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Categorie: Giovanili - Juniores

Feroce ed il team di via Verrio Flacco avevano un accordo per il biennio: dopo la Juniores Primavera ecco l'Elite

"Sono zemaniano nell'animo, ma la mia squadra non giocherà con il 4-3-3..."



Mister Feroce e Zdenek ZemanDe Rossi, Certosa, il ritorno al Pro Roma. Un piano da seguire nel biennio per provare a lanciare qualche giovane in giallorosso e provare, perché no, a puntare in alto. Dopo le soddisfazioni con la Juniores Primavera Fabrizio Feroce è stato “promosso” e, come da accordi, guiderà l'Elite di via Verrio Flacco. Il tecnico ripartirà da un gruppo che conosce, più o meno variato, cercando di ottenere il massimo possibile. Il punto di partenza sarà quello di chiudere nella zona medio-alta della classifica.

 Mister, che campionato è stato quello dello scorso anno? “E' stato un campionato un po' strano, perché il regolamento non è stato subito chiaro ed in pratica abbiamo giocato da fuori classifica. Il mio lavoro quindi con i ragazzi è stato principalmente sulle motivazioni, perché non è semplice gestire dei ragazzi che sanno che a fine campionato, pur arrivando tra le prime, non faranno le finali. Calcisticamente parlando è stata comunque una bella annata. Sono soddisfatto del fatto che diversi ragazzi siano andati a giocare in Elite dando una mano alla società per salvare la categoria. Questo ha un po' pregiudicato il nostro cammino, dato che abbiamo chiuso in 15 la stagione, ma va assolutamente bene così”. 

 Ripartirete da questo gruppo... “Sì, in buona parte sì, ma dobbiamo fare degli innesti e la società si è già mossa in questo senso. Per un campionato complicato come l'Elite servirà avere una rosa adeguata. Noi abbiamo sicuramente dei giocatori di livello, tutto quello potrà arrivare darà quel qualcosa in più che al momento magari ci manca. Sicuramente non vogliamo ripetere la stagione un po' difficoltosa dell'anno scorso con la salvezza arrivata nelle ultime giornate”. 

 Quale sarà quindi l'obiettivo del tuo Pro Roma? “L'obiettivo sarà quello di finire nelle zone medio-alte di classifica. Certo, questo dipenderà da diversi fattori e, in secondo luogo, c'è modo e modo di arrivare in alto. Puoi arrivare ad esempio al quarto posto (che qualifica per il Tortora ndr), ma puoi comunque arrivare anche quinto o sesto per pochi punti. Se invece arrivi sesto, ma a 15-20 punti dalle zone di vertice il piazzamento conta poco. Inoltre, peserà molto anche la costruzione dei gironi. Ci sono squadre che storicamente lottano per il vertice sia nella Juniores che in tutto il settore giovanile, quindi starà a noi riuscire ad impensierirle”. Feroce e Di Francesco durante il corso Uefa B

 Sei un fan di Zeman, sarà un Pro Roma da 4-3-3? “No (ride ndr). Io sono un fan di Zeman, ma non del 4-3-3 che avrò utilizzato 3-4 volte in carriera. Io ammiro Zeman come persona. Ho avuto modo di conoscerlo e di passare qualche ora con lui e per me è stato un grandissimo onore. Diciamo che sono uno zemaniano nell'animo, per il lato umano del Boemo”. 

 Sei noto anche per aver salvato la vita ad un ragazzo quando eri al Certosa. Da quell'esperienza cosa hai tratto? “E' stato un momento molto intenso. Non mi aspettavo che Zarelli venisse in società a premiarmi. Ho dedotto che nel calcio non si può ridurre tutto ai tre punti, soprattutto nel settore giovanile. Io ho avuto la fortuna di incontrare l'Associazione Giorgio Castelli che mi ha dato modo di prendere l'abilitazione come operatore BLSD. Un gesto che ho fatto per arricchirmi personalmente, non solo come uomo di sport”.