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Genitori in piazza contro il Decreto Filiazione

La tutela dei minori passa attraverso quella dei genitori: i padri d'Italia manifestano per la difesa dei loro diritti



Uno scatto della manifestazione ©Massimiliano GobbiL'opinione pubblica è sempre  molto sensibile alle questioni economiche piuttosto che alle riforme del lavoro o a tutto ciò che a noi media piace attenzionare. Stavolta decidiamo di cambiare decisamente argomento e lasciar spazio a qualcosa, o mi verrebbe da dire a qualcuno, che di spazio ne ha ben poco. Parliamo dei genitori, dei padri in particolar modo, inseriti in un discorso di bigenitorialità spesso violata. E lo facciamo oggi non di certo casualmente. Ieri mattina il Movimento genitori insieme ad associazioni come Gesef, Associazioni Papà separati di varie città italiane, Associazione Un Papà per Amico e altre, hanno manifestato di fronte ai tribunali delle più importanti città italiane. E lo hanno fatto contro il cosiddetto Decreto Filiazione, in vigore già da qualche mese, che pur riconoscendo la sacrosanta uguaglianza dei figli nati dentro e fuori al matrimonio, sostituisce la "potestà genitoriale" con la "responsabilità genitoriale", declassando, di fatto, il ruolo del padre. La legge 54/2006 parla di affido condiviso da parte dei genitori in caso, ovviamente, di separazione. Come mettono in evidenza queste associazioni oltre che la giurisprudenza in materia, di fatto non è così. Il ruolo della madre resta un ruolo privilegiato, mentre i padri sono relegati a un ruolo di secondo piano.

Con il decreto filiazione nel suo articolo 316, viene introdotta la residenza abituale, interrompendo qualsiasi percorso potesse portare a un discorso di residenza condivisa come avviene in molti Paesi d'Europa. Il decreto 154/2013, art.337 quater,  consente all'organo giudiziario di decidere per l'affidamento a un solo genitore, opponendosi per questo a quell'affidamento condiviso previsto dalla legge in tutti i casi tranne che per gravi motivi. È per questo che ieri mattina i padri, veri protagonisti della manifestazione che si è tenuta nelle più importanti città italiane, prima fra tutte Roma, si sono riuniti dalle otto di mattina di fronte al Tribunale per rivendicare i loro diritti. 

Non si parla mai delle sofferenze di un padre dopo la separazione, della lontananza dai figli a cui sono costretti spesso e volentieri da madri egoiste sostenute da una prassi giurisprudenziale non sempre coerente col principio di tutela del minore. Per questo da anni sono nate una serie di associazioni di padri separati, spogliati della propria potestà genitoriale, di quel diritto alla bigenitorialità, per molti esistente solo sulla carta. Ed ecco perché ieri sono scesi in strada. Per far sentire la loro voce, la loro sofferenza e per chiedere cambiamenti in materia legislativa. Primo fra tutti l'adozione della Carta dei Servizi da parte dei servizi sociali, a tutela dei genitori nel loro rapporto con gli stessi servizi sociali. L'istituzione di un Tribunale Unico della Famiglia con giudici togati esperti in diritto di famiglia e l'abolizione delle competenze civili dei tribunali per i minorenni. Quindi l'introduzione del reato di Stalking Familiare in caso di violenza psicologica sui figli, come sull'altro genitore in caso di separazione. Non sono intenzionati ad abbassare i toni, i padri separati, né a fermarsi alla manifestazione di ieri. Un cammino lungo e difficoltoso che varrà la pena di essere percorso e da parte nostra, di essere seguito.