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FC Pontecorvo, lo sfogo della presidentessa De Filippis: "Strutture inadeguate"

La denuncia: "Le condizioni in cui versa il calcio nella provincia di Frosinone, ad oggi, non possono essere giudicate positivamente"



Maria De Filippis, presidente del PontecorvoStrutture sportive inadeguate e scarso interesse da parte delle autorità. E’ questa la problematica che Maria De Filippis, presidente della Fc Pontecorvo, ha voluto porre all’attenzione del commissario dott. Ernesto Raio. Una visione la sua, che emerge proprio dal suo impegno e da quello di tutta la famiglia De Filippis nello sport e soprattutto nel calcio del paese. «Le condizioni in cui versa il calcio nella provincia di Frosinone, ad oggi, non possono essere giudicate positivamente proprio per lo stato delle infrastrutture sportiva che dovrebbero essere adibite a tale sport - esordisce Maria De Filippis, presidente della Fc Pontecorvo -. E’ chiaro che, visto l’impegno mio e della famiglia De Filippis nel progetto di crescita della Fc Pontecorvo da tre anni a questa parte, mi voglia riferire soprattutto alla realtà pontecorvese. Personalmente, assieme a mio fratello Fabio che da anni è vicino al “mondo del pallone”, abbiamo sempre  combattuto ed attribuito importanza al fatto di poter avere a disposizione impianti d’ultima generazione, o quantomeno adeguati per svolgervi attività sportive. Da quando siamo a stretto contatto con lo sport, raramente ho visto strutture che siano degne del loro appellativo. In particolare, negli ultimi tre anni di Fc, ad essere sincera, non abbiamo mai ricevuto attenzioni da parte dell’amministrazione comunale relativamente a queste problematiche. Infatti, credo che gli impianti della cittadina fluviale non sarebbero proponibili nemmeno per un campionato amatoriale. Abbiamo atteso a lungo, nella speranza di riscontrare forme d’interesse da parte dell’amministrazione comunale, ma è stata un’attesa vana. Una società come la nostra che ha intenzione di crescere sempre più, non deve esser in alcun modo penalizzata da simili problematiche. Infatti, se ci guardiamo attorno, possiamo vedere paesi limitrofi che, nonostante non abbiano le stesse ambizioni, mettono al servizio delle loro rappresentative calcistiche degli impianti idonei al loro scopo. Speriamo fermamente che questa situazione  venga affrontata e quindi risolta,affinché si possa aprire un tavolo di trattative nel quale le società locali possano esporre, oltre agli obiettivi prettamente sportivi e sociali, anche idee relative alle infrastrutture. Una squadra di calcio non può considerarsi tale se non ha a disposizione una casa nella quale far partire un progetto - e conclude Maria De Filippis - confidiamo, quindi, nell’attuale commissario per ricevere le dovute attenzioni, prima che si ricada in un nuovo tracollo politico».