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Categorie: Giovanili - Juniores

Davide Guida:"Fregene, da qui in avanti ci sono 7 finali"

In panchina con i biancorossi da novembre, l'allenatore analizza il suo periodo di lavoro con i biancorossi, piombati a ridosso della zona play out



E' sicuramente un periodo difficile per il Fregene, ma il peggio sembra essere alle spalle. La formazione di DavideDavide Guida Guida è scivolata verso la zona play out (ancora a distanza di sicurezza, seppur minima), ma quello che è l'obiettivo stagionale, la salvezza, dei biancorossi può ancora tranquillamente essere centrato. Certo, il prossimo impegno non sarà dei più agevoli (trasferta al Candiani) però il tecnico ex Urbetevere e Palestrina sa che può contare sui suoi ragazzi. La gara contro il team di Fabi segnerà la chiusura del cerchio professionale del tecnico, iniziato proprio a novembre al Paglialunga contro i rossoblu. 


Dopo un girone cosa è cambiato in positivo e in negativo “Di positivo, essendo subentrato a novembre, ci metto il mese di dicembre e la prima quindicina di giorni di gennaio. Sono stati ottimi, onestamente, ho visto una crescita esponenziale, forse anche troppo veloce per certi versi. Quando subentra un nuovo allenatore arrivano stimoli diversi e se c'è la rosa al completo, arrivati subito i risultati. Abbiamo ottenuto un paio di pareggi importanti e una vittoria di rilievo come quella con il Tor di Quinto. C'è stata una crescita nella coesione del gruppo e parallelamente anche nel gioco. E' poi innegabile che invece siamo andati male nell'ultimo mese. Di negativo ci metto semplicemente la perdita di continuità nei risultati. Abbiamo pareggiato e perso troppe partite, però va detto che quando mancano tanti giocatori tutti insieme tutto diventa più difficile. Da qui in avanti l'emergenza dovrebbe finire con il rientro di Trotto, Martella, Bartolucci Dato e Ragone. Ci prepareremo quindi per lo sprint finale nel migliore dei modi. La società ci aveva chiesto il mantenimento della categoria, anche se ad un certo punto ci siamo guardati in faccia perché potevamo anche pensare di ottenere qualcosa in più. Il nostro dovere sarà quindi dare il massimo nelle prossime 7 gare”. 


E' arrivata una brusca frenata nelle ultime partite, c'è un po' di paura? “Paura no, però essendo l'obiettivo la salvezza da adesso in avanti dobbiamo caratterialmente avere un altro approccio e pensare semplicemente ad una partita per volta. I ragazzi sanno perfettamente che dobbiamo fare dei punti se vogliamo salvarci a fine campionato. Giocheremo sabato con la Tor Tre Teste e poi avremo scontri importanti come quello con la Spes Montesacro e il Ladispoli. Nel calcio contano solamente i punti e noi non saremo salvi fino a quando non avremo ottenuto quello che dobbiamo”. 


FregeneLa classifica è reale oppure no?  “Credo che per la parte alta rispecchi in gran parte i valori del girone. Tor Tre Teste, Tor di Quinto e Grifone hanno qualcosa in più. Nella mia esperienza in questa categoria ho avuto modo di vedere la classifica sia dall'alto che dal basso e, spesso, ci sono le prime 4 che fanno un campionato a parte e poi un gruppone di 8-9 squadre che sono più o meno allo stesso livello. In questo secondo caso la differenza la fa la continutità nei risultati. Per quello che riguarda strettamente noi non posso giudicare le prime 7 gare, perché non guidavo io la squadra, ma credo che potevamo fare qualcosa di più nell'ultimo mese. Abbiamo perso dei punti che avevamo in mano per delle carenze, in alcuni casi caratteriali. Degli ultimi gol subiti posso dire che spesso sono arrivati più per nostre responsabilità che per giocate degli avversari” 


Quanto dà e quanto toglie una prima squadra ad una formazione juniores?  “Parlo per quello che riguarda la mia esperienza. E' innegabile che implica dei doveri più che darti dei piaceri. Sei il serbatoio e sei a disposizione della prima squadra, soprattutto nella seconda parte del campionato, e quindi non si può lavorare col gruppo compatto come piace a me. Poi è ovvio, per noi è un dovere servire la prima squadra e siamo a disposizione. Il vantaggio, invece, è prettamente mentale per i ragazzi. Riuscire a giocare in prima squadra diventa un obiettivo alla loro portata soprattutto per dei ragazzi che sono già uomini e magari non sanno cosa fare, quando invece nella Juniores devono “ricominciare da capo”. E' comunque utile anche per chi vuole, come me, proseguire nella carriera di allenatore. A tutti piacerebbe allenare dei grandi gruppi già pronti per lottare per il titolo, poi dipende da quale percorso di crescita vuoi fare. Se vuoi fare questo lavoro devi esere pronto ad ogni evenienza e lavorare a stretto contatto con una prima squadra ti dà questa possibilità" 


Sabato affronterai la Tor Tre Teste, con la quale avevi esordito, quali saranno le differenze maggiori in questa gara Caputo, tecnico dell'Eccellenzarispetto a quella dell'andata? “Le differenze non saranno tutte solamente per quel che riguarda noi. All'andata fu la mia prima partita e “non era la mia squadra”. Eravamo un cantiere aperto e per alcuni motivi lo siamo tutt'ora. Siamo una squadra che sa che ha bisogno di punti, ne abbiamo 21 a disposizione e sappiamo cosa fare. Loro sono una formazione buonissima e credo che la pressione sia più sulle loro spalle che sulle nostre. Sono loro che devono vincere, noi andremo con la testa libera e fin quando conquistiamo punti va bene”. 


Il rapporto col Fregene è legato ai risultati oppure c'è già intesa? “Onestamente non ho avuto modo di parlare ancora con la società, siamo tutti in ballo. Il rapporto è ottimo, ormai sono entrato in grande confidenza Bernabei, Ciaccia e Manfra. Corinaldesi lo conosco da prima quando ero all' Urbetevere e c'è quindi un rapporto consolidato, ideale per fare calcio. Le condizioni qui a Fregene sono veramente interessanti e al momento siamo tutti in corsa per gli obiettivi stagionali, ma ripeto, non ci siamo ancora incontrati per parlare di futuro”.