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Funerale Casamonica: oggi Il Prefetto di Roma consegna il dossier ad Alfano

Gabrielli annuncia entro domani una serie di provvedimenti a cura del Ministero dell’Interno. Sospeso l’elicotterista. Intanto il Vaticano tramite l’Osservatore Romano tuona “Non c’è spazio per zone d’ombra”



Una veduta del quartiere di CinecittàNon accenna a placarsi la furiosa ondata di polemiche seguite al funerale-show andato in scena lo scorso giovedi nel quartiere di Cinecittà dove Vittorio Casamonica, capoclan dell’omonima famiglia di Roma sud, è stato osannato alla stregua di un padrino di Cosa nostra. Tantissimi sono ancora i nodi da districare, i punti interrogativi inevasi ma soprattutto numerosi i rimpalli di responsabilità che nascondono, molto probabilmente, una inestricata e vergognosa matassa di errori e di omissioni che andranno appurate quanto prima. Il Prefetto di Roma, Franco Gabrielli ha dichiarato che sono in corso “approfondimenti in tutte le direzioni per cercare di capire perché alcuni uffici delle forze dell'ordine non hanno comunicato niente – aggiungendo che – questi approfondimenti avranno sicuramente delle ricadute importanti. E' necessario dare delle risposte perché fatti di questo genere non si abbiano a ripetere – poiché - quello che è successo giovedì è un fatto grave ". Ed in effetti è proprio così, tanto per l’impressione di “vulnerabilità” che le Istituzioni hanno mostrato fin dalla genesi della vicenda quanto per la pessima figura fatta in giro per il mondo, dove la notizia è circolata in maniera capillare, rimbalzando da un network all’altro e rimanendo sempre in primissimo piano. Proprio per ovviare a questa incresciosa situazione, Gabrielli dovrebbe consegnare in giornata al Ministro degli interni, Angelino Alfano, il dossier dettagliato che quest’ultimo sollecitò a poche ore dai fatti mentre domani, giornata in cui è stato convocato un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, si giungerà ad una serie di conclusioni cui seguiranno "decisioni a livello del ministeriale”.
Indagini e primi provvedimenti. Quindi, come affermato da Gabrielli, tutto ora è in fase di valutazione: dalla cerimonia alla gestione del traffico, passando per la catena di omissioni che hanno generato l’incredibile episodio. Secondo il clan Casamonica, sarebbero stati essi stessi a chiamare i vigili per scortare il corteo, mostrando altresì un controllo pieno ed autonomo della situazione. Il Prefetto tuttavia sentenzia "L'unica autorità che poteva stabilire le modalità della cerimonia è il questore ma mi risulta che non fosse stato informato". Così come non sarebbero stati informati molti altri enti collegati: una situazione del tutto inverosimile, anche perché secondo il legale dei Casamonica, Mario Giraldi, il giorno della morte di Vittorio egli avrebbe presentato un’istanza alla Corte d'appello “per ottenere che il figlio agli arresti potesse partecipare ai funerali. Lo stesso giorno le forze dell'ordine hanno effettuato il sopralluogo nella casa ed erano quindi perfettamente a conoscenza del fatto che il giorno successivo si sarebbero svolti i funerali". A tali affermazioni è seguita la replica dell’Arma la quale, attraverso l’Ansa ha dichiarato che "sono state rispettate le procedure come da prassi – ed inoltre - sono stati avvisati tempestivamente gli uffici competenti e l'autorità giudiziaria". Di certo c’è che in una città che si appresta a vivere un Giubileo straordinario e dove l’allerta per il terrorismo internazionale è molto alta, assistere a questo incredibile effetto-domino è quantomeno preoccupante, soprattutto pensando alla faccenda dell’elicotterista che indisturbato, ha lanciato petali di fiori sulla folla. Proprio lui, al momento, risulta come primo responsabile dell’accaduto, dopo aver dall’Enac  la sospensione della licenza per aver “effettuato una deviazione non prevista né comunicata": il pilota infatti, partito da Terzigno (Napoli), doveva semplicemente raggiungere l’elisuperficie Romanina. Un  giornalista di Fanpage.it, Alessio Viscardi, recatosi successivamente ad intervistare i titolari dell’elisuperficie di Terzigno, da cui è partito il velivolo, sarebbe stato aggredito e minacciato di morte da quattro persone. Inoltre, sono in corso accertamenti nei confronti delle due agenzie di pompe funebri che hanno organizzato il viaggio in carrozza del feretro di Casamonica, utilizzando tra l’altro la stessa vettura usata per i funerali di Totò nel 1967: una ditta è romana mentre l'altra è di Castellammare di Stabia, sempre nel napoletano.
La reazione della Santa Sede. Uno spettacolo indegno che non accenna dunque ad innescare colpi di scena e conseguenze. Spettacolo che ha scatenato non solo la prima reazione da parte del Vicariato di Roma ma anche la ferma e decisa presa di posizione del Vaticano il quale, dalle colonne dell’Osservatore Romano, ha parlato apertamente di “scandalo” rimarcando come intollerabile “l'ostentazione di potere, la strumentalizzazione chiassosa e volgare di un gesto di elementare pietà umana e cristiana come il funerale che, già di per sé, richiederebbe almeno compostezza, riserbo, dignità e, soprattutto, silenzio". Ricordando poi la scomunica papale nei confronti di tutti coloro che sono affiliati alla mafia, il giornale della Santa Sede ha ribadito che nella Chiesa Cattolica non ci può essere "spazio per zone d'ombra".