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Fino al 5 novembre appuntamento con il Pitigliani Kolno’a Festival

Alla Casa del Cinema la nona edizione della kermesse che propone tematiche legate alla cinematografia israeliana e al mondo ebraico



Image titleE’ alla IX edizione ilPitigliani Kolno’a Festival che, dall’1 al 5 novembre, propone tematiche legate alla cinematografia israeliana e al mondo ebraico. In particolare, quest’anno, il filo conduttore sono i personaggi che hanno fatto la storia del cinema. I primi quattro giorni le proiezioni sono ospitate alla Casa del Cinema, mentre l’ultima giornata si tiene al Centro Ebraico Pitigliani. L’apertura del festival è affidata a Gett, di Ronit e Shlomi Elkabetz - nelle sale italiane dal 20 novembre - film scelto da Israele per la corsa all’Oscar come miglior film straniero. Protagonista del film è Viviane Amsalem (interpretata da Ronit Elkabetz, anche regista e sceneggiatrice insieme al fratello Shlomi), una donna che da cinque anni cerca invano di ottenere il divorzio dal marito Elisha, davanti all’unica autorità che in Israele possa concederlo, il tribunale rabbinico.  Tra gli appuntamenti speciali c’è la proiezione di Matzor (Assedio); il film del 1969, firmato dal regista italiano Gilberto Tofano, figlio di Sergio, nel 2015 sarà restaurato dalla Cineteca di Bologna, nell’ambito di un progetto del PKF con la cineteca di Gerusalemme e con il sostegno del Ministero degli Esteri israeliano. E’ la storia di Tamar, giovane vedova della Guerra dei sei giorni e madre di un bambino, costretta a vivere confinata nel ruolo di vedova dai compagni d’armi del marito che la proteggono oltre la sua volontà. Sullo sfondo della “Guerra di logoramento” che seguì la guerra del 1967, la storia cinematografica di Tamar s’intreccia con documenti d’archivio. In programma un omaggio all'attore e regista Assi Dayan, con la proiezione di alcuni suoi lavori, tra cui Life According to Agfa, interpretato dall’attrice cult Gila Almagor, ospite d’onore del Kolno’a Festival. Sullo sfondo di Tel Aviv, la vita di un pub che accoglie gente che non ha altri posti dove andare: le due padrone del locale, il poliziotto Benny, un cantante, qualche spacciatore di droga, qualche soldato e gli arabi che lavorano in cucina. Almagor e Dayan sono anche protagonisti dei due episodi proposti della serie televisiva israelianaBetipul, osannata dalla critica e adattata per la televisione in America ed in Italia con il titolo di In treatment. La serie segue la vita privata e professionale dello psicologo Re’uven Dagan (Assi Dayan). Ancora dedicato a Dayan, il documentario Life as a Rumor, diretto da Adi Arbel e Moish Goldberg, ospiti del festival, che sarà oggetto del primo PKF Professional Lab (lunedì 3 alle 18 in sala Kodak), un laboratorio dedicato all'utilizzo del materiale di archivio.La musica è protagonista del documentario I’m your man di Lian Lunson, ritratto del musicista, poeta e scrittore Leonard Coen, raccontato da colleghi e amici, definito da Wim Wenders “uno dei più bei film sulla musica di tutti i tempi”. Sempre in tema musicale, prima di alcune proiezioni vengono proposti dei servizi, tratti dal programma Rai Sorgente di Vita, con le storie di cantautori, poeti e musicisti che hanno fatto la storia della musica ebraica, come Herbert Pagani, Uri Caine e, più di recente, Noa. Dal nutrito programma si segnalano: Big bad Wolves, di Aharon Keshales e Navot Papushado, un thriller-horror definito da Quentin Tarantino il miglior film dell’anno 2013; Next to her, opera prima di Asaf Korman ispirata all’esperienza di sua moglie Liron Ben Shlush con la sorella portatrice di handicap; il road movie Magic men, di Guy Nattiv ed Erez Tadmor, storia di un anziano signore di origini greche e del suo viaggio a Salonicco e Santorini alla ricerca dello sconosciuto che salvò suo padre durante la Shoah, interpretato dall’attore arabo-israeliano Makram J. Khoury; e, ancora, il dramma del giovane palestinese Sanfur reclutato per collaborare con i servizi segreti israeliani, raccontato in Bethlehem di Yuval Adler, presentato al Festival di Venezia. Il Festival chiude al Pitigliani con la proiezione di due documentari - Life as a Rumor e I’m Your Man - e, alle 18, con il cortometraggio Mi ritroverai dentro di te, scritto e diretto dal regista romano Eitan Pitigliani, interpretato dall’attore argentino Andrès Gil e girato tra i vicoli di Trastevere, l’Isola Tiberina e il Ghetto. Il corto racconta il viaggio in Italia di Pablo, un giovane argentino alla ricerca delle proprie origini.