Notizie

Dopo anni di battaglie, il Comitato cittadino continua a battersi per la salvaguardia e la tutela di un bene pubblico

Ancora incerte le sorti dello storico parco nel cuore del quartiere Nomentano



Dopo aver ripetutamente posto l'attenzione sul problema della chiusura di Villa Massimo, volgiamo lo sguardo su un altro storico parco nel cuore della Capitale, Villa Blanc. 

La storia. Realizzata alla fine dell'ottocento sul progetto di Giacomo Boni e Francesco Mora, Villa Blanc non ha mai avuto vita facile. Sottoposta a vincolo paesaggistico e ambientale nel 1953, nel corso degli anni ha subìto svariati tentativi di lottizzazione e numerosi passaggi di proprietà, fino a quello definitivo del 1997 con il quale, attraverso asta pubblica, ad aggiudicarsi la Villa è stata la LUISS. Con l'irrisoria cifra di 6.5 miliardi di lire, l'Università romana ne acquisisce la proprietà allo scopo di realizzarvi una business school chiedendone, per questo, il cambiamento d'uso. Siamo nel 2001, stesso anno in cui nasce il Comitato Villa Blanc. Il gruppo cittadino si oppone alla cantierizzazione della Villa, al mutamento della destinazione d'uso e alla mancata fruizione pubblica di quello che, a tutti gli effetti, era ed è tuttora un parco pubblico, come confermato dal PRG del 2003. A quel punto il Comune di Roma avvia una trattativa di riacquisto della Villa, trattativa in stallo per anni, durante i quali il parco versa irrimediabilmente in una condizione di degrado. Il valore della Villa, stimato in 15 milioni di euro, non consente al Comune di riappropriarsene. Nel 2010 la LUISS riprende in mano il progetto della business school. Nel 2011 la svolta. Con una memoria di Giunta, il governo capitolino dà via libera ai lavori di ristrutturazione da parte dell'Università. Ristrutturazione degli immobili storici così da poterli destinare ai corsi universitari, nonché la costruzione, nonostante i vincoli esistenti, di ben otto parcheggi  all'interno del parco, da cementificare per ben 5400 metri quadrati, lasciando alla fruizione pubblica un'area scoscesa di circa 4300 metri quadrati, con il resto del parco subordinato alle esigenze dell'Università. É qui che la battaglia del Comitato diventa incessante. Oltre 6000 firme raccolte, accompagnate dal parere favorevole del Municipio e del Comune, con la mozione approvata nell'ottobre 2013.Image title

Le richieste delComitato. In primo luogo i cittadini chiedono che vengano mantenuti i vincoli storico-culturali, nonché paesaggistico- ambientali pendenti su Villa Blanc, contro la ventilata ipotesi di consentire l'accesso al pubblico del parco, in cambio della cancellazione del vincolo boschivo. Il mantenimento dell'integrità del parco secondo il suo disegno originale; integrità non di certo compatibile con l'ipotizzata realizzazione dei parcheggi e dei viali carrabili. Quindi il restauro degli edifici e dei fregi, allo scopo di riportare alla luce la loro fattezza e il loro splendore autentico. "I diritti del pubblico sui beniculturali e paesaggistici sono tutelati dalla Costituzione Italiana. " Diritto al quale il Comitato per la difesa di Villa Blanc si appella rivolgendosi anche al Consiglio di Stato. 

Il convegno. Su questo punto, nell'incontro di ieri pomeriggio, organizzato dallo stesso comitato, si è espresso anche il prof. Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte Costituzionale, il quale ha precisato che gli obiettivi prefissati dai cittadini, seppur di difficile raggiungimento,  sono costituzionalmente corretti. "Villa Blanc è parco pubblico e come tale appartiene alla collettività." La proprietà acquisita dalla LUISS, sostiene il Professore, non può impedire l'utilità sociale riconducibile alla Villa in quanto bene pubblico. D'accordo col Prof.Maddalena, Oreste Rutigliano, esponente dell'associazione Italia Nostra, da sempre al fianco del Comitato. "Nella storia di Villa Blanc - evidenzia Rutigliano- si legge la storia del nostro Paese. Questa battaglia deve essere il mezzo attraverso il quale riappropriarci dell'interesse pubblico." Un interesse pubblico quasi mai  tutelato dai nostri amministratori, troppo spesso disinteressati a perseguire la volontà dei cittadini. "In decenni  di mobilitazione- afferma l'ing. Berdini, altro relatore dell'incontro di ieri - nessun sindaco è stato in grado di portare avanti l'azione pubblica. Bisogna perquesto far si che i cittadini, nell'Urbanistica come in altro, trovino i mezzi per far rispettare la propria volontà."

La situazione attuale. A tal proposito, lo scorso gennaio, il sindaco Ignazio Marino ha inviato una lettera alla LUISS, delegando all'assessore Caudo e al presidente del Municipio Roma II, Giuseppe Gerace, di stabilire un incontro fra Comune, cittadini e Università, allo scopo di trovare una soluzione che tuteli gli interessi di tutti. A tutt'oggi non è stato ancora organizzato nessun tavolo per il quale sia stata richiesta la partecipazione dei cittadini, che per questo reclamano a gran voce di rendere pubblica la posizione e l'intermediazione tra le parti. In attesa della sentenza del Consiglio di Stato prevista per il prossimo 7 luglio, l'intera cittadinanza, al cospetto del Comitato, chiede alla Soprintendenza di supervisionare e preservare il parco, già privato di alberi secolari non ancorare impiantati. "Soprintendenza alla quale continueremo a sollecitare - conclude Adolfo Rinaldi in rappresentanza del Comitato - il controllo dei cittadini su un patrimonio di comune interesse, anche attraverso l'accesso agli atti, se necessario."

Ancora una volta la mala gestione e l'inerzia dell'amministrazione costringono i cittadini a ricorrere alle autorità giudiziarie. Ancora una volta si richiede l'intervento del massimo tribunale amministrativo per consentire alla cittadinanza di poter riaffermare un proprio diritto. Ancora una volta i cittadini sono costretti a intraprendere una battaglia per rimediare ad errori governativi ormai troppo frequenti.