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Dopo il tira e molla della ultime ore, adesso è ufficiale: Marino ritira le dimissioni

Il primo cittadino della Capitale torna sulla sua decisione di mettere fine all’esecutivo. Dopo un incontro con Orfini intanto, Causi ed Esposito rimettono definitivamente il loro mandato: ma non basta



Image titleUno sviluppo del tutto inedito fa segnare un colpo di scena nella vicenda Marino: a venti giorni dalla decisione di rinunciare alla carica di Primo cittadino della Capitale, il sindaco di Roma ha deciso di ritirare le dimissioni. A sorpresa dunque e con un colpo di teatro, Marino decide per il ritorno, dando così una nuova e più netta risposta all’aspro dibattito generato dall’affaire delle cene con la Comunità di Sant’Egidio e dal viaggio negli Stati Uniti, alla base della consequenziale crisi della giunta e di una iniziale ipotesi di ritiro. A quanto si evince dalla nota ufficiale emessa dal Campidoglio, "Marino ha firmato la lettera con la quale ritira le dimissioni presentate lo scorso 12 ottobre", annullando così la scadenza del 2 novembre, allor quando la carica di sindaco sarebbe automaticamente decaduta. A tale nota è seguito anche il twitter del primo cittadino il quale, attraverso la rete, ha ribadito la propria volontà di restare alla guida del Campidoglio. La decisione in effetti era già nell’aria: già un giorno dopo la rinuncia, Marino si era lasciato scappare che non avrebbe escluso un rientro in scena. In più, domenica scorsa, ai tremila che si erano radunati in Campidoglio per sostenerlo e per condannare la guerra interna che il partito ha innescato suoi confronti, il sindaco aveva affermato che tale dimostrazione gli offriva la forza per andare avanti; infine, solamente stamane, Marino ha ribadito implicitamente un ripensamento. Rispondendo alla polemica partita dalle dichiarazioni esternate da Cantone su “Milano Capitale morale”, il sindaco ha detto “Sto riflettendo. Comunicherò presto le mie decisioni alla figura istituzionale che è la presidente dell'assemblea capitolina Valeria Baglio. Qui la questione non è Ignazio Marino ma Roma” e ancora “Ignazio Marino non ha assolutamente nulla né da chiedere né da negoziare con nessuno”. Ad ogni modo, le reazioni all’interno del Partito Democratico, cuore del fronte pro dimissioni, non si sono fatte attendere: nelle ultime ore il commissario straordinario per Roma nonché presidente nazionale Pd Matteo Orfini aveva visto i consiglieri Dem al Nazareno anticipando che, in caso di ritiro, gli assessori in quota Pd si sarebbero dimessi. A notizia diffusa perciò sono arrivati automaticamente i ritiri di Stefano Esposito, già assessore ai trasporti e Marco Causi, già vicesindaco, entrambi entrati nell’esecutivo capitolino all’indomani dell’ultimo rimpasto di giunta. Lo stesso Esposito ha annunciato che non saranno i soli a seguire tale linea, ma di fatto per mettere definitivamente alla giunta Marino occorrono le dimissioni di tutti e 19 i consiglieri dem, oltre che di 25 consiglieri complessivi. Le prossime ore saranno decisive per la concretizzazione di sviluppi significativi.