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Ebola, nuovo paziente ricoverato allo Spallanzani

E' un infermiere sardo di Emergency contagiato in Sierra Leone. L'ospedale: "Decisivi i prossimi giorni"



L'Ospedale Spallanzani dove è ricoverato l'infermiere di EmergencyE' stato trasferito presso l'ospedale Spallanzani di Roma l'infermiere sardo di Emergency che di ritorno dalla Sierra Leone, ha manifestato i primi sintomi dell'ebola. "Non dovrebbero esserci rischi di contagio" fanno sapere le autorità sanitarie nazionali: l'infermiere - del quale come nel caso del medico siciliano non sono state rese note le generalità - appena avvertito il primo stato febbrile si è isolato dal resto delle persone presenti. L'ebola infatti nonostante la sua pericolosità non si trasmette per via aerea e la sua diffusione è contenibile con un accurato lavaggio di mani e di quelle parti del corpo che possono essere entrate in contatto con i malati. Intanto a Sassari, per precauzione, sono state poste in isolamento quattro persone che erano venute a contatto con l'infermiere sardo ora ricoverato a Roma. Allo Spallanzani l'infermiere verrà trattato seguendo lo stesso procedimento efficace usato nella cura di Fabrizio Pulvirenti: sarà quindi permesso al team medico di adoperare un antivirale non registrato, ma autorizzato dall'Aifa tramite il consenso del Ministero della Salute. La condizione del paziente - fanno sapere dall'ospedale - è quella di un soggeto che si presenta "febbrile, lucido e collaborante". 

La prognosi. "Valuteremo la strategia giorno per giorno, perché ogni paziente è diverso dall'altro - spiega il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito - e siamo abituati a condizioni che cambiano anche all'improvviso. Ad essere decisivi saranno i prossimi giorni, non le prossime ore''.

Intanto sono arrivate anche le parole del Presidente di Emrgency, Cecilia Strada che ha fatto sentire la sua vicinanza all'nfermiere ricoverato:

"Forza, forza, forza al nostro collega che ha contratto #ebola. è anche grazie a lui 

e quelli come lui se l'epidemia sta per essere sconfitta"

Resta aperta anche l'ipotesi di utilizzare il plasma di Fabrizio Pulvirenti che nel caso la terapia già programmata non funzionasse, potrebbe rivelarsi strumento efficace per la guarigione dell'infermiere sardo. Il principio è lo stesso dei vaccini: i contagiati e guariti dall'ebola sviluppano degli anticorpi efficaci contro il virus e quindi una trasfusione con il loro sangue dovrebbe aiutare il sistema immunitario dei nuovi malati.