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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Gaeta, parla Gennaro Vitale:"Sono tornato con grande entusiasmo"

L'intervista al centrocampista, tornato a vestire la maglia biancorossa



Gennaro VitaleAll’inizio qualcuno pensava ad uno scherzo o quantomeno ad una notizia diffusa ma priva di fondamento. Invece ciò che per tanti appassionati gaetani, tifosi e sportivi, sognavano si è concretizzato in un caldo pomeriggio di luglio. Gennaro Vitale, centrocampista di tecnica e sostanza, capitano di un Gaeta di qualche anno fa, impresso nel cuore di tutti, ha deciso di unirsi nuovamente in matrimonio con la Polisportiva Gaeta. Seppur salpato per altri prestigiosi lidi, il guerriero che dà del tu al pallone non ha mai rimosso dal cuore e dalla mente quei colori il bianco ed il rosso che ha rappresentato brillantemente e non ha dimenticato quella gente che lo ha amato, la stessa che sta gioiendo per il suo ritorno. Anche Vitale ha realizzato il suo sogno, quello di tornare ad indossare la gloriosa casacca della Polisportiva Gaeta. Vitale, dicevamo, il ragazzo che al di là dei piedi buoni e della indiscussa intelligenza calcistica, ha lasciato ovunque, un buon ricordo. Merito anche della sua passionalità, della sua professionalità, visto che in campo dà tutto. Per non parlare della stima e del rispetto nei suoi confronti di tanti suoi colleghi. Ora Gennaro è di nuovo a Gaeta e contemporaneamente crescono attesa ed entusiasmo, auspicando una squadra che torni a ruggire.

Vitale, innanzitutto bentornato… 
Grazie, anche a tutti quelli che da giorni me lo dicono

Ci spieghi come è maturata questa decisione, che ha colto molti di sorpresa? 
La mia è una scelta ben ponderata. Sono tornato e  con tanto entusiasmo. Per vestire nuovamente il biancorosso ho declinato alcune offerte da parte di squadre di serie D. Hanno pesato molto nella mia decisione la grande volontà della società  e la presenza del mister, che conosco molto bene e che mi ha richiesto con insistenza. Sono andato via da Gaeta quattro anni fa ma sono rimasto il primo tifoso di questa squadra, lo sanno tutti… Comunque si è compiuto ciò che desiderato, cioè tornare ad indossare la casacca biancorossa.

E’ innegabile un certo feeling tra te e mister Melchionna… 
Con mister Melchionna c’è una stima reciproca, che va al di là del calcio. E comunque in questi quattro anni ci siamo sempre sentiti, ci siamo scambiati delle idee. Ci accomuna anche una certa visione di gioco. E poi confrontarsi con lui che è un ottimo conoscitore della materia calcistica, significa parlare la stessa lingua

Come giudichi il progetto Gaeta che sta nascendo? Oltre te, in squadra Fanelli, Candrina, l’ultimo arrivato l’attaccante Longobardi. Ma solo per citarne qualcuno e sembra non essere finita qua. Sono attesi altri colpi di spessore 
Al di là dei nomi snocciolati, è il progetto Gaeta quello che conta. Per quanto riguarda la squadra so che la società da un mesetto sta lavorando proficuamente e finora ha allestito un organico buonissimo. Poi dovremo essere bravi noi a centrare l’obbiettivo.

Voi di categoria superiore sicuramente potreste fare la differenza. Ma che tipo di campionato dovremo aspettarci per il Gaeta? 
Sicuramente considerati gli elementi finora arrivati e con la possibilità di qualche altro arrivo di qualità, non potremo che puntare alla disputa di un campionato di vertice. Però è chiaro che occorrerà dimostrare sul campo la propria forza, i nomi non bastano a fare punti.

Quanto può risultare determinante il nuovo Riciniello? 
Il Riciniello, mi sembra superfluo dirlo, deve essere un valore aggiunto. Poter giocare col sostegno di tanti tifosi, come credo saranno presenti, ci può e ci deve dare quell’ulteriore spinta per il raggiungimento di un ambizioso traguardo.

Il tuo ritorno è motivo di gioia per tanti gaetani, pronti a riabbracciare il loro campione. Lo si avverte girando in città ma anche sui social. Cosa si sente di dire Vitale ai sostenitori biancorossi, se c’è una promessa…
L’affetto con i  tifosi gaetani è reciproco. Io sono fatto così, se accetto una scommessa è perché ci credo. Quindi mi impegnerò al massimo per la scalata al campionato, soprattutto per cercare di riportare il Gaeta in quella categoria dove si trovava quattro anni fa. E non dimentichiamo che il Gaeta in più di un’occasione ha sfiorato il salto in Lega Pro. Per cui l’obbiettivo mio, di tutta la squadra, staff tecnico, dirigenti ma anche di Gaeta città deve essere quello di camminare tutti assieme, compatti per riportare questa gloriosa società dove merita di stare, ovvero in serie D.