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Domani, a Colle Ionci, va in scena “L’chaim alla Vita”

Lo spettacolo, con inizio alle ore 18 ed ingresso gratuito, è realizzato dalla Compagnia Tripolini vedrà come protagonisti Sidney Journo e Francesco Passalacqua, con la regia di Jean Ménigault Dit Méningue Méningue



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Presso L'Antico Casale di Colle Ionci, Via Acqua Lucia 27 – Velletri, domani si vivrà un pomeriggio del tutto speciale: a partire dalle ore 18 infatti andrà in scena  “L’chaim alla Vita”, spettacolo proposti e realizzato dalla Compagnia Tripolini, che vedrà come protagonisti Sidney Journo e Francesco Passalacqua. Il tutto sapientemente irrobustito dagli effetti luce-audio a cura di Angelo Pasquarelli, musiche alla viola registrate da Chiara Ludovisi e soprattutto la regia di Jean Ménigault Dit Méningue Méningue. Lo spettacolo pone sullo sfondo il periodo fosco e torbido della cruenta stagione degli stermini nazisti di massa, dove a milioni gli esseri umani vennero deportati nei campi di concentramento per poi essere sottoposti ad ogni genere di sopruso. Come la storia insegna, non solo il popolo ebraico patì tale sorte, ma anche rom, partigiani, infermi, portatori di handicap, omosessuali ed oppositori al regime ebbero la loro fetta abbondante di sofferenza: nella fattispecie, a conflitto terminato e genocidi compiuti, due bimbi del ghetto di Varsavia tornano dai campi di sterminio e si ritrovano a giocare in una soffitta colma di ricordi dei loro genitori, purtroppo assassinati dalla furia nazista. Da questo momento si sviluppa un percorso a tappe in cui i due ricordano la loro vita passata con la famiglia e soprattutto i giorni in cui essa è stata dissolta, ma lo fanno in maniera del tutto bizzarra e paradossale, cioè assumento le vesti di clown: ciò è bizzarro e paradossale proprio perchè la follia di un clown è generalmente associata al divertimeto; qui invece la forza evocata dalla maschera pittoresca diventa la migliore presentazione della follia umana che fu alla base della tragedia dell'olocausto. Emozioni dunque, ma anche riflessione a partire da quelli che sono i sentimenti umani principali (dolore, paura, rabbia, gioia, allegria, malinconia e tristezza) e la cui fonte di ispirazione è stata nello specifico Viktor E. Franlkl ed i libri “uno psicologo nei lager” e “Come ridare senso alla vita". A completate il quadro sono le musiche Klezmer: perchè proprio queste musiche? Esse, dall’inizio del 900, esprimono in melodia la vita delle piccole comunità agricole che nell’Europa, con particolare riferimento ai momenti forti che esse vivevano (matrimoni, funerali, nascita di un figlio ecc.). L'emozione sprigionata da questo spettacolo trova allora in queste musiche una esaltazione ancor più degna e completa. “L’chaim alla Vita” è uno spettacolo ad ingresso Libero... ed uscita ad Offerta libera e consapevole (per maggiori informazioni contattare Valeriano Bottini, tel. 3338691282).