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E' Roma la città italiana scelta per il progetto europeo di urban agriculture

Fra circa un anno tre municipi avranno i primi veri orti urbani regolamentari



Image titleRisale a due anni fa il progetto approvato e finanziato da UE, con il quale l'Italia è stata inserita in un discorso di cooperazione e sviluppo nell'euro - mediterraneo. Un progetto di governance che utilizza la realizzazione di orti urbani come strumento di sviluppo locale, di risoluzione di problematiche sociali e soprattutto di cooperazione fra Stati. Come accennato si tratta di un progetto  che abbraccia l'Europa del Mediterraneo, Italia e Spagna quindi, ma che non esclude gli Stati non europei del Mediterraneo, come Tunisia e Giordania. Per il nostro Paese è stata scelta Roma come città nella quale verranno investiti i due milioni di euro stanziati dall'UE per la realizzazione di orti urbani. Tre i municipi della Capitale che ne godranno, il secondo, il quarto e il nono. Ieri sera nella sala cittadina di via Boemondo, nei pressi della stazione Tiburtina, è stato presentato quello per il Municipio Roma II. Ad aprire la conferenza, l'assessore all'ambiente dello stesso municipio secondo, Emanuele Gisci che ha presentato i tecnici del progetto Sidig-Med col quale si realizzeranno, da qui a un anno, i tre programmi agricoli previsti per la Capitale. L'agricoltura, come si evince chiaramente dai vari interventi ascoltati, è stata individuata dall'UE come dai realizzatori del Sidig-Med, come il mezzo attraverso il quale ottenere sviluppo del territorio e integrazione marginalizzati. Sidig-Med infatti, intenderà impiegare nella coltivazione di queste parcelle agricole, associazioni di persone marginalizzate che attraverso il lavoro della terra potranno superare le loro difficoltà. Non a caso infatti, per il secondo municipio, la location scelta è Villa Glori, a ridosso della sede Caritas che farà da principale partner all'iniziativa. Un'area di 24 metri quadrati che sarà divisa in 16 parcelle, ciascuna delle quali affidata alla gestione di una diversa associazione, così da creare cooperazione e riscoprire valori ormai persi. Le comunità di esclusi, quindi, saranno le principali beneficiarie di questa attività pilota che, ovviamente, avrà come destinatari tutti coloro i quali intenderanno diventare consumatori di questi prodotti biologici e a chilometro zero. La tradizione degli orti urbani di cui in questi ultimi anni si sente tanto parlare, nasce nell'Europa del nord come attività per anziani e pensionati. Tradizione che in Italia ha attecchito solo al nord, senza riuscire mai a superare la pianura Padana. A Roma invece l'agricoltura finora è stata vissuta soprattutto come alternativa alla speculazione edilizia. Sul territorio della Capitale esistono ben 150 aree adibite ad orti: si tratta di aree pubbliche destinate a servizi e salvate da cittadini di buona volontà. Gli orti urbani inseriti nel progetto di Sidig-Med sono un'altra cosa. Esiste una regolamentazione ben precisa per quella che è la denominazione "orti urbani". Regolamentazione nella quale Roma Capitale intenderà inserire anche i lotti finora coltivati senza criteri regolamentari. Anche l'Università LUISS nei suoi progetti di governance sperimentale, propriamente Lab. Gov., ha inserito quello degli orti urbani. L'Università romana, proprio lo scorso 26 novembre, ne ha inaugurato uno nella sede di vale Romania sul quale i 30 studenti facenti parte del progetto, stanno lavorando analizzandone i vari aspetti ed eventuali conflitti in materia di sviluppo. La speranza di Sidig-Med è che quello degli orti urbani non resti una soluzione alle emergenze, ma possa invece diventare prassi a Roma come in altre città.