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Fabrizio D'Andrea apre le porte del mondo Sansa (parte I)

A tu per tu con il vicepresidente del Sansa Football Club, Fabrizio D'Andrea, conosciamo una delle realtà emergenti del calcio giovanile laziale



A tu per tu con il vicepresidente del Sansa Football Club, Fabrizio D'Andrea, conosciamo una delle realtà emergenti del calcio giovanile laziale. Dall'eredità di una scuola calcio parrocchiale all'approdo nell'Elite, D'Andrea racconta il percorso del club tra valori e obiettivi. Iniziamo la nostra chiacchierata da una domanda di rito. 


Quando nasce il Sansa?  "Il Sansa nasce nel 2012 grazie alla volontà di Riccardo Landi, mio amico e collega che ho deciso di seguire in questo progetto sviluppato sulle radici della Scuola Calcio San Saturnino, da cui oltretutto prendiamo il nome. Lo scopo è stato quello di dare, a un municipio come il secondo, un'alternativa calcistica alle strutture già esistenti. Dare, quindi, ai bambini e ai ragazzi del quartiere la possibilità di poter svolgere attività sportiva nella zona di residenza, sfruttando la sinergia del servizio navetta per trasportarli al primo centro sportivo utile. Servizio che è stato particolarmente apprezzato dalle famiglie, spesso impossibilitate, a causa del lavoro, a poter accompagnare i propri figli sui campi. Nello stesso momento in cui abbiamo deciso di partire con la scuola calcio, abbiamo avuto, grazie alla collaborazione della Fondazione e del Centro Sportivo Cristo Re, l'occasione di aprire, per i più piccoli, un polo che desse l'opportunità di fidelizzare la clientela di quelli più giovani, consentendo loro, una volta approdati nel discorso del calcio a 7 e del calcio a 9, di poter passare automaticamente nell'impianto sportivo di Villa Spada, dove il Sansa svolge il resto dell'attività".  


A Villa Spada svolgete l'attività di scuola calcio, mentre l'agonistica, se non sbaglio, utilizza la struttura del Salaria Sport Village dove è solita disputare le gare casalinghe.  "Circa due anni fa, con tutte le difficoltà legate alle vicende che hanno investito il Fidene, siamo riusciti a trasferire al Salaria Sport Village la parte agonistica, mantenendo un legame comunque con Villa Spada dove i più grandi svolgono parte dell'attività settimanale. Al Salaria tendiamo a sfruttare quelli che sono gli spazi per il calcio a 11, mentre per la scuola calcio preferiamo restare nella nostra sede ufficiale per una questione relativa alla distanza, ancor di più in funzione del servizio navetta. C'è da dire comunque che il lavoro migliore sulla scuola calcio è quello che facciamo alla Cristo Re, dove esiste un impianto sportivo di primo livello".  

Alcuni giovani del Sansa

Come si sviluppa, all'atto pratico, la collaborazione fra Sansa e Cristo Re?  "All'interno della Scuola vengono svolte numerose e svariate discipline sportive. Il Sansa si occupa di quella calcistica. Un sodalizio che garantisce al Cristo Re di avere un partner sportivo per il calcio che fosse già conosciuto in zona e che, visti i risultati, lavorasse bene. Da parte nostra l'interesse di poter utilizzare per i più piccoli, i bimbi fra i 5 e gli 8 anni che si affacciano a questo sport,  una struttura vicino casa da poter raggiungere anche a piedi. Non appena i bambini avranno iniziato il loro percorso e saranno quindi, proiettati nel mondo Sansa, viste le necessità legate agli spazi, il percorso per chi volesse, proseguirebbe a Villa Spada".   


Siete nati nel 2012 dalle radici della San Saturnino. Nella prima stagione vi siete dedicati alla sola scuola calcio o avete avuto, sin da subito, dei gruppi per l'agonistica?  "Il primo anno il settore giovanile era quasi completo, mancava soltanto la Juniores che è arrivata l'anno dopo".  


