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Ebola, arrivato a Roma il medico italiano contagiato dal virus in Sierra Leone

Ricoverato presso lo Spallanzani. Il Ministro Lorenzin: “Il nostro medico sta bene, non ha avuto febbre o altri sintomi durante la notte”



Image title“Altre brutte notizie, purtroppo. Un nostro collega in Sierra Leone è risultato positivo al virus Ebola. Con il Ministero della Salute e degli Esteri abbiamo organizzato un'evacuazione sanitaria verso l'Italia. Parte oggi dalla Sierra Leone, è in buone condizioni generali, e sarà ricoverato all'Istituto Spallanzani di Roma. Non daremo il suo nome, per rispetto della sua privacy. Tutti i nostri pensieri sono con lui e con la sua famiglia. Forza”. A dare la notizia, con queste parole, dell’arrivo a Roma del medico italiano colpito dall’Ebola era stata nella giornata di ieri il Presidente di Emergency, Cecilia Strada. Il medico, operativo come volontario nel paese africano, è arrivato alle prime ore di questa mattina presso l’ospedale Spallanzani di Roma dove è stato trasportato con una speciale barella a tenuta stagna per evitare possibili contagi.


Sicurezza e preparazione. L’arrivo del medico contagiato non ha colto di sorpresa gli operatori dell’ospedale Spallanzani. Da settimane nel centro ospedaliero romano – che dal mese di settembre ha ospitato con continuità un ciclo di conferenze e studi sul virus - era stata allestita una apposita ala chiusa ai pazienti e riservata ai possibili casi di Ebola italiani: nel reparto si contano tre stanze sigillate, sostenute da propri generatori elettrici e capaci di trattenere l’aria interna evitando così la fuoriuscita del virus, che i medici tuttavia ribadiscono “non si contagia per via aerea”. I protocolli per la sicurezza del personale sanitario sono stati studiati con attenzione per evitare i contagi che hanno coinvolto gli ospedali spagnoli e americani: particolare cura al momento della svestizione, con medici e infermieri dotati di più strati di guanti sterili per rendere l’operazione – da realizzare in coppia - il più sicura possibile. 


Nessun pericolo di contagio. Seppur con qualche preoccupazione, i pazienti ricoverati all’ospedale Spallanzani si sentono tranquilli: “Ci hanno detto che non c’è pericolo e noi ci crediamo – racconta a “Gazzetta Regionale” Simona, in visita alla sorella – Io però mi sono portata un disinfettante e lo uso prima, durante e dopo (ride, ndr)”. Che non via sia il rischio di una diffusione del virus, lo conferma anche il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: “Mi sento di rassicurare la famiglia che il nostro medico sta bene, non ha avuto febbre o altri sintomi durante la notte, stamattina ha fatto colazione e continua a bere in maniera autonoma, esprimo la mia vicinanza a lui e alla famiglia e assicuro che il governo italiano tutto è al fianco del nostro connazionale”.