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Emergenza migranti: il Vaticano passa alle vie di fatto, ospitando una famiglia di profughi siriani

A dare seguito all’appello del Pontefice per una maggiore solidarietà tra i cattolici e gli extracomunitari ci ha pensato la parrocchia vaticana di Sant’Anna: nel suo territorio è stato accolto un intero nucleo familiare



La parrocchia di Sant'Anna in VaticanoSono passate meno di due settimane dall’accorato invito di Papa Francesco ai cattolici di tutto il mondo al fine di farsi carico tutti, in maniera eguale e solidale, della forte crisi umanitaria che sta investendo l’Europa, all’indomani della forte ondata dei migranti che fuggono dalle proprie patrie, divenute zona di guerra. Ed a meno di quindici giorni, il testimone dell’iniziativa già viene raccolto da una parrocchia dell’Urbe.. e non parliamo evidentemente di una parrocchia romana qualsiasi, bensì di quella sita all’interno delle mura della Città del Vaticano, dedicata a Sant’Anna. Stando a quanto si evince da un comunicato dell’Elemosineria Apostolica, la Comunità parrocchiale vaticana ha accolto nel suo territorio una famiglia intera di profughi di nazionalità siriana, tutti provenienti dalla Capitale Damasco, evidentemente fuggiti per via dei sanguinosi combattimenti che incalzano da quelle parti: una famiglia normalissima, composta da padre, madre e due figli, per la quale è stato predisposto subito un appartamento nelle vicinanze della basilica di San Pietro ed è stata avviata immediata procedura per la richiesta di protezione internazionale. A quanto la procedura stessa dispone, fino all’accoglimento della richiesta di asilo da parte dello Stato italiano, non sarà possibile fornire alcuna generalità sui richiedenti asilo, che inoltre non potranno lavorare entro i primi sei mesi dalla presentazione della domanda, dunque verranno assistiti ed accompagnati nel loro percorso di integrazione direttamente dalla comunità stessa. L’Elemosineria Apostolica inoltre ha caldamente richiesto di rispettare la volontà della famiglia di profughi, che non desiderano essere rintracciati ed intervistati ed ha sottolineato come negli ultimi anni tale istituzione vaticana ha raccolto l’appello degli ultimi Pontefici, pagando tasse per il rilascio del primo permesso di soggiorno per i rifugiati, il tutto previa collaborazione con il Centro Astalli dei Padri Gesuiti, arrivando lo scorso anno all’erogazione di 50 mila euro per questo scopo. Un nobile impegno a cui si sommano le opere di carità direttamente sostenute da Francesco e quantificate in spese per le prime necessità, sanitarie e di accoglienza entro il territorio romano. Ma non è tutto. Proprio per venire incontro a questa particolare propensione di Bergoglio nei confronti dei poveri e dei disperati, un moderno ambulatorio mobile, dono della Baviera al Pontefice, è a disposizione diverse volte a settimana per assistere profughi ed indigenti all’interno dei centri di accoglienza, regolari o meno, situati nell’area urbana di Roma: un impegno su base esclusivamente volontaria, che si avvale della collaborazione di medici, infermieri e Guardie Svizzere, dipendenti vaticani, membri dell’Università di Tor Vergata e dell’Associazione di Istituto di Medicina Solidale Onlus. Un quadro decisamente ammirevole e lusinghiero, che merita di essere conosciuto e presentato all’attenzione di tutti.