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Dopo dieci anni di abbandono, una nuova vita per l'ospedale Forlanini

Il 13 luglio parte il cantiere per la pulizia totale dell’area, a settembre ci sarà il bando delle idee per decidere il futuro della struttura. Intanto già quest’estate diventerà un'arena del cinema per le persone del quartiere



Da circa 10 anni l’Ospedale Forlanini è in chiusura perché è fuori dalla programmazione sanitaria. Per la prima volta la Regione avvia un’azione per dare nuova vita a questa struttura e questa area della città, mettendo fine all’incuria. Al Forlanini, su una superficie di 150 mila mq erano rimasti 50 posti letto che vengono spostati in ambienti più sicuri per i pazienti e gli operatori. Tenere aperto un solo reparto in una struttura così immensa è costato finora 15 milioni di euro l’anno al sistema sanitario regionale. Risorse che possono essere investite meglio. In un’area di circa 1 Kmq sono attivi gli ospedali Spallanzani e San Camillo con 1033 posti letto a disposizione dei cittadini e che la stragrande maggioranza delle attività sanitarie di trasferisce di poche centinaia di metri. Il 13 luglio parte il cantiere per la pulizia totale: per la prima volta sono stati investiti 400 mila euro per la pulizia di tutto ciò che si è accumulato in anni di incuria.


Image titleIl piano per i prossimi mesi. Più vita per il quartiere: Il Forlanini è una vastissima area urbana, insieme al Comune di Roma siamo al lavoro per renderla più viva. Un esempio? Già questa estate insieme al Municipio sarà presente un’arena del cinema. Più sicurezza per le persone: è già stato sottoscritto un accordo con Carabinieri per il trasferimento della caserma di Monteverde e avviato un analogo confronto con la Questura di Roma anche con il commissariato di polizia. Inoltre sarà aperto uno spazio dedicato all’innovazione e ai servizi per le imprese e di incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro. Nelle palazzine degli uffici non monumentali saranno trasferiti alcuni uffici regionali. In questo modo risparmieremo 4 milioni di euro l’anno di fitti passivi chiudendo le sedi periferiche in affitto. Tuteleremo le associazioni e i servizi già presenti all’interno della struttura.  A settembre partirà un bando delle idee per ridare un ruolo a questa immensa struttura: grazie al confronto e alle proposte offerte da associazioni, imprese e cittadini. L'obiettivo è che diventi un luogo della cultura, dell’innovazione, per le startup e per il sociale.

Per il presidente Nicola Zingaretti, che ha presentato il piano “finisce una lenta agonia, uno degli spazi urbani più vasti d’Italia torna a vivere con una nuova vocazione per la città”.