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Domani a Roma l'inaugurazione dei restauri di S.Carlo ai Catinari

Gli interventi di consolidamento, che hanno interessato una tra le quattro cupole più grandi ed imponenti della Capitale, sono stati finanziati dalla società Arcus e sono costati circa un milione di euro



La Cupola di San Carlo ai Catinari

Cupola e lanternino di San Carlo ai Catinari tornano al primitivo splendore. Si sono conclusi felicemente i lavori di restauro che hanno permesso ai romani di riappropriarsi di una delle cupole che maggiormente caratterizza lo skyline della Città eterna, poichè la cupola di San Carlo è esattamente la quarta per dimensioni e per imponenza in tutta l'Urbe (viene appena dopo il Pantheon, San Pietro in Vaticano e Sant'Andrea della Valle). L'intervento di consolidamento è stato possibile grazie ad un finanziamento di circa un milione di euro che la Società Arcus, dedita allo sviluppo dell'Arte, della Cultura e dello Spettacolo ha voluto offrire per il recupero integrale del monumento. Protagonista attivo dei lavori anche il FEC (Fondo Edifici per il Culto), proprietario dell'edificio. Domani alle 11 dunque si procederà alla cerimonia di inaugurazione cui parteciperà il Direttore centrale per l'Amministrazione FEC Angelo Carbone, il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione, il capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del ministero Mario Morcone e l'amministratore delegato di ARCUS Spa Ludovico Ortona. Per l'occasione, verrà anche presentato il secondo volume di "Tesori di arte e fede" edito da l'Erma Bretschneider, che presenta e racconta le settanta chiese capitoline di proprietà del FEC.

Storia. San Carlo ai Catinari vanta origine molto antica: risalente al XII secolo, venne donata ai Padri Barnabiti da Papa Gregorio XIII nel 1575. Quest'ultimi vollero la chiesa attuale, edificata nel 1611 e completata nel 1620 su progetto di Rosato Rosati; essa venne dedicata ai Santi Biagio e Carlo a cui i romani hanno sempre accostato l'appellativo "ai catinari" sia per distinguerla dalla chiesa di San Carlo in Via del Corso, sia perchè nelle vicinanze si fabbricavano i catini. La chiesa vantò nel corso del tempo anche le denominazioni "dell'Anello", "degli Arcari" oppure "al Monte della Farina". Tra il 1635 ed il 1638 venne realizzata la facciata da Giovan Battista Soria mentre nel 1642 Paolo Marruccelli portava a termine il prolungamento dell'abside. Solo nel 1722 si potette procedere alla consacrazione dell'edificio, dopo il completamento delle cappelle laterali. Nel 1860, Papa Pio IX ordinò i primi restauri dell'edificio, con un occhio di riguardo particolare alla cupola. Negli ultimi decenni invece si è proceduto ad un intervento che ha permesso di recuperare il candore originario della facciata.