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Giacomo Voli spettina l'Airport One di Roma a suon di Deep Purple, Led Zeppelin e PFM

Il talentuoso rocker atterra al Parco di Centocelle con la sua adrenalinica band e strega i tanti appassionati con i suoi acuti alla Robert Plant



Giacomo Voli ©Luca LiccioneUna carica esplosiva ha inondato il Parco di Centocelle a Roma nella serata di ieri, mercoledì 16 luglio. Brividi a fior di pelle e adrenalina pura: questi i doni del rocker Giacomo Voli, che con la sua band ha stregato il pubblico dell'Airport One regalando un'esibizione da manuale del Rock. Il cantante, reso celebre dal talent show The Voice, ha mostrato di meritare il consenso del pubblico, anche di quello più scettico, che solitamente rimane a debita distanza da chi partecipa a reality e format televisivi. Dagli originali arrangiamenti dei pezzi delle divinità del rock, come i Led Zeppelin e i Deep Purple, fino all'inedita “Rimedio”, scritta da Piero Pelù, passando per le straordinarie interpretazioni di Impressioni di Settembre della PFM e di Life on Mars di David Bowie, Giacomo Voli ha incantato il Roma Vintage con i suoi formidabili acuti che rievocano le indimenticabili performance live di Robert Plant. D'altra parte, così come ha sottolineato Riccardo Bacchi, il chitarrista della band di Voli, sulla falsa riga del tormentone lanciato da Suor Cristina proprio a The Voice: “Giacomo è stato mandato da Dio per compiere una missione”, quella di portare in giro per l'Italia le sonorità Hard Rock. Non si tratta certo della stessa missione della “collega” religiosa, ma per gli appassionati del genere è un obiettivo altrettanto sentito. L'impresa, a detta dello stesso rocker, è ardua. “E' molto difficile avvicinarsi alle sonorità dei gruppi rock degli anni '70 cantando in italiano – commenta Giacomo Voli ai nostri microfoni – Se penso al vero rock in Italia mi vengono in mente i Litfiba dei primi anni, che avevano lo scettro di gruppo rock italiano, o anche a Vasco che ha una band pazzesca e in alcuni pezzi si avvicina molto a certe sonorità hard rock, ma a livello di voce è davvero dura trovare un gruppo ai livelli degli ACDC, per esempio. Esistono tante realtà italiane in questo settore, ma restano nell'underground perché la nostra lingua è molto difficile da rendere credibile con queste sonorità, quindi è una bella scommessa anche per me”. La strada è lunga e impervia, dunque, ma il terreno è fertile per nuove sperimentazioni e se il risultato di questa sorta di fusione messa in atto da Giacomo Voli tra rock italiano ed heavy metal partorirà altri pezzi come “Rimedio” o altre interpretazioni convincenti come quella di Impressioni di settembre, la missione potrà dirsi compiuta.