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Federico Barba parla in esclusiva a Gazzetta Regionale: "Un ritorno a Roma? Ad Empoli sto bene"

Intervista al difensore cresciuto nel vivaio giallorosso ed ora in Serie A con i toscani: "Stramaccioni e De Rossi sono stati due grandi maestri. Sarri? Le sue armi principali sono la passione e la cultura"



Federico Barba impegnato all'Olimpico nel match contro la Roma in Coppa ItaliaSe parti da un campo in terra e arrivi in Serie A, vuol dire che di sentieri tortuosi e curve pericolose ne hai percorse, per farlo hai bisogno di testa, impegno, costanza e una straordinaria capacità di non arrenderti mai. Federico Barba di tratti complicati ne ha affrontati, in alcuni frangenti ha anche rischiato di uscire fuori strada ma da qualche tempo ormai il presente parla per lui. In Serie A ci è arrivato: è partito dall’Axa, passando per Roma e si è fermato ad Empoli. Difensore attento, piede mancino, due spalle grandi così e la voglia di gridare che questo posto nel mondo del calcio se l’è meritato a suon di cadute, riprese e colpi di testa. 

Inizia così la nostra chiacchierata con  il difensore dell'Empoli, che potrete leggere integralmente sul nostro giornale online gratuito a partire da domenica sera. A seguire un estratto dell'intervista.


Quando arrivi alla Roma, il tuo allenatore è Andrea Stramaccioni. Una persona fondamentale per la tua carriera… 

“Il mister era preparato e studiava ogni partita in maniera capillare: per esempio se giocavamo fuori casa, e sapevamo che affrontavamo la nostra avversaria su un campo di 105 metri invece che di 110, lui ci faceva allenare sul campo ridotto. Ora che è all’Udinese, riconosco ancora il suo timbro anche se di tempo ne è passato ed ora allena degli uomini e non più dei ragazzi. Alla Roma con lui partii in sordina crescendo settimana dopo settimana  e guadagnando la fiducia con il passare del tempo. Il calcio non è facile come sembra. Se vuoi arrivare devi sempre allenarti un po’ più degli altri.”


Il grande architetto dietro questo Empoli è Maurizio Sarri. Qual è il suo trucco?  

“Nessun trucco. Le sue armi principali sono la passione e la cultura che ha del calcio. Vive di pallone e mentre stiamo parlando, lui sicuramente già sta preparando la prossima partita. È questa la sua forza, lavora tanto e ti dà tutto per poter fare bene quando scendi in campo. Grazie a lui giochiamo sempre a viso aperto contro qualsiasi squadra, senza alcun timore. Anche sabato scorso contro la Juventus l’abbiamo fatto, il problema è che i bianconeri sono di un’altra categoria: abbiamo avuto anche opportunità per poter pareggiare ma purtroppo la loro superiorità è uscita fuori. Ora dobbiamo pensare al prossimo match perchè c’è ancora una salvezza da conquistare e non vogliamo lasciare nulla al caso.”


Parlando invece della Roma, secondo te cosa è mancato al team di Garcia rispetto allo scorso anno? 

“Io penso che la squadra sia crollata mentalmente dopo quel 7-1 contro il Bayern Monaco in Champions League. Non essendo presente nello spogliatoio non so ovviamente i meccanismi quali siano stati, ma sicuramente è iniziata a mancare un po’ di sicurezza"


Per leggere l'intervista completa, scarica gratuitamente domenica sera il nuovo numero di Gazzetta Regionale.