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Frosinone d'oro. Roma al test di maturità. Lazio, così non va

Poker per Coppitelli che si gode Volpe e ritrova D'Aguanno, De Rossi in Bielorussia per la Youth League dopo il tris al Lanciano, il Bari sorprende Inzaghi: serve più cattiveria. Latina, momento no: ecco il punto della terza giornata



Sadiq Umar, qui contro il Barça ©Laura Del GobboRoma, ora vinci anche in Youth League. Venerdì a Trigoria, è sembrato più di assistere ad un’impegnativa seduta di allenamento. Un ultimo test in vista dell’importante impegno in Youth League. Nell’anticipo la Roma ha sconfitto la Virtus Lanciano senza alcun problema, com’era preventivato. La freddezza dal dischetto di Marchizza (veterano travestito da giovane) e le due capocciate di uno scatenato Sadiq: tanto è bastato alla Roma per stendere gli abruzzesi, chiudere la terza giornata a punteggio pieno e prepararsi al meglio prima dell’incontro di domani in Bielorussia contro il Bate Borisov. Nonostante la lunga trasferta, i ragazzi di De Rossi, sono chiamati ad imporre la propria superiorità nel freddo della Bielorussia, dopo un pareggio contro il Barcellona, prezioso ma anche ricco di rimpianti. La Roma sta bene, è forte, gli ingranaggi del nuovo modulo appaiono sempre più oliati, le individualità non mancano e se la tenuta atletica terrà, ai giallorossi rimane solo una cosa da fare: continuare così.

Marco D'Aguanno esulta dopo il gol ©FacebookFrosinone, la mano di Coppitelli. L’ex tecnico giallorosso ha già dimostrato dale parti di Trigoria, a soli 31 anni, di essere il Re Mida del calcio giovanile: tutto quello che tocca diventa oro, medaglie e scudetti. Il ritorno tra i ciociari è stata una bella sfida. “Serve pazienza, la squadra è giovane, nuova. Dateci tempo”, ci diceva l’allenatore qualche settimana fa comprensibilmente. Oggi però, numeri alla mano, questo Frosinone sembra aver bruciato le tappe e non perde un colpo. Ieri contro l’Ascoli è arrivata la seconda convincente vittoria in campionato, dopo il grande successo in Coppa Italia contro il Latina, ai danni del malcapitato Avellino. Emblema del gran momento dei ciociari è Michele Volpe, una vera e propria macchina da gol: anche ieri l’attaccante, contro l’Avellino, ha siglato una doppietta, la terza consecutiva in una settimana (!). Numeri pazzeschi per un giocatore che ad inizio stagione, nell’immaginario collettivo, non faceva parte dell’undici titolare, complice l’arrivo di Valerio Trani, ora infortunato. La punta ha sfruttato la possibilità di farsi notare e l’ha fatto nel migliore dei modi. E adesso? Adesso per re Mida Coppitelli è insostituibile e il tecnico già sta studiando un modo per farlo coesistere nel tridente con Trani. Nota di merito anche per Marco D’Aguanno, ex capitano degli Allievi, che ha festeggiato il ritorno in campo, dopo l’infortunio, con la rete del momentaneo 3-1.

Simone Inzaghi ©Laura Del GobboLazio, emergenza attacco. La vera nota stonata della settimana riguarda la Lazio di Simone Inzaghi. Dopo il pareggio interno contro il Palermo della scorsa settimana ci si aspettava una reazione nella trasferta di Bari, pronti a scommettere sulla vittoria degli aquilotti, invece oggi ci ritroviamo a commentare la prima sconfitta stagionale dei biancocelesti. In Puglia, la superiorità tecnica dei capitolini è uscita fuori, bravi a mantenere il possesso palla, ma si è ripetuto il problema vistosi anche contro i rosanero: tanti passaggi ma poca concretezza in attacco. Nonostante la presenza in campo ed in panchina di giocatori tecnici e fisici come Rossi, Calì e Bezziccheri, la Lazio ha dimostrato ancora di soffrire le squadre brave a coprirsi e ripartire in contropiede. Il team di Inzaghi proprio così ha perso subendo inaspettatamente il 2-1 dei galletti, bravi a difendersi e a trafiggere Matosevic dopo una ripartenza perfetta. Insomma, molto fumo e poco arresto. Unica nota positiva, il gol di Rossi che ha trovato il primo gol stagionale. E ne dovranno arrivare tanti altri dai piedi dell’attaccante di Viterbo: la rinascita della Lazio parte anche, e soprattutto, da lui.

Alessandro Sbordone ©Gazzetta RegionaleLatina, momento no. Se c’è una squadra che ultimamente non sta godendo della simpatia del dio del calcio e della dea bendata, quella è proprio il Latina. La complicata trasferta ad Empoli sembrava essersi chiusa con un 0-0 tutto sommato soddisfacente per la squadra di Marco Ghirotto, ma se contro il Crotone i nerazzurri si sono dovuti arrendere a delle scellerate scelte arbitrali, sabato si sono dovuti arrendere alla dura legge del gol, con Bellini che ha scaricato sotto l’incrocio dei pali, il pallone vittoria proprio sul gong. Il Latina però c’è, il gioco c’è, lo spirito anche e se continuerà così, dovrà avere solo la pazienza di aspettare i risultati.