infine il "Prof." ci regala un prezioso consiglio...



La prima parte dell'intervista pubblicata ieri QUI

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I programmi di alimentazione che Lei stila per una rosa di calciatori dilettanti sono tutti uguali oppure differenziati a seconda delle caratteristiche dei singoli atleti (peso, muscolatura, età)?


Allora, una dieta per una squadra di calcio va studiata e bilanciata, in modo che risulti equilibrata. Facciamo una similitudine: pensiamo a un sarto che deve disegnare un abito su misura e deve tenere conto delle caratteristiche fisiche di quella determinata persona. Ecco, la dieta deve essere come un vestito: un programma alimentare va gestito su un calciatore in base all'età, alla categoria e al periodo dell'anno. Nel nostro caso, la fortuna vuole che lavorando soprattutto con atleti giovani la tolleranza è tale per cui a volte non succede nulla se faccio la stessa programmazione alimentare per tutta la squadra. Realizzare un pasto specifico e personalizzato prima di ogni partita è molto complesso e a volte impossibile; però, se il pasto consiste in cose abbastanza semplici, quindi carboidrati, verdure, o anche un basso livello di proteine, non ci sono problemi se ad assumerlo è un ragazzo di 18 anni oppure un over 35. Il discorso, tuttavia, cambia quando sono chiamato a stilare programmi alimentari per squadre professionistiche perché cerco comunque di fare dei gruppi, quando è possibile.

Dottore, visto che ha fatto questa precisazione, può dirci se e quanta differenza c'è in un programma di alimentazione tra Professionisti e Dilettanti?

Negli altri sport posso dire che c'è molta differenza. Nel calcio anche, ma solo in alcune fasi dell'anno. Quasi tutti i club professionisti, ormai, si avvalgono di dietologi e nutrizionisti, due figure sempre più importanti in questa disciplina. In alcune società, dove il controllo è maggiore, è lo staff tecnico a gestire questo tipo di situazioni e a spingere più o meno per un determinato tipo di piano di alimentazione. Nel dilettantismo il problema è che avendo a che fare nella maggior parte dei casi con ragazzi, si perde più facilmente il controllo. Per questo motivo io dico che l'educazione è più importante della forzatura: se si capisce quanto sia essenziale mangiare correttamente, a quel punto si sgarra un po' di meno. Comunque la risposta alla domanda è sì: c'è differenza tra professionismo e dilettantismo. O meglio, io mi aspetto che ci sia differenza... Se non altro proprio perché il professionista, come dicevo poc'anzi, al giorno d'oggi è sempre più seguito dal nutrizionista.

La piramide alimentare (fonte: dietaequilibrata.eu)Quali sono i cibi privilegiati e i cibi da bandire dalla dieta di un calciatore?

Sicuramente i cibi privilegiati, quelli che  non devono mai mancare nella dieta di qualsiasi atleta, sono i carboidrati come la pasta, la carne bianca e in assoluto il pesce. Il pesce oltretutto contiene gli Omega 3, un tipo particolare di acidi grassi che sono essenziali nel momento in cui si va a praticare sport perché, tra i vari benefici, agiscono anche sul livello dell'infiammatorio. Mangiando il pesce non c'è bisogno di prendere integratori. Poi verdure in quantità e anche la frutta, che va benissimo a fine allenamento, chiaramente parlo di frutta di stagione. Cibi da bandire sono i dolci, i fritti e i lieviti. Da evitare assolutamente l'alcool, che dà al nostro organismo delle calorie a perdere, perché non servono a niente. Mangiare un chilo di pasta è tanto, però le calorie in qualche modo le uso; invece gli alcolici vanno dentro e fanno solo danni.

In alcuni periodi dell'anno, però, è difficile per un ragazzo non cadere in tentazione a tavola o in giro con gli amici... 

A me piace educare. Va bene un gelato in più la sera, ci mancherebbe... Lo facciamo tutti! Anche perché mangiare rimane sempre un'esperienza emozionale: non siamo animali, mangiamo anche per passione, per stare insieme. Però se si è educati nei cinque pasti e ci si regola, associando sempre una piccola attività fisica di mantenimento, per un calciatore diminuiscono i rischi di ritrovarsi in spiacevoli situazioni come la famosa storia di Antonio Cassano che si presentò sovrappeso al Real Madrid. Dico questo perché tra i Dilettanti capita spesso. E' dato dal fatto che non si è educati a mangiare correttamente. Ripeto, una serata un po' così, uno strappo alla regola, ci può stare: si risolve tutto stando attenti poi per 2-3 giorni senza esagerare, mangiando le cose giuste nei cinque pasti.

Image titleQualche altra nozione utile da fornire ai nostri lettori?

Un'altra cosa importantissima è l'acqua. Liscia e a temperatura ambiente, sempre. Durante la preparazione, durante l'anno, nell'arco della giornata: bisogna bere molto. Come dicevo prima a proposito dei nutrienti, anche l'acqua è un altro doping! È fondamentale. C'è grossissima differenza fra chi non beve prima dell'allenamento e chi beve. Infine, il controllo del peso, che deve essere affidato a dei professionisti. Ormai è chiaro che non è il peso che fa la differenza in uno sportivo, ma tutta una serie di misure antropometriche come gli indici di massa corporea, fino ad arrivare al calcolo di percentuali di massa grassa e massa magra che a volte vanno al di là del peso vero e proprio. Una persona molto muscolosa è anche molto pesante, ma non significa che sia obesa o in sovrappeso: bisogna sapere che il muscolo pesa di più del grasso.

Ringraziandola per la disponibilità e la professionalità con cui ha risposto alle nostre domande, in ultima battuta Le chiedo: c'è un consiglio che non si stancherà mai di dare affinché l'alimentazione di tutti, sportivi e non, possa essere la migliore possibile?

Il mio consiglio è quello di inserire fra le visite che si fanno normalmente anche quella dal nutrizionista. Così come si va dal dentista, anche solo per un controllo e non necessariamente perché avvertiamo dolore, allo stesso modo si dovrebbe andare dal nutrizionista o dal dietologo per farci aiutare a sistemare la nostra alimentazione, che poi sistemeremo anche noi da soli in base alle nostre tempistiche e alle nostre abitudini: l'importante è conoscere le regole.