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Extra in Roma: quando la periferia dà spettacolo

Quasi due mesi di spettacoli live e attività per bambini nei centri culturali, nei club, nelle stazioni ferroviarie, all’aperto in piazza e su strada



Image titleSi comincia sabato 7 a Tormarancia, si prosegue fino al 31 marzo. Quasi due mesi di spettacoli live e attività per bambini in periferia. Nei centri culturali, nei club, nelle stazioni ferroviarie, all’aperto in piazza e su strada. Tutto gratis. Si chiama Extra in Roma, una mega-rassegna promossa da Roma Capitale (Assessorato e Dipartimento Cultura e Turismo) con Zètema. Spettacoli e relativi protagonisti sono stati scelti con bando pubblico. Qualche nome: Bruno Canino, Gegè Telesforo, I Vianella, Aires Tango con Peppe Servillo, Elio Germano, Maria Rosaria Omaggio, Iaia Forte, Ida Di Benedetto, Michele Riondino, Assalti Frontali, L'Orchestraccia.

Già il nudo elenco lascia intendere la ricchezza e la varietà della programmazione: grandi solisti di musica classica e di jazz, attori brillanti, band d’ogni sorta, vecchie e nuove glorie. Oltre 200 gli appuntamenti tra musica, teatro, animazione per bambini e famiglie, installazioni d’arte contemporanea, proiezioni su edifici, interventi urbani.

Tra i quartieri coinvolti: Corviale, Tor Marancia, Laurentino 38, Portonaccio, Pietralata, Pigneto, Montesacro, San Basilio, Tor Sapienza, Tor de’ Schiavi, Prenestino, Tuscolano, Alessandrino, Trullo, Primavalle, Acilia. Tra i centri culturali pubblici l’ “Elsa Morante”, il “Gabriella Ferri” e l’ “Aldo Fabrizi”.

Nel contenitore c’è veramente di tutto, dal laboratorio teatrale su Shakespeare ai Vianella di Semo gente de borgata, dal concerto pianistico su un furgone a Villa Carpegna alle “installazioni multisensoriali” di Urban Map a Tor Sapienza e Tor de’ Schiavi, dalle “architetture di luce” a Primavalle e San Basilio (e al Trullo e all’Alessandrino) a Bruno Canino che suona brani d’opera in trascrizione pianistica, dai Ritratti di donne con un poker di notissime attrici ai raduni musicali giovanili.

Extra in Roma dà a Roma una dimensione extra, tipicamente europea: quella delle periferie che si fanno proscenio e campo d’azione di idee e stimoli.