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Categorie: Giovanili - Juniores

Finaliste, capitolo II: Grifone Monteverde, l'imprevedibile

La formazione di Radi ha puntato molto sul collettivo, ottenendo per tutta la stagione un calcio davvero molto bello e produttivo



Grifone (photosportroma.it)Seconda tappa di avvicinamento al primo turno dei play off. Oggi è il turno della rivelazione principale del girone A, il Grifone Monteverde


Come se nulla fosse La formazione rossoblu ha sciorinato per tutta la regular season un calcio davvero piacevole, forse il migliore di tutto il campionato. Tra le sei qualificate alle finali è la squadra che ha messo di più in mostra l'intero valore del suo collettivo, giocando senza risentire minimamente il salto di categoria, o quasi. L'unico ostacolo che il team di Radi ha trovato sulla sua strada è stata quella disabitudine, anche questa mediamente collettiva, nel rapportarsi contro formazioni abituate a lottare per il titolo. Non è un caso che le maggiori difficoltà i rossoblu le abbiano trovate proprio negli scontri diretti e non è un caso che la metà delle sconfitte rimediate (6) siano arrivate proprio contro Tor Tre Teste (2) e Tor di Quinto (1, ma per 6-1). Dati che non devono però far pensare ad una forza schiacciante dell'avversario, soprattuto nel primo caso, perché in due casi su tre il Grifone ha sempre messo in mostra le sue qualità, ossia un ottimo palleggio, una grande imprevedibilità e schemi studiati ed imparati a memoria, ma ha peccato nella mentalità, nel gioco speculare e conservativo. Tutto questo è da una parte un pregio, dall'altra un difetto. Nel primo caso è il segnale della ricerca di una crescita calcistica dei ragazzi indipendentemente dal risultato, che trasporta di conseguenza al secondo, ossia alla perdita di terreno nei confronti di formazioni più di maniera ed esteticamente meno considerabili.


L'insostituibile e l'intercambiabile Fulcro del gioco del Grifone Monteverde è sicuramente Alessio Di Maggio, Di Maggioregista di qualità ed ex prodotto della Tor Tre Teste. Radi non se ne è privato praticamente mai, quando ha potuto, perché le sue prestazioni positive sono spesso state sinonimo di vittoria. Grande visione di gioco, ottima impostazione e buona capacità con i calci da fermo lo rendono un  giocatore completo. Nello scontro fisico perde sicuramente qualcosa, ma è una carenza che riesce a colmare con una grande intelligenza tattica che gli consente di ricavarsi lo spazio necessario per poter lavorare il pallone con qualità e serenità. Se Di Maggio è il punto fermo, altra caratteristica del Grifone Monteverde è quella di avere poco, pochissimo scarto tra i cosiddetti titolari ed i ragazzi più impegnati partendo invece dalla panchina. Come altre realtà in scelte di questo tipo subentrano anche le esigenze della prima squadra, che molto spesso hanno fatto dare valutazioni diverse a singoli elementi. Positivi in Eccellenza e meno nella Juniores o viceversa. Il Grifone ha puntato molto sui suoi ragazzi ed i risultati, anche in prima squadra, si sono visti. Varietà ed intercambiabilità che si vedono soprattuto nel reparto avanzato: Corrias, Quattrini, Franzè e Sette hanno consentito a Radi di rendere sempre imprevedibile gli schemi d'attacco, con giocatori che hanno le caratteristiche giuste per fondersi bene e rendersi pericolosi. 


Equilibrio precario Una squadra molto propositiva, nel senso che ama giocare il pallone, non esplicitamente offensiva, è soggetta però ad un tasso maggiore di rischio in fase offensiva. Questo il Grifone l'ha pagato, con 38 gol subiti. Tanti, troppi per essere una squadra terza in classifica. Una squadra che ha comunque nella qualità complessiva dei suoi interpreti in retroguardia il suo tallone d'Achille, a nostro avviso, nonostante la presenza di un elemento come Manolo Ruggiero con trascorsi nella Rappresentativa Regionale (campione d'Italia Giovanissimi) nella Lazio e nella Ternana.