Notizie

Fortitudo, Isabella: “Dobbiamo ritrovare noi stessi”

Il tecnico analizza il momento di difficoltà attraversato dalla squadra ed il sistema per venirne fuori quanto prima



Il tecnico Albino IsabellaLa Fortitudo Calcio Roma é pian piano scivolata giù. Avevano iniziato alla grande i ragazzi di mister Albino Isabella, sconfiggendo immediatamente il Vigili Urbani e l’Ostiamare. E’ arrivata poi la sconfitta di misura con il DLF Civitavecchia in trasferta (e fin qui, si dirà, ci può stare) seguita dalla splendida e fondamentale vittoria per 2-0 nello scontro diretto con il Massimina. Poi il crac: tre sconfitte, una vittoria e un pari nelle ultime cinque giornate. Un vero periodo nero per la squadra del Candiani. Queste, le parole e le riflessioni in merito, del tecnico Isabella: “Gli episodi in questo momento non ci sono favorevoli. Ma non possiamo di certo nasconderci dietro a un dito: spesso manchiamo in fase d’impostazione e, guardando anche a Ladispoli, in quella di finalizzazione, dove abbiamo sprecato quattro nitide occasioni da goal. Possiamo, almeno, esser soddisfatti della fase difensiva: abbiamo perso quattro partite in campionato, tre delle quali per 1-0. Prendiamo la gara con il Certosa ad esempio: abbiamo subìto quattro tiri in porta, tre dei quali andati in goal. Dov’é il problema? In questo momento ci manca la presunzione, in senso positivo, il coraggio d’imporre il nostro gioco. Abbiamo perso la sicurezza nei nostri mezzi, mezzi che però ci sono, non mi stanco di ripeterlo ai miei ragazzi. Siamo diventati una squadra frenetica e frettolosa. Nelle prime partite non eravamo di certo perfetti, ma almeno giocavamo a calcio. Ora abbiamo dei problemi nel ritrovare la nostra identità.” Un analisi schietta, lucida, quasi lapidaria. Ma non di certo rassegnata. Isabella sa dove si annida la soluzione per raggiungere la luce al di fuori del tunnel: “Detta così La Fortitudo calcio Romasembra una frase fatta, ma l’unica cosa che ci serve adesso é il lavoro. Dobbiamo risperimentare concetti a noi familiari, ritrovare noi stessi non tanto nei risultati, quanto più nella “prestazione”. Perchè credo sia solo quella la miglior medicina per noi in questo momento.” E di una buona performance la Fortitudo avrà bisogno al più presto, perchè, prima della sosta, ci sarà la trasferta più complessa: Al Di Bartolomei, tana del lupo di nome e di fatto. “E’ impossibile non parlare già della partita con la Roma. C’è grande entusiasmo nello spogliatoio, non vediamo l’ora di affrontarla. Chiaramente loro sono più bravi di noi, dispongono di alcune individualità mostruose. Ma é vero anche che in questo momento noi soffriamo particolarmente le squadre che si chiudono; contro una grande, invece, che gioca a calcio e affronta l’avversario a viso aperto, forse potremmo più facilmente esprimere quel che sappiamo fare con maggior serenità, senza pensare al risultato.