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E' serio allarme a Roma: troppi indicenti sulle strade capitoline

Non si ferma la successione di sinistri che stanno interessando le strade della Città eterna: il 31 agosto il caso più eclatante sulla Cristoforo Colombo, in cui ha perso la vita un noto costruttore romano



La vettura del costruttore Salini (© - Polizia Roma Capitale)Preoccupa, in queste ultime ore, l’impressionante escalation di incidenti stradale che si stanno verificando all’interno del territorio urbano di Roma: una sequenza inquietante che rischia di archiviare il mese di agosto come uno dei più sanguinosi per gli automobilisti romani.

La morte del costruttore Salini. Il sinistro che ha fatto maggiormente notizia, si è verificato lo scorso 31 agosto, sulla Cristoforo Colombo: a perdere la vita, all’altezza di San Paolo-Vecchia Fiera di Roma, è stato Claudio Salini, noto costruttore romano, al quale lo schianto non ha lasciato alcuno scampo. Il tutto si sarebbe verificato intorno alle 23,30 circa: Salini, a bordo della sua Porsche, avrebbe perso il controllo del mezzo schiantandosi contro un albero, nella corsia centrale in direzione di Ostia. A detta dei residenti, il frastuono provocato dall’incidente è stato tremendo, quasi quanto un’esplosione: per i soccorritori invece, lo spettacolo raccapricciante della vettura ridotta ad un ammasso di lamiere, al cui interno giaceva il Salini. Praticato il massaggio cardiaco, il costruttore ha raggiunto il Sant'Eugenio in condizioni disperate, spirando poco dopo. Alla Polizia Locale, giunta immediatamente sul posto – dove frattanto si è creata una coda lunghissima a causa della chiusura della strada – è spettato il difficile compito di accertare l’esatta dinamica dei fatti.

Non solo Salini. Come già detto, il costruttore romano deceduto lunedi scorso è il caso più eclatante giunto alla ribalta delle cronache. In realtà, sulle strade romane si può parlare proprio di una quotidiana carneficina che, a suon di feriti e di sangue, continua a mietere vittime in maniera incontrollata: nella notte di ieri 4 settembre, poco dopo le 2, tre auto sono state coinvolte in un nuovo scontro, presso l’incrocio della Pineta di Castelporziano. Una Smart ha scontrato una Peugeot ed è stata contemporaneamente tamponata da una Nissan diretta verso Roma: tre ambulanze hanno portato i feriti all'ospedale Grassi di Ostia, mentre i rilievi sono stati affidati agli uomini del X gruppo Mare della Polizia Locale. Fortunatamente non ci sono stati morti ma le vetture ne sono uscite letteralmente distrutte. Ed è rimasto ferito anche il conducente di un’automobile che nella mattinata del 3 settembre, a Conca d'Oro, si è ribaltata nella zona prospiciente piazza Capri per cause ancora in via di accertamento. L’uomo, trasportato al Sandro Pertini, non ha coinvolto nel sinistro altre autovetture, ma con la sua incredibile carambola urbana ha finito per provocare una chiusura temporanea nel tratto lungo viale Tirreno posto, angolo via Valle Scrivia. Ad ogni modo, giovedi scorso, una vittima c’è stata ugualmente, giacchè sulla Cristoforo Colombo un motociclista trentaseienne, Andrea Di Giacomo, ha perso il controllo della sua moto presso via del Canale della Lingua, zona Infernetto: la sua Honda ha finito la propria corsa contro un pino mentre il centauro, soccorso immediatamente, è stato trasportato all’Ospedale Grassi, dove i tentativi di rianimazione non hanno dato l’esito sperato. E ci si interroga su quali siano effettivamente le misure che le Istituzioni debbano prendere per fermare questa mattanza: l’opinione pubblica naturalmente invoca più controlli, ma è evidente che il problema mostra radici radicate anche nella cittadinanza stessa, che talvolta si autoimpone di rischiare mettendo mano all’accelleratore, solo per guadagnare minuti di tempo in più, tanto preziosi quanto capaci di costare la vita.