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Finisce in semifinale la corsa della Roma, un super Chelsea cala il poker

I giallorossi durano solo un tempo. La ripresa è un monologo degli inglesi: segnano Colkett, Solanke (doppietta) e Abraham



ROMA - CHELSEA 0-4    

MARCATORI Colkett 2’st, Solanke 4’st e 11’st, Abraham 38’st

ROMA Marchegiani 4, Paolelli 4.5, Calabresi 5.5, Marchizza 4.5, Anocic 4 (44’st Ciavattini sv), Machin 5, D’Urso 5.5, Pellegrini 6, Verde 6, Sanabria 5 (1’st Vestenicky 5.5), Di Mariano 5 (32’st Ndoj 5.5) PANCHINA Pop, E. De Santis, Adamo, Soleri ALLENATORE De Rossi

CHELSEA Collins 6.5, Aina 6.5(44’st Tomori sv), Christensen 7, Clarke-Salter 7, Dasilva 7, Brown 8, Loftus-Cheek 7, Colkett 7.5, Boga 7 (26’st Palmer 6.5), Musonda 6.5 (30’st Abraham 7), Solanke 7.5 PANCHINA Thompson, Suljic, Scott, Ugbo ALLENATORE Viveash

ARBITRO Manzano (ESP)

ASSISTENTI Martinez e Sobrino (ESP)

QUARTO UFFICIALE Klossner (SVI)

NOTE Ammoniti Pellegrini, Di Mariano, Clarke-Salter, Anocic Recupero 2’pt e 2’st

foto©asroma.it

E’ durato solo un tempo il sogno giallorosso di tornare da Nyon con la Coppa Lennart Johansson. Quarantacinque minuti di speranza, per credere di approdare alla finalissima di lunedì prossimo contro lo Shakhtar Donetsk. Un tempo di gioco, quanto basta al Chelsea di concludere il proprio rodaggio e salire in cattedra. La squadra di Adi Viveash ha dimostrato di meritare l’ultimo atto della kermesse, travolgendo i giallorossi nella ripresa a suon di gol, con azioni avvolgenti e un gioco da capogiro… per gli avversari. Un crollo, quello dei ragazzi di Alberto De Rossi, che si ripete dopo le sconfitte rimediate durante questa stagione contro City, Catania, Inter (Torneo di Viareggio) e Lazio. Un’imbarcata che pone l’accento ancora una volta sulla grande differenza di livello tra il calcio italiano e quello inglese. Stavolta la squadra cinica e organizzata, vista nelle sfide precedenti contro Ajax e Manchester City, è rimasta negli spogliatoi, sbagliando completamente l’approccio al secondo tempo. Ad onor del vero però già nel primo tempo la formazione inglese aveva dimostrato di avere le qualità per mettere ko i giallorossi, la Roma però ha resistito agli attacchi avversari, riuscendo a rendersi pericolosa con Verde e Pellegrini, i più vivaci tra le fila di Alberto De Rossi. Nella ripresa poi i blues però hanno avuto un altro passo, offrendo uno splendido monologo e surclassando i capitolini su tutta la linea.


In campo. Alberto De Rossi ha puntato sui giocatori più fidati, quelli che dalla prima sfida contro il CSKA Mosca al match di oggi hanno regalato le gioie più belle della stagione giallorossa. Si è rivelata più pesante del solito invece l’assenza di Caprodossi, squalificato dopo l’espulsione rimediata nei minuti finali dei quarti di finale contro il Manchester City. Stavolta Marchizza non è riuscito a non far rimpiangere il difensore della Nazionale Under 19, e proprio dalla sua parte e da quella di Anocic sono arrivati gli attacchi più insidiosi degli inglesi. Al contrario il Chelsea ha dimostrato di avere un altro passo, un’altra fisicità, un’altra predisposizione: Brown in primis, ma anche i vari Solanke, Christensen, Musonda, Boga, Abraham sono giocatori di grandissima prospettiva, coniugando alle qualità tecniche una maestosità fisica non indifferente.


foto©asroma.itLa gara. L’approccio al primo tempo della squadra di Alberto De Rossi è tutt’altro che da buttare, anzi le prime impressioni riscontrano una Roma vivace e intenzionata a fare la partita. Buoni propositi perché in realtà è il Chelsea a prendere le misure minuto dopo minuto. Un esplosivo Brown mette a ferro e fuoco il fianco sinistro della Roma, con Anocic letteralmente surclassato dalla qualità tecnico-tattica del capitano inglese. E’ proprio dalla sua parte che arrivano le insidie maggiori, Marchegiani però è attento, sventando il pericolo con due buoni interventi alla metà del primo tempo. Al 34’pt episodio dubbio in area giallorossa: Brown anticipa il portiere romanista di un soffio, che sembra stenderlo. L’arbitro tuttavia non ravvisa il calcio di rigore, indicando la rimessa dal fondo. La Roma si vede solo nei minuti finali con Verde, che appoggia al centro per Pellegrini, il capitano giallorosso spara fuori di un soffio.


La Roma si sbriciola. Al rientro dagli spogliatoi la musica cambia immediatamente. Non passano neanche due minuti che il Chelsea sblocca la partita grazie a un’azione travolgente di Brown sulla destra: il capitano inglese scarta Anocic, Di Mariano e, entrato in area, anche Marchizza, assist al centro per Colkett che conclude in rete, sfruttando la deviazione di Paolelli che spiazza Marchigiani. La Roma, come in tutte le poche sconfitte rimediate in questa stagione, non regge la pressione e la retroguardia si sfalda. Passano due minuti e gli inglesi raddoppiano: lancio dalle retrovie verso Solanke, Marchigiani esce fuori dai pali ma si fa anticipare di un soffio, con il bomber inglese che insacca senza problemi anticipando anche Calabresi. I giallorossi spariscono dal rettangolo verde, mentre la squadra di Viveash mette in ghiaccio il risultato: Boga sulla sinistra crossa in mezzo per il colpo di testa di Colkett, Marchegiani non trattiene e Solanke spara in rete un tap-in facile facile. Il match è chiuso, l’unico che sembra ancora crederci è Daniele Verde, ma la sua carica sbatte contro l’organizzazione difensiva del Chelsea, che lascia pochissimi spazi all’esterno partenopeo. Al quarto d’ora Collins blocca senza difficoltà la conclusione dell’attaccante di Rudi Garcia, poi sei minuti dopo ancora Verde ci prova dal limite con un calcio di punizione potentissimo, stavolta il portiere inglese devia in angolo. Quella della Roma però è solo una fiammata, è il Chelsea a continuare ad ardere: Musonda viene innescato da una colpo d’esterno di Brown, il numero dieci però spara a lato graziando Marchegiani. Stessa sorte per un destro di Loftus-Cheek terminato di poco alto dopo un’azione personale di Palmer. Proprio l’esterno al 38’st viene lanciato sulla sinistra da Solanke, traversone al centro per Abraham che aggira la difesa giallorossa sorprendendo Anocic e Marchigiani. Finisce 4-0, la Roma resta l’unica squadra italiana ad essere arrivata così in fondo, ma la sconfitta di oggi fa troppo male. La finale sfuma quando mancava ancora un ultimo sforzo, quello fatto dal Chelsea.