Notizie
Categorie: Giovanili - Giovanissimi

Giardinetti, Lettieri: "Bisogna continuamente migliorarsi"

Il tecnico dei biancorossi: "Se non ci sono stimoli continui i ragazzi tendono a rilassarsi. Ho un gruppo competitivo"



Giovanni Lettieri ©FacebookIl Giardinetti 1957 è una realtà in crescita ed in continuo miglioramento. Giovanni Lettieri, allenatore dei Giovanissimi Regionali classe 2001, traccia una panoramica generale in vista della stagione che si appresta ad iniziare.


Mister come procede la preparazione della squadra? I ragazzi sono pronti per l’inizio del campionato?

“Conosco il gruppo perché già l’ho allenato nella stagione precedente: i ragazzi sono rimasti gli stessi, abbiamo fatto un buon campionato l’anno scorso piazzandoci secondi a livello regionale. Fortunatamente siamo ripartiti da una base importante e, conoscendo già il collettivo, il lavoro è stato molto più semplice per entrambi durante la preparazione”.


Questa reciproca conoscenza secondo te influirà positivamente nel corso della stagione? Di solito il biennio insieme è l’arco di tempo migliore per ottenere risultati.

“Di norma si, a volte si può stare insieme anche di più. Abbiamo cambiato parte dello staff, collaboro con Tiziano Caldelli, una persona molto competente che è sia preparatore fisico-motorio che vice allenatore. Questo crea stimolo nei ragazzi, che non conoscevano questa figura e quindi migliora il rapporto tra allenatori e giocatori nel settore giovanile. E’ importante avere la fiducia del mister per un ragazzo, però questo può creare anche un appagamento nei giocatori”.


Cosa te lo fa pensare? 

"E’ un aspetto che abbiamo preventivato, e infatti siamo partiti subito battendo molto sull’aspetto mentale e dei rapporti interpersonali con i ragazzi, per far si che non si ‘appiattiscano’ nel rendimento. Lo dico per esperienza, ormai sono otto anni che alleno e ho notato che dopo un po' i ragazzi tendono a non dimostrare più nulla all’allenatore se da parte di quest’ultimo non c’è una continua ricerca del miglioramento”.


Venendo al calcio giocato, la tua squadra ha fatto molto bene nella Giardinetti Cup al termine della passata stagione e nella recente Lorex Cup, misurandosi con compagini d’Elite. Le tue impressioni?

“Il gruppo è valido e le indicazioni sono buone, a seconda del livello generale dei classe 2001, senza parlare di fasce dato che a mio parere ci sono squadre nei Regionali B che potrebbero stare tranquillamente in Elite. Nella Giardinetti Cup siamo riusciti ad accedere ai quarti di finale e non era così semplice; la Lorex invece è arrivata troppo presto per noi, personalmente non sono molto incline a questo tipo di competizione, seppur stupenda, all’inizio della stagione. Il rischio è che i ragazzi si demoralizzino cominciando subito con un torneo così bello e difficile, però se preparati a questo tipo di situazioni lavorano allora per migliorarsi. La squadra che ho è sicuramente importante, il campionato dell’anno scorso lo testimonia e non è un caso: i ragazzi sono sempre disponibili e si impegnano, ed i risultati in questi tornei ne sono la prova”.


Uno scatto del Giardinetti 2001 alla Lorex ©Paolo LoriQual è l’aspetto su cui un allenatore deve lavorare di più con ragazzi di questa età? Mentale, fisico, tecnico-tattico?

“Bisogna concentrarsi sulla crescita del singolo e di pari passo curare l’aspetto del gruppo, avendo un precisa idea di gioco, e cercando e sperando infine di sfornare qualche talento. Per esempio l’anno scorso abbiamo avuto la fortuna di mandare diverse volte un ragazzo classe 2001 a Frosinone, Alessio De Luca, e questo è una grande vittoria per quanto mi riguarda”.


C’è un metodo particolare per ottenere tutto ciò?

“Tornando al metodo di lavoro, noi usiamo la palla e ci avvaliamo di strumenti di monitoraggio, siamo una delle poche società a farlo, che sono utili per valutare i carichi di lavoro e monitorare i progressi dei ragazzi, che si sentono anche un po’ dei piccoli professionisti, e questo li aiuta a migliorarsi sempre. Magari possono sembrare metodi esagerati o cavolate, ma aiutano ad alzare il livello di una società”.


Prendo spunto dalle tue parole, che margini di miglioramento vedi per la tu squadra?

“Ho notato, non troppo sotto il punto di vista del gruppo quanto invece da quello dei singoli, che ogni giorno bisogna dare ai ragazzi qualcosa, cercare di farli crescere sempre più. I ragazzi hanno delle qualità intrinseche che vanno scovate e perfezionate, le lacune invece eliminate. Penso che ci siano ampi margini: tutta la struttura societaria è attrezzata per competere con le grandi società di Elite, inoltre il presidente ed il direttore sportivo hanno contribuito attivamente ed in maniera decisiva a costruire la rosa dei 2001, rendendola competitiva”.


Che obiettivo vi ponete per la prossima stagione?

“Credo che sia possibile fare un campionato di vertice. Non conoscendo nel dettaglio tutte le rose del nostro Girone, non posso affermare con certezza che vinceremo o arriveremo secondi o terzi, però l’ambizione è quella di fare una stagione d’alta classifica. Vogliamo prepararci al meglio per la prossima annata, sperando che gli Allievi Fascia B 2000 tengano l’Elite, così finalmente questa squadra potrà confrontarsi con avversari che secondo il mio punto di vista non ci sono così nettamente superiori. Se concentrati e organizzati, anche noi possiamo dire la nostra”.