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Categorie: Dilettanti

Eretum, Giuseppe Orlando nuovo club manager

Il club gialloblu presenta una nuova figura di raccordo strategica e trasversale tra la prima squadra ed il settore giovanile.



Una nuova figura entra a far parte del'Eretum. Giuseppe Orlando, classe 1988, è il nuovo Club Manager gialloblu , figura di raccordo strategica e trasversale tra la prima squadra ed il settore giovanile. Uno staff tecnico e dirigenziale che va componendosi in tutti i tasselli in vista della prossima stagione sportiva 2015/2016.Proveniente dall’ultima esperienza in Eccellenza al Villanova come responsabile scouting Giuseppe porta con sé organizzazione, pianificazione e passione per il calcio, competenze che vuole ricercare e proporre con questo nuovo ruolo all’Eretum. 


Foto di gruppo con OrlandoGiuseppe, cosa ti ha spinto ad accettare questo ruolo? "Prima di tutto mi preme fare un ringraziamento al Presidente Marco Carducci e al Direttore Tecnico Massimo Bruni che mi hanno voluto seriamente ed entusiasticamente in questo progetto e non a chiacchiere come spesso accade nel calcio. Inoltre vorrei ringraziare il Villanova specialmente il Presidente Massimo Armeni, il DS Paolo Armeni e il DG. Stefano Volpe anche loro grandi persone, rare da trovare nel mondo del calcio. Ho accettato questo ruolo perché mi sono letteralmente innamorato di questa realtà. Ero sugli spalti il giorno del Derby eretino e anche se già conoscevo la vostra realtà, per me è stata un’emozione vedere la passione e l’amore per questa maglia da parte dei tifosi e dei giocatori. Dopo il fischio finale della partita ho pensato, questo è il calcio che amo, questa è la mia realtà. Dopo una prima chiamata al Presidente ci siamo trovati sulla stessa lunghezza d’onda ed eccomi qui" 


Cosa ti ha colpito dell’Eretum? "La mia stessa idea di calcio. Siamo giovani entrambi e la società sta avviando un processo di crescita costante ed ambizioso, anche oltre l’aspetto calcistico. Questa crescita voglio che sia in simbiosi con le mie ambizioni. Mi ha colpito molto l’entusiasmo con cui il Presidente Marco Carducci, Il DT Massimo Bruni e il mister Alessandro Di Nicola. Ci sentiamo in sintonia su molti aspetti" 


Quali sono state le tue esperienze? "Adoro il mondo del calcio fin da piccolino e dopo un’esperienza calcistica ho iniziato a studiare mettendo in campo la mia passione e le mie capacità per alcune realtà calcistiche locali. Dopo aver frequentato il corso per allenatore di base e istruttore di scuola calcio, ho iniziato ad allenare per tre anni i piccoli amici, poi giovanissimi ed allievi. Dopo questa esperienza ho deciso di accettare la proposta di Diego Pierangeli, un allenatore che ho sempre stimato, per il modo di allenare e per la sua ambizione, che mi propone di collaborare con lui con la Juniores Regionale del Fontenuova. Nel 2013 frequento il corso con la R.O.I. Italia, associazione a cui vai un plauso perché si batte costantemente per il riconoscimento della figura dell’osservatore. Dopo il corso inizia la mia esperienza con una piccola società Piemontese il BRA neo promossa in Lega Pro Seconda Divisione come osservatore e referente della Regione Lazio. In questa stagione sono stato al fianco del Villanova in Eccellenza grazie al Ds Paolo Armeni, il Presidente Massimo Armeni e il Ds Stefano Volpe. Da semplice osservatore ho l’onore di ricoprire il ruoli di responsabile scouting" 


Il tuo ruolo quale sarà all’Eretum? "La figura del Club Manager è nata da poco ed è raro trovare una società calcistica come l’Eretum che ne colga da subito le reali potenzialità. Sarò un jolly nello staff con la valutazione e la valorizzazione del giocatore, un “buon occhio” per analizzare e osservare con lungimiranza un ragazzo non solo nei 90 minuti in campo, ma soprattutto fuori. Monitoraggio continuo di tutte le squadre, aspetti tecnici e mentali, scouting e valorizzazione del settore umano" 


Qual è la tua idea di calcio? "Amo il calcio, quello antico. Quello dove i valori umani, e non prettamente economici, sono alla base di tutto. In questo senso del calcio moderno cambierei la mentalità, anche se ognuno ha la sua. Si vuole sempre il risultato immediato e mai la lungimiranza, soprattutto quando fai un progetto a lungo termine. Ci vuole pazienza, bisogna credere nel lavoro e sul lato umano di un allenatore e dei suoi giocatori. Un po’ di umanità, pazienza e coerenza non farebbero male nel mondo del calcio ma anche e soprattutto nella quotidianità"