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Finaliste a confronto: Roma e Lazio

Ultimo appuntamento con il focus sulle sei squadre che giocheranno i play-off alla caccia del Titolo Regionale: esaminiamo a fondo le prime classificate



Roma Lazio hanno concluso la stagione classificandosi in prima posizione, rispettivamente nei Gironi B e A. Il piazzamento ottenuto qualifica ovviamente le due compagini ai play-off, direttamente alla Semifinale, dove incontreranno le vincitrici dei Quarti di Finale, entrambe in casa (per la Roma c’è la Nuova Tor Tre Teste di Alfonsi, per la Lazio l’Urbetevere di Brunelli). Andiamo ad analizzare in maniera più approfondita le squadre allenate da Valerio D’Andrea e Fabio Bianchi.

ROMA

RomaSulla meravigliosa Roma classe 2001 ci sarebbe da scrivere un libro intero. Partiamo dal primo, eclatante, dato: 26 giornate di campionato, 26 vittorie, 78 punti, esito di addirittura 122 gol realizzati e solamente 8 subiti (ovviamente migliori attacco e difesa di tutta la categoria). Numeri da capogiro, per una squadra di un altro pianeta: i giallorossi sono passati in testa subito e non hanno mai mollato la vetta, conducendo un campionato a se stante, chiudendo infatti con ben 23 lunghezze di vantaggio sulla Lodigiani. I lupacchiotti non sono quasi mai apparsi in difficoltà in stagione, magari giusto nella partita casalinga con la Lodigiani ed quella del Testa contro il Tor di Quinto, la prima ed unica dell’annata in cui sono passati in svantaggio. Oltre ai sensazionali numeri, altri due aspetti di questa Roma che hanno veramente sorpreso sono stati la sua capacità di adattamento e la sua insaziabile fame di successi. Per quanto riguarda il primo fattore, non importa in quale competizione si debba misurare: il gruppo di D’Andrea, malleabile e camaleontico, ha sempre lo stesso approccio e porta sempre a casa il risultato, come ha largamente dimostrato. Che si trattasse di un torneo in cui partecipavano squadre professioniste, anche straniere, oppure del campionato in cui ci si misurava con formazioni dilettanti, alcune delle quali dal tasso tecnico non proprio altissimo, i giallorossi hanno sempre iniziato ogni partita con la stessa filosofia, fatta di umiltà, disciplina, rispetto, determinazione e serietà. Per quanto riguarda il secondo aspetto, invece, i ragazzi di Trigoria non si sono mai accontentati, dimostrando costanza e mentalità vincente: il risultato sono la qualificazione alla Semifinale per il Titolo con ben sei turni di anticipo, e già tre altre coppe in bacheca, avendo trionfato nel Torneo Serilli nel pre-campionato, nel Memorial Halima Haider a Gennaio e nel Memorial Papa Donato a Pasqua. Alla guida di questo incredibile collettivo c’è Valerio D’Andrea, tecnico ex Savio e Nuova Tor Tre Teste con già due trionfi Regionali alle spalle: l’allenatore ha gestito sapientemente la sua ampia Il tecnico D'Andrearosa, composta da 32 elementi, dando spazio a tutti e centrando sempre l’obiettivo, facendo intendere ai suoi ragazzi quanto fosse importante prima di tutto preparare al meglio la partita. Passando alla squadra, questa ha un forte atteggiamento offensivo, eppure raramente si sbilancia in campo. Il bomber è Barbarossa, 18 centri finora per lui, mentre il gioiello è Riccardi, fantasista completo e dalle enormi prospettive (a segno 17 volte). Gli altri attaccanti di cui D’Andrea dispone non sono assolutamente da meno: Cangiano, Silipo, Marini, Bamba (classe 2002 quest’ultimo) sono una autentica garanzia in quanto a rendimento. Le chiavi del centrocampo le ha Chierico, mentre capitan Simonetti è prezioso per l’intensità che sa offrire, così come Meo, capace di incidere a partita in corso come nessun altro. Nel reparto arretrato, Coccia è una macina sulla corsia laterale mancina, mentre la coppia centrale Santese-Laurenzi è molto affiatata, gioca con gran sintonia ed è assai difficile da superare. Insomma, una serie di prerogative che, sommate l’un l’altra, etichettano senza ombra di dubbio la Roma come la squadra da battere, ovvero la favorita al trionfo finale.

LAZIO

LazioSolidità. Viene in mente questa caratteristica pensando al gruppo classe 2001 della Lazio, una squadra organizzata benissimo, ben disposta in campo e che come un motore diesel aumenta sempre più il proprio rendimento in corso d’opera finchè non raggiunge la meta. I biancocelesti hanno dominato il Girone A dei Giovanissimi Fascia B Elite, chiudendo la regular season a quota 70 punti in classifica, a 5 misure di distacco dalla Tor Tre Teste. Dato ancor più rilevante è che gli aquilotti hanno concluso il campionato imbattuti, con 22 trionfi, merito delle 86 marcature messe a segno, e quattro pareggi (due con la Tor Tre Teste, uno con Urbetevere e Ladispoli): l’imbattibilità è stata il frutto di quella solidità sopracitata, una preziosa qualità che la Lazio non vorrà di certo perdere nel momento cruciale dell’anno. La prova di tale caratteristica sono i 9 gol subiti in stagione, miglior di fesa del raggruppamento e secondo miglior reparto dopo quello della Roma. Ma il collettivo di via Vittorio Trucchi non è soltanto solidità e quantità, è anche qualità: il tecnico Fabio Bianchi ha a disposizione individualità notevoli ed è stato più che abile nel farle rendere al massimo nei momenti più difficili della stagione, fornendo alla sua formazione il giusto mix di tecnica e tattica, il giusto equilibrio tra sfrontatezza e consapevolezza dei propri mezzi. Queste doti hanno permesso alla Lazio di trionfare nel Memorial Paolo Testa a Settembre, e di centrare la Finale nel Torneo Serilli, sempre ad inizio stagione, perso poi con la Roma, e di imporsi con continuità in campionato. Il tecnico BianchiDella formazione di Bianchi hanno colpito la costanza (il suo primato, una volta acquisito, non è stato mai messo in discussione) ed il carattere, la tenacia: quest’ultima virtù ha permesso alla squadra di riuscire a portare sempre e comunque a casa un risultato utile, nonostante momenti di difficoltà o di non particolare brillantezza. E il fatto di vincere seppur non convincendo sul campo è una dote che solo le grandi squadre possono arrogarsi. Venendo all’analisi dei singoli, spicca su tutti capitan Napolitano: la mezzala, capocannoniere della squadra con ben 14 sigilli siglati, ne è il leader carismatico ed il motore del centrocampo, dove anche De Angelis e Menegat dimostrano personalità. In attacco si alternano i centravanti Nicodemo e Di Fazio, una garanzia in area con rispettivamente 12 ed 11 reti all’attivo, mentre sugli esterni i vari La Spada, Tocci e Mercuri non fanno mancare qualità e fiato. Un aiuto consistente in fase realizzativa arriva anche dalle retrovie, basti pensare ai tre gol a testa realizzati da Siclari, Armini e Dutu. Il primo è un fluidificate sulla fascia, mentre gli altri due compongono il muro difensivo biancazzurro, dividendosi rispettivamente il compito di impostare e marcare. In conclusione la Lazio non ha quindi nulla da invidiare ai cugini, di cui anzi riveste in pieno i panni di principale antagonista.