Mi sembra indispensabile mettere in luce come, nel giro di tre stagioni, siate riusciti già a conquistare un posto nell'Elite, nello specifico con gli Allievi che, dalla prossima stagione, si troveranno a giocare nel campionato più ambito dai giovani dilettanti. Questo è, evidentemente, frutto di un lavoro svolto nel migliore dei modi e che sta consentendo, a questa realtà calcistica, di bruciare le tappe, vista anche la conquista della divisione regionale con altre categorie.  "L'ascesa in Elite è ciò che ci ha più soddisfatto ma nel contempo stupito. Si, è, vero, abbiamo bruciato le tappe e questo perché abbiamo avuto la fortuna di avere, in determinate categorie, gruppi più pronti, un po' per caso, un po' per bravura, un po' per continuità rispetto al lavoro svolto nella scuola calcio. Questi risultati però, sono arrivati in fretta non perché fosse nostra intenzione, appunto, bruciare i tempi. Sono stati il frutto di un'attività compiuta al meglio, pur non essendoci posto questo come obiettivo".  


E allora qual è l'obiettivo primario del Sansa?  "Io e Riccardo Landi, con questo club, vogliamo offrire la possibilità ai bambini della scuola calcio di poter proseguire con noi la loro attività sportiva offrendo, dunque, il panorama giovanile al completo, non ponendoci l'obiettivo di arrivare subito in alto. Vogliamo che il Sansa sia funzionale, che gestisca bene il percorso sportivo, che ottenga i suoi risultati, ma che non perda di vista lo scopo principale che è Il logo della societàquello di far crescere sportivamente un bambino. Diversamente, per noi che siamo principalmente una scuola calcio, sarebbe una sconfitta. Per questo ci piacerebbe camminare piano, proprio per lavorare meglio ed investire di più sui bambini e di garantire, ripeto, il loro percorso nell'agonistica".  


Questo vuol dire che per le prossime stagioni non punterete a vincere i diversi campionati e dunque, raggiungere l'Elite anche con le altre categorie?  "Secondo me sarebbe un passo troppo grosso che comporterebbe e necessiterebbe un lavoro diverso da  quello che abbiamo deciso di portare avanti. Almeno per ora".  


In quel caso si parlerebbe di vera e propria società dilettantistica e non più di Sansa Football Club come invece, mi sembra miratamente, abbiate deciso di chiamarvi.  "Non è lo spirito col quale il Sansa ha iniziato questo percorso. E questo non vuol dire che non vogliamo crescere; e spero che qui non si creino fraintendimenti, ma farlo senza estremizzare il discorso sull'agonismo che comporterebbe un investimento diverso, soprattutto sul piano sinergico. Questo è il motivo per cui non abbiamo e non avremo una prima squadra. Ci interessa seguire i giovani nell'età scolare. Quando saranno grandi e adulti, sceglieranno del loro futuro. Il nostro approccio all'agonismo ha fatto si che molti ragazzi, nonostante siano stati tentati dalle realtà capitoline più blasonate, abbiano deciso di restare con noi. Ciò grazie al sentimento di appartenenza che siamo riusciti a sviluppare in loro. Aldilà della soddisfazione di essere cercati da altre squadre, si sono sentiti anche in dovere di restare con noi, continuando a giocare con la squadra del proprio quartiere, cosa che oggi sta venendo meno a causa di interessi diversi. Ad ogni modo, laddove la Sansa non dovesse arrivare a soddisfare le esigenze dei ragazzi e delle loro famiglie, è giusto che facciano un percorso diverso. Noi non abbiamo nessun diritto di condizionar loro a fare le nostre scelte. Roma è piena di società che fanno bene il loro lavoro e che hanno la volontà e la possibilità di proiettare i propri talenti nel professionismo. Obiettivi e strutture diversi dai nostri. É anche vero che, pur militando in certe realtà, non è scontato raggiungere determinati traguardi, come non è vero che nonostante il Sansa non lavori per questo, non riesca a dare la giusta visibilità a un talento".


Nella giornata di domani la seconda parte dell'intervista al vicepresidente del Sansa Fabrizio D'Andrea