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Dopo la retrocessione dalla Lega Pro ad Aprilia ripartono dai regionali con i 98 e i 2000. Montella: "Regolamento assurdo"

Il direttore ci spiega le difficoltà nel ricostruire i gruppi di Allievi e Giovanissimi costretti ad affrontare ora un semplice campionato regionale



Il danno oltre la beffa. Difficile riassumere meglio di così la situazione in casa Aprilia. La dolorosa retrocessione della prima squadra ha infatti aperto scenari a dir poco funesti per un settore giovanile che, come ci rivela lo stesso direttore Ciro Montella, si trova ora costretto a ripartire praticamente da zero.

Ciro MontellaTutto da rifare. La situazione non è delle più semplici. Gli strascichi della retrocessione si sono ripercossi in maniera inevitabile anche sul settore giovanile. A farne le spese sono infatti i gruppi dei '98 e dei 2000. Allievi e Giovanissimi, l'anno scorso impegnati nei campionati destinati alle società appartenenti alla Lega Pro, quest'anno si ritroveranno catapultati nel campionato regionale. Uno scivolone che ha portato la maggior parte dei giocatori, per non dire praticamente tutti, a maturare la scelta di cambiare aria. “Inutile dire che ci troviamo in grande difficoltà – confessa Ciro Montella – Negli anni abbiamo cercato di costruire un settore giovanile solido e ben attrezzato e adesso, nel giro di poco tempo, siamo costretti a ricostruire praticamente tutto da zero”.

Allievi e Giovanissimi, la situazione. Attualmente il valore dei due gruppi rimane l'incognita più grande. Montella sta lavorando proprio per ricostruire le macerie rimaste dopo l'esodo generale: “Quello dei '98 è un gruppo che va ricostruito da capo, non c'è praticamente più nessuno”. A guardare i movimenti dei vari giocatori, per i '98il flusso maggiore è stato in direzione della Lupa Roma dove si sono accasati ben undici elementi ormai ex Aprilia. Uno, il difensore Faenza, è invece partito con direzione Ascoli. Ad oggi la squadra è composta da soli due o tre elementi che Montela potrebbe convincere a restare. Passando poi ai Giovanissimi la situazione non cambia poi di molto: “Per i 2000 il discorso è uguale, ci troviamo costretti a rincorrere la gente e a difenderci quotidianamente dagli assalti delle altre società. Avevamo due gruppi competitivi, le squadre di Allievi e Giovanissimi erano infatti strutturate per competere per il titolo”.

La polemica. Con un simile scenario, a cui vanno poi sommati i difficili giorni che si stanno vivendo anche con la prima squadra, l'umore di Montella non può certo essere dei migliori tanto che il direttore si lascia sfuggire anche qualche appunto nei confronti del regolamento: “Se ci troviamo in questa situazione dobbiamo ringraziare un regolamento assurdo – commenta Montella – se mi fossi trovato a retrocedere con una squadra per esempio della Toscana è vero che i gruppi giovanili sarebbero scesi ugualmente nei campionati regionali ma avrei comunque avuto la possibilità di giocarmi le finali nazionali cosa che nel Lazio non mi è concessa. Questa è una situazione sbagliata che ha spinto i giocatori ad andare via e ha costretto noi a non poter trattenere alcuni di loro che erano a convitto per partecipare ad un campionato che di fatto non ha sbocchi fuori regione. Avrei anche potuto bloccare tutti i giocatori  - aggiunge poi Montella – ma ho deciso di dare loro la possibilità di mettersi alla prova su altri palcoscenici. Adesso stiamo cercando di prendere degli elementi per la categoria regionale, stiamo facendo il massimo anche se ripartire da zero non è assolutamente facile”.