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Diana Stefani:"Con la Res Roma amore a prima vista!"

Da qualche mese è al timone della Res Roma, ma sembra già una veterana. La presidentessa ci parla della sua esperienza in giallorosso



Diana Stefani e Sandro TovalieriDianaStefani ci parla della sua esperienza i giallorosso, delleprospettive della sua squadra e del calcio femminile, e del“magic-moment” del team di mister Melillo.


Presidente,tracciamo un bilancio dei primi mesi: lati positivi e lati negativisia per la Res che per il calcio femminile in generale “Beh,posso dire con grande orgoglio, che il bilancio di questi primi mesiè stato più che positivo e che io sonosempre più fiera e orgogliosa di rappresentare questa società.Cinque mesi fa ho accettatol’incarico proprio perché sono un’appassionata di calcio e, inparticolare, una grande tifosa giallorossa, ma non mi sarei maiaspettata di appassionarmi così tanto! Questi primi mesi, per me,sono stati una vera rivelazione, perché mi hanno fatto vivereun’esperienza unica, che mi ha permesso di conoscere un ambientenuovo e scoprire un mondo fantastico che non conoscevo e che mi staregalando delle bellissime emozioni. Dopotanti anni che seguo il calcio, neppure la mia “magica” Roma miaveva mai trasmesso tanto calore ed entusiasmo. Perciò,ringrazio tutto lo staff, per avermi scelta, dandomi fiducia e,soprattutto, per avermi caricata di entusiasmo… Ho trovato un teamfavoloso, un ambiente sano,professionale, ambizioso e molto unito, nel quale mi sono ritrovatasubito, proprio come in una famiglia. Dopo un avvio soddisfacente inCoppa Italia, il campionato è andato subito alla grande, findall’inizio, oltre ogni aspettativa. La squadra ha dimostratocarattere e determinazione e, soprattutto, di essere all’altezzadella situazione. Raggiungere addirittura il primato, nelle primegare, e mantenerlo per ben quattro giornate, credo che sia stato untraguardo che nessuno si sarebbe mai aspettato e che ci ha dato unacarica fortissima. Credo proprio che la Res Roma sia stata la verarivelazione di questa stagione, cavandosela benissimo anche con lesquadre storicamente più forti, che ha dovuto incontrare subito, unadietro l’altra, riuscendo a mantenere comunque una buona posizionein classifica… e il merito va al nostro Mister, Fabio Melillo, checi ha creduto fin dall’inizio, e alle ragazze che, anche insituazioni difficili, in trasferte spesso insidiose Quelloche, invece, mi ha sorpreso in modo negativo, sono le molteplicidifficoltà che ho incontrato nel calcio femminile, in generale. Dicontro all’entusiasmo e alla grande passione che ho visto animaresia le ragazze che gli operatori, mi sono resa subito conto che,purtroppo, esiste un’amara realtà, che rende praticamentedifficile questo sport. Infatti,se all’estero il calcio femminile è ormai da tempo una certezza,in Italia è ancora una realtà tutta da costruire. Epurtroppo, gli aspetti che ne limitano lo sviluppo, sono spessolegati fra loro. La scarsa esposizione mediatica allontana glisponsor, che non vedono nel calcio femminile un investimento e, diconseguenza, vengono a mancare fondi e risorse per aumentare illivello tecnico delle squadre, permettendo loro un salto di qualità. noltre,in una società come la nostra, esistono ancora dei pregiudizi chevanno superati. Le donne sportive, di fatto, sono oggi considerateancora esclusivamente delle dilettanti, però lo sono soltanto alivello di “status” perché poi, nella realtà, per poterpartecipare a delle competizioni importanti ed estremamenteimpegnative (come può essere, appunto, un campionato nazionale diserie A devono necessariamente allenarsi tutti i giorni, propriocome fanno i loro “colleghi” maschi, ma con una grandedifferenza: gli uomini non pensano ad altro, essendo pagati perquesto, mentre loro, per sopravvivere, devono contestualmentelavorare, facendo peraltro grandi sacrifici… e non è giusto!Quindi, per me, quest’esperienzarappresenta anche un po’ unasfida"La presidentessa sugli spalti


Leprospettive per il calcio femminile… "Lamolla del cambiamento deve scattare dall’interno, anche sesono importanti le iniziative esterne.E’ un percorso che va fatto in modo parallelo. L’obiettivo daraggiungere anche in Italia è il “Modello Europeo”, ossiaottenere almeno nel calcio un prospetto unico fra settore maschile efemminile, che possa garantire parità di trattamento a entrambi isessi.Ritengo che siaun diritto per le donne, oltre che un dovere per le istituzioni,visto che il calcio femminile è ormai una realtà che non puòessere più ignorata. Soprattutto in un momento di crisi come quelloin cui viviamo, potrebbe rappresentare una concreta prospettiva dilavoro. E per fortuna, unprimo passo è stato già compiuto, con la proposta di modifica allalegge dello sport.Aggiornare la legge 91, che risale al 23 marzo del 1981 eche, in Italia, è l’unica che definisce le regole delprofessionismo sportivo, è sicuramente un passaggio doveroso.Infatti, nella legge, la figurafemminile non è espressamente indicata in quegli articoli specificiin cui si fa riferimento al “professionismo” e, questo, è statoil motivo per cui la donna, a discrezione delle varie Federazioni, èsempre stata esclusa dalle categorie professionistiche, senza alcunaeccezione. Modificare tali articoli, in un paese civile e democraticocome il nostro, peraltro in ottemperanza a quanto stabilitodall’UE, è quindi un attonecessario per poter garantire alle donne quelle “pari opportunità”che gli spettano anche nello sport"


Unpensiero su mister Melillo e le ragazze "Finorale ragazze hanno dimostratodi essere in uno stato diforma eccellente, scendendoin campo sempre compatte e concentrati e i risultati si sonovisti. Perciò,sono molto fiduciosa, perché ho visto la squadra crescere, partitadopo partita, e sonoconvinta che possiamo dare filo da torcere alle nostre avversarie! Ilmerito è di tutto lo staff tecnico, ma in particolare del Mister,Fabio Melillo, un tecnicoeccezionale, che ha unastraordinaria capacità di guidare le ragazze, anche sotto l’aspettoumano e, finora, nonostante le difficoltà che esistono in questoambiente, ha lavorato benissimo, raggiungendo degli obiettiviimportanti. Unringraziamento speciale anche ai nostri tifosi, che sono davveroimpagabili e che, con il loro supporto, sono un elemento essenziale. Ilricordo più bello di questi primi mesi? Senza dubbio il derby incoppa Italia… quando le ragazze mi hanno dedicato la vittoria e,uscendo dal campo, hanno intonato dei cori in mio onore è statala gioia più grande che io abbia mai provato in vita mia"