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E' ufficiale: il Codacons si costituirà parte civile contro i tifosi del Feyenoord

I sei supporter, coinvolti negli scontri di Roma dello scorso febbraio, causarono resistenza alle Forze dell'Ordine e lesioni. Intanto la maleducazione dei turisti sui monumenti capitolini continua.



© - Pagina Facebook "Wanted in Rome"Sono passati cinque mesi dai cosidetti “fatti di Piazza di Spagna”, in cui una frangia impazzita di tifosi e supportes del Feyenoord – in trasferta nella Capitale per via della partita valida per l'Europa League – si abbandonarono ad una serie di scontri violenti che andarono ad investire la zona ricompresa tra Piazza di Spagna e l’adiacente Piazza Mignanelli, a Roma. In quella occasione, come si ricorderà, si ebbe l’oramai famoso danneggiamento della Barcaccia, opera barocca cui lavorò Pietro Bernini, padre del più noto Gian Lorenzo ed il cui restauro era terminato appena due mesi prima. Appena dopo quell’atto gravissimo, che sollevò un’ondata di indignazione non solo a livello nazionale, le violenze proseguirono anche sulle Forze dell’Ordine, arrivate a sedare il caos: ora sono chiamati a risponderne sei cittadini olandesi, rientrati in Olanda, ma per i quali la Procura capitolina contesta i reati di concorso in resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, mentre i giudici della quinta sezione penale del Tribunale di Roma hanno accolto che il Codacons si costituisca parte civile a nome di tutti i cittadini romani. Tuttavia, pur proseguendo col pugno di ferro in questo che si sta sempre più presentando agli occhi dell’opinione pubblica italiana ed internazionale come un procedimento “esemplare”, c’è da registrare che il processo è stato aggiornato a non prima del prossimo 12 gennaio, al fine di sentire undici uomini tra poliziotti e carabinieri, nonché acquisire un video da Youtube riguardante le fasi di arresto di un supporter, così come chiesto dalla difesa. Un lasso di tempo che resta comunque troppo lungo e durante il quale non mancano di verificarsi episodi analoghi: è di circa quarantott’ore fa la segnalazione di un gruppo di persone le quali, colte dalla grande afa scatenatasi negli ultimi giorni nella Capitale, non hanno trovato di meglio da fare che tuffarsi nelle acque della Fontana dei Quattro Fiumi, in Piazza Navona. Un episodio che ai più potrebbe sembrare banale, poiché non si sono registrare conseguenze irreparabili. In realtà si tratta di comportamenti altrettanto esecrabili, non solo per il fatto di aver interessato un altro monumento-simbolo della Roma papalina ma soprattutto perché esso fu già oggetto di una serie di atti vandalici negli anni passati: nel 1997, un uomo si tuffò nella vasca usando la coda di uno dei mostri marini come trampolino, spezzandola di netto mentre nell’anno seguente, in circostanze simili, a farne le spese fu un dito di una delle sculture raffigurate nella vasca. Uno scempio che, ciclicamente, continua a riproporsi. Così come la stessa dabbenaggine umana.