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Gaeta ritrova la sua millenaria Cattedrale

Dopo la cerimonia di riconsacrazione, avvenuta lo scorso sabato 27 settembre, il massimo tempio dell'Arcidiocesi sud-pontina ospiterà domenica prossima Vittorio Sgarbi



La cattedrale foto©ufficio stampa arcidiocesi GaetaNemmeno una settimana dopo la solenne riapertura e già la millenaria, ristrutturata Cattedrale di Gaeta comincia a fare incetta di visitatori illustri. Archiviata la scintillante ed affollatissima cerimonia di riconsacrazione, avvenuta per mano di Monsignor Fabio Bernardo D'Onorio lo scorso sabato 27 settembre, il massimo tempio dell'Arcidiocesi sudpontina accoglierà nella prossima domenica, 5 ottobre, il famoso critico Vittorio Sgarbi il quale, a partire dalle ore 19:00 terrà una delle sue famose ed interessantissime prolusioni circa l'Arte mediante la quale questa Cattedrale è stata via via forgiata nel tempo. Ed in effetti ci sarà veramente tanto da discutere, se pensiamo che questa Basilica vanta una storia iniziata tra l'XI ed il XII secolo, con il completamento di una prima costruzione, al posto dell'originaria Chiesa di Santa Maria del Parco: di quell'epoca, che annovera una cerimonia di consacrazione avvenuta nientemeno che per mano di Papa Pasquale II resta traccia soprattutto nel Campanile, che ancora oggi fa bella mostra di sé nelle sue forme originarie ed è ormai un tratto imprescindibile del panorama storico-ambientale gaetano. Nel secolo XVI-XVII il complesso venne dotato di una cripta, grazie all'intervento del Vescovo Pietro de Oña, successivamente completata con un mirabile parato marmoreo di scuola napoletana, recentemente ritornato allo splendore originario. La Chiesa superiore intanto venne ristrutturata nel 1690, inglobando le colonne lapidee in massicci pilastri, i quali divennero in un secondo momento membrature fondamentali dell'ultimo stile architettonico assunto dalla Cattedrale, il neoclassico. Ma non è finita: nel 1903 la Basilica ricevette una nuova facciata in stile neogotico, per meglio armonizzare gli esterni alle vetuste linee del campanile mentre dopo il 1943, a seguito degli ingenti danni di guerra, tutto il complesso venne restaurato e dotato di nuove coperture. L'ultimo intervento di restauro, quello che ha preceduto l'odierna riconsacrazione, ha visto una serie di importantissimi lavori quali: il restauro della sacristia, il consolidamento ed il rafforzamento delle strutture murarie, una nuova tinteggiatura, la messa in evidenza delle colonne antiche al di sotto dei pilastri nonché del pavimento in stile cosmatesco e dell'altare-mensa costituito da un sarcofago che per secoli ha contenuto le spoglie dei Santi Erasmo e Marciano, Patroni della città e dell'Arcidiocesi. Ora quindi è tempo che anche uno dei massimi critici italiani contempli e decanti da vicino la riaffiorata policromia dei minutissimi intarsi di scuola cosmatesca, i giochi di luce soffusa capaci di sorprendere il visitatore ora con l'eleganza del neoclassico, ora con l'essenzialità del romanico. Una prorompente bellezza che aspetta anche noi per farsi apprezzare in tutta la sua multiforme potenza espressiva.