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Categorie: Dilettanti - Serie D

Fondi, che succede? Rimandato l'incontro per il passaggio di quote con l'Unicusano

La trattativa, che sarebbe dovuta andare in porto nella giornata di domani, è stata rinviata a data da destinarsi: accordo a rischio o semplice incidente di percorso?



Nicola Ciarlone, presidente del Fondi“Non c’è pace tra gli ulivi”. Ci perdoneranno gli appassionati di cinematografia se ci permettiamo di citare il celebre film del regista fondano Giuseppe De Santis, ma è proprio nella sua città che, da qualche giorno, c’è grande clamore attorno alla società calcistica. Il Fondi Calcio 1922, infatti, ha cambiato qualche giorno fa denominazione sociale in Unicusano Fondi e questo non ha lasciato certo indifferenti i tifosi locali. Facciamo un passo indietro di qualche settimana per aver meglio chiara la situazione. Nella gara casalinga contro il Palestrina lo speaker dello stadio per la prima volta ha fatto risuonare, durante la lettura delle formazioni, il nome di Unicusano Fondi. Nessun errore di udito per i presenti (purtroppo come ogni domenica sempre pochi) allo stadio, ma solo il palesare quello che si stava profilando in società: un passaggio di quote a nuovi soci facenti capo, appunto, alla suddetta università telematica. Già da lì sono partite le prime polemiche che presero vita nei social network e nei siti dedicati. Ad alimentare uno stato di agitazione anche i comunicati della società rossoblu che ringraziava per l’operato il tecnico Stefano Liquidato, il direttore generale Pasquale Lanzillo ed il direttore sportivo Francesco Alessandri chiudendo con gli stessi ogni collaborazione, dando spazio, almeno in panchina, al tecnico romano Sandro Pochesci e cambiando sul sito e sui social ufficiali la sua denominazione. Nonostante l’attaccamento della piazza al tecnico ed ai dirigenti, non si è volutamente polemizzato su questo forzato addio, ma su ciò che stava e sta accadendo alla società pontina. La Unicusano nella persona di Stefano Ranucci, infatti, non è ancora legalmente la proprietaria della società calcistica, ma ha comunque imposto, insieme ad altre decisioni, la nuova denominazione sociale. Una scelta legata al marketing, legata ad un progetto calcistico ambizioso, ma, soprattutto, una decisione maturata dalla volontà di portare il nome Unicusano a farsi Stefano Liquidato, ex allenatore della società rossobluconoscere in tutta Italia tramite il calcio e tramite anche un progetto di ricerca in campo medico. Tutti motivi meritevoli, obiettivi prestigiosi, nobili ed interessanti, ma, dopo aver mandato giù il boccone amaro degli addii di Liquidato e company, ciò che più di tutto ha smosso ed ha istigato la tifoseria è: “Perché cambiare denominazione sociale quando tutto questo si poteva fare anche con il nome Fondi Calcio?” I tifosi lamentano troppa disinformazione da parte di chi, in questo momento, deve fare chiarezza su questo tanto blasonato cambio ai vertici societari e troppo poco attaccamento ai colori da chi, invece, dovrebbe prendere in pugno la situazione. Da parte della società solo silenzio e l’invito ad aspettare l’effettivo passaggio di quote insieme al cambio di proprietà per poi dare a tutti risposte in merito al futuro. Che la società fondana avesse bisogno di nuova “linfa vitale” e che le cose nei mesi successivi avrebbero potuto mettersi molto male lo sapevano in molti. Quello che non è chiaro ai tifosi è il perché prendersi la libertà di cambiare la denominazione di una società che tra otto anni festeggerà il suo centenario. Possiamo logicamente pensare che la risposta sia legata al marketing ed allora non possiamo non condividere il pensiero di alcuni tifosi che il marketing, e le squadre di categorie superiori ce lo insegnano, può essere fatto in tantissimi altri modi: con eventi ad hoc, con uno stadio dedicato, con un main sponsor che gestisca ogni cosa dalla divisa al pullman, ecc. Non necessariamente con un cambio di denominazione che vanifica la storia calcistica di un’intera città. Una città che, ad oggi, è piena di locandine in cui si chiarisce l’effettiva denominazione: Fondi Calcio 1922. Denominazione che, da qualche giorno, riempie le bacheche ed i siti dei tanti tifosi o semplici appassionati dei colori rossoblu. Nonostante il tanto clamore mosso dai sostenitori vicini ai colori fondani, nonostante le vivaci proteste degli stessi alla società nella partita giocata ad Anzio, nonostante le minacce di continuare maggiormente la loro battaglia se la società non dovesse fare un passo indietro, da parte della stessa c’è solo silenzio e la volontà di I tifosi del Fonditutelare il loro operato. Bocche cucite, sollecitazioni ad aspettare il regolare evolversi degli eventi ed inviti ancora non ufficiali ad una futura conferenza stampa in cui tutto verrà chiarito e saranno palesati gli obiettivi della nuova proprietà. Voci di corridoio invitano alla calma e ad un cauto ottimismo però, davanti a tutto questo assordante silenzio, una cosa ci è chiara ed è proprio la Federazione a darcene atto con l’articolo 17 comma 2 delle Norme Organizzative Interne della FIGC che recita: “Non è ammessa l’integrale sostituzione della denominazione sociale con altra avente esclusivo carattere propagandistico o pubblicitario”. Unicusano Fondi, in pratica, esisterebbe per la visibilità mediatica, per il famigerato marketing, ma non a livello federale dove esisterà solo ed esclusivamente Fondi Calcio. Sappiamo per certo che nessuna richiesta per cambio denominazione è stata fatta in federazione ed allora la domanda sorge spontanea: perché alzare una polemica con i tifosi così ardita? Era una mossa azzeccata e necessaria per una società che vuole puntare tutto sul marketing?  Mossi da vari dubbi, proviamo a rincarare la dose: l’incontro formale per il passaggio di quote avrebbe dovuto esserci nella giornata di domani, ma, a quanto pare, è stato posticipato a data da destinarsi. Un passo indietro dell’Unicusano o solo un prendere tempo per placare gli animi? E poi, se dovesse malauguratamente o fortunatamente saltare questa nuova proprietà ancor prima di insediarsi, chi ne uscirebbe più con le ossa rotte? Il Fondi che si ritroverebbe senza più allenatore e senza direttore sportivo o l’Unicusano che non ci farebbe una bella figura in quanto, appunto, a marketing? Non ci resta che rimanere in attesa degli eventi e sperare che questa “pace tra gli ulivi” prima o poi arrivi, ma tutto quello che sta accadendo nella città pontina sembra un film. Un film che lascia con il fiato sospeso, un film che, di certo, uno come il grande Giuseppe De Santis non avrebbe mai potuto dirigere.