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Fabrizio D'Andrea apre le porte del Sansa (parte II)

Seconda parte della nostra intervista al vice presidente del club rossoblu



Seconda parte dell'intervista realizzata con il vicepresidente del club rossoblu. La prima pare è consultabile cliccando qui 


Il discorso della visibilità, del voler per forza arrivare è evidente sia, in questo momento, arrivato all'estremo. Senza dubbio i genitori sono uno degli elementi condizionanti nella trasformazione di quello che dovrebbe essere sport e divertimento, in qualcosa che ormai è andato oltre. "É la società stessa che oggi impone, a noi e ai nostri figli, di primeggiare in qualsiasi disciplina. Restando nel discorso calcistico, bisogna essere consapevoli che non tutti possono giocare in Elite, non tutti nei regionali e non tutti possono giocare a calcio. Il dovere di un club è quello di dare a tutti la possibilità di approcciare a questo sport. Ciò che, noi come Sansa, chiediamo ai tecnici, specialmente di scuola calcio, è di metter su una squadra che dia l'opportunità di giocare anche ai ragazzi meno preparati. Se gli obiettivi perseguiti sono i risultati e le vittorie, è certo che questo non accadrebbe. Noi non vogliamo creare queste sofferenze e questi stati d'animo che a lungo andare, genererebbero solo disamore nei ragazzi che magari sono un po' indietro rispetto agli altri. In questo senso andrebbe rivisto anche il loro impegno rispetto al calcio. Se per fare un campionato di ottimo livello è necessario allenarsi tre pomeriggi a settimana e il ragazzo non può dedicarvi tutto questo tempo perché l'età scolare non glielo consente, bisognerebbe cambiare le regole e riportare tutti sullo stesso piano riducendo, in tutte le categorie dilettantistiche giovanili, le ore da dedicare a questo sport, così da non creare squilibri e consentire a tutti di giocare al meglio il proprio campionato".


Tornando al discorso dell'agonistica, pur non essendovi prefissati traguardi importanti, li avete comunque raggiunti. Come state approcciando al prossimo campionato d'Elite con gli Allievi? "Ci siamo organizzati per onorare tutti i campionati. Da questo alla presunzione di vincerli, il passo è più lungo. Certo migliorarsi e fare bene è fondamentale. Non posso però fare pronostici perché non so quanto, le altre società, siano state più brave di noi. Il Sansa ha fatto il massimo. La cosa a cui tengo di più è che i ragazzi onorino il campionato in cui giocheranno, sia esso provinciale o di elite; e tutti hanno le capacità per far bene".


Image titleRiguardo gli Allievi, avete integrato la rosa con calciatori che avevano già militato in campionati giovanili d'eccellenza? "La rosa è composta da ragazzi che hanno requisiti calcistici e mentali per affrontare questo tipo di campionato. La nostra forza dovrà essere il lavoro del tecnico e quello del gruppo, non quello del singolo. Sarebbe poco serio dare risalto al giocatore più bravo, soprattutto perché non sarebbe comunque determinante senza l'aiuto di tutta la squadra. La filosofia del Sansa è quella per cui il ragazzo più bravo deve essere il più umile e metterlo al centro dell'attenzione sarebbe controproducente per lui, sia dal punto di vista calcistico che umano. I giovani di valore dovranno dimostrare sul campo e, soprattutto, negli spogliatoi, di avere una marcia in più. Noi non intendiamo mettere in luce nessuno in particolare. Una cosa è certa, il livello di tutte le squadre è superiore alla categoria di appartenenza, per cui noi offriamo gli strumenti per eccellere. Sta a loro poi, impegnarsi per dimostrare di avere le qualità per poter giocare in un contesto più stimolante. Noi non abbiamo nessun interesse a doverli racchiudere nel nostro".  


A proposito di questo, colgo l'occasione per farle una domanda in merito ad una questione molto complessa come quella del vincolo, della quale Gazzetta Regionale, partendo dalla vicenda Forcina, si sta occupando proprio in queste settimane. Come si pone il Sansa Fc nei confronti dei propri tesserati? "Io credo che ci sia un aspetto più ampio riguardante il discorso del vincolo. Per molti aspetti condivido la vostra posizione, soprattutto riguardo l'estremizzazione che viene fatta in certi contesti sul concetto del vincolo. È anche vero, però, che il primo vincolo dovrebbe essere morale da parte delle famiglie. Quando si offre un contesto positivo per diversi anni, tecnici bravi, squadre competitive, bisogna avere rispetto anche per le società. Se il vincolo è lo strumento per imporre ai genitori l'obbligo di mantenere un buon rapporto con la società, allora è una cosa positiva. Se il vincolo, invece, è lo strumento in mano alle società per ottenere denaro, allora siamo di fronte alla cosa peggiore ci possa offrire il calcio. All'interno del Sansa, non avendo una prima squadra non possiamo fare dei vincoli, ma comunque non sarebbe nel nostro spirito. Vedere un nostro giocatore, felice e gratificato in un'altra squadra, per noi sarebbe solo una soddisfazione. È anche vero che chi gioca con noi deve avere rispetto per i tecnici e la società, non dimenticandosi che se sono arrivati a quel Image titlelivello, è anche merito del Sansa stesso. Finora non abbiamo avuto grosse emorragie, speriamo di continuare così".  


Questa col Sansa è la sua prima esperienza dirigenziale in campo calcistico? "Si, io nasco come allenatore e non nascondo che questo ruolo mi manca. Anche il mio socio Riccardo Landi ha un passato da allenatore. Lui, contrariamente a me, avendo la responsabilità della scuola calcio riesce a soddisfare comunque questo ruolo".


L'ultima domanda riguarda proprio la scuola calcio. Ci siamo soffermati a parlare di agonistica, mentre il vostro fiore all'occhiello è l'insegnamento ai più piccoli. Qual è l'approccio tecnico che il Sansa mette in campo con i suoi bimbi? "Pur avendo un numero consistente di iscritti, circa 340, abbiamo difficoltà a comporre gruppi selezionati. Questa cosa per certi aspetti ci penalizza. Di contro la situazione si va delineando nella pre- agonistica, quindi negli Esordienti. Nei gruppi prima del calcio a 11 il tutto è casuale e non sempre condizionato da una scelta a tavolino. Questo perché ci teniamo che i bambini legati anche al di fuori del Sansa che hanno deciso, insieme, di iniziare questa attività, continuino, insieme, almeno negli anni della spensieratezza".  


Al vice-presidente D'Andrea chiediamo un ultimo pensiero prima di congedarci. "Auguro a tutte le società che affronteremo nei vari campionati di avere tutte le fortune. Elite a parte, gli altri campionati sono strettamente legati al territorio e spesso e volentieri ci troviamo ad affrontare squadre amiche, con tecnici che hanno lavorato con noi, dirigenti e presidenti con i quali abbiamo un buon rapporto. Per questo faccio gli auguri a tutti per un campionato ricco di soddisfazioni e, che vinca il migliore! Ovviamente faccio gli auguri anche a Gazzetta Regionale e spero che il calcio laziale ci regali un altro anno carico di successi"