Notizie

Fori Imperiali, rivive il Tempio della Pace

Il progetto permetterà al Templum Pacis di rivivere grazie alla ricostruzione di sette colonne del tempio costruito dall’imperatore Vespasiano



Image titleSono partiti i lavori per la ricostruzione – tecnicamente detta anastilosi – delle colonne del tempio che l’imperatore Vespasiano volle dedicare alla Pace nel 75 d.C. Entro il 21 aprile saranno visibili al pubblico due delle sette colonne. Poi saranno rimesse in piedi le altre cinque e in seguito si ricostruirà sul piano del portico un tratto del tetto di circa 5 metri quadrati, grazie al ritrovamento di tegole e coppi marmorei integri.

Il progetto permetterà all'antico Templum Pacis di rivivere con la ricostruzione di sette colonne in granito rosa di Assuan (Egitto), grazie alla ricollocazione di spezzoni di colonne rinvenute a terra durante gli scavi del 1998-2000 realizzati dalla Sovrintendenza Capitolina.

I lavori, affidati all'impresa Blasi, aggiudicataria dell'appalto, con la direzione tecnico-scientifica della Sovrintendenza, dureranno per la precisione 85 giorni dal loro inizio e costeranno 665.900,84 euro.

“È veramente emozionante dare l’avvio a questi lavori grazie allo studio fatto dal sovrintendente Claudio Parisi Presicce e al lavoro congiunto di due assessorati, quelli di Giovanna Marinelli e Maurizio Pucci – ha detto il sindaco Ignazio Marino – Sono oltre 30 anni che non venivano più eseguiti lavori di anastilosi, cioè di riedificazione di colonne abbattute centinaia e centinaia di anni fa”. E questo, ha sottolineato il sindaco, “è un luogo particolarmente importante perché non era soltanto un luogo sacro dove si veniva per meditare, ma anche uno spazio museale, uno dei più antichi nella storia di Roma. Abbiamo avviato la riedificazione di sette colonne, dall'altezza variabile tra gli 8 e i 10 metri, che cambieranno lo scenario dei nostri fori e ci prepariamo così a queste giornate straordinarie di aprile quando - ha concluso Marino - la parte imperiale dei Fori sarà illuminata da un grande artista contemporaneo come Vittorio Storaro”